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Giuseppe Pinelli (Milano, 21 ottobre 1928 – Milano, 16 dicembre 1969) è stato un anarchico, partigiano e ferroviere italiano, animatore del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e giovane staffetta nelle Brigate Bruzzi Malatesta durante la Resistenza.

Morì il 16 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla esplosione di una bomba a piazza Fontana, evento noto come Strage di Piazza Fontana.

Il 20 dicembre 1969 si svolsero i funerali di Giuseppe Pinelli, al cimitero di Musocco, a cui parteciparono la famiglia, i compagni anarchici e alcuni intellettuali come Franco Fortini (che ne scriverà un resoconto giornalistico), Vittorio Sereni, Marco Forti e Giovanni Raboni.

Successivente, il corpo di Pinelli sarà traslato nel cimitero di Turigliano, vicino a Carrara, e sulla lapide verrà apposta anche una poesia di Edgar Lee Masters, Carl Hamblin tratta dall'Antologia di Spoon River (libro che Pinelli aveva regalato al commissario Calabresi nei giorni in cui la polizia indagava gli anarchici per le bombe dell'aprile 1969).



Tomba di Giuseppe Pinelli, cimitero di Turigliano, Carrara. La lapide in basso reca l'epitaffio, tratto da uno di quelli presenti nell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters:
 

La macchina del «Clarion» di Spoon River venne distrutta e io incatramato e impiumato, per aver pubblicato questo il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago:

"Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati ritta sui gradini di un tempio marmoreo.

Una gran folla le passava dinanzi, alzando al suo volto il volto implorante.

Nella sinistra impugnava una spada.

Brandiva questa spada, colpendo ora un bimbo, ora un operaio, ora una donna che tentava di ritrarsi, ora un folle.

Nella destra teneva una bilancia; nella bilancia venivano gettate monete d’oro da coloro che schivavano i colpi di spada.

Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:

"Non guarda in faccia a nessuno."

Poi un giovane col berretto rosso balzò al suo fianco e le strappò la benda.

Ecco, le ciglia erano tutte corrose sulle palpebre marce; le pupille bruciate da un muco latteo; la follia di un'anima morente le era scritta sul volto.

Ma la folla vide perché portava la benda".

EDGAR LEE MASTERS (Epitaffio di Carl Hamblin, traduzione di Fernanda Pivano)