Un bosco di agrifogli

 

Hollywood, il più famoso distretto di Los Angeles, negli anni Novanta dell’Ottocento non era altro che un ranch dei ricchi coniugi Wilcox. Mrs Wilcox ne scelse il nome (bosco di agrifogli) in onore di una località del New England, nonostante sotto il sole della California di agrifogli ce ne fossero pochi. Di certo non si immaginava il successo che avrebbe avuto in seguito, ma cosa ha portato l’azienda agricola a diventare la ‘mecca’ del cinema americano? La risposta si può riassumere in due parole: sole e concorrenza.

Nei primi del Novecento, infatti, la MPPC (Motion Picture Patents Company) era la più importante compagnia cinematografica statunitense e aveva in mano il monopolio dei brevetti. Così era impossibile ai piccoli produttori indipendenti realizzare film in quelli che erano allora i centri di produzione principali, New York e Chicago. L’azienda aveva creato un tale sistema di spionaggio e intimidazioni, che i concorrenti per sfuggirle dovettero finire in California! Poco male, l’East Coast si rivelò il luogo ideale per le riprese. Il clima era mite e si poteva sfruttare il sole tutto l’anno, il paesaggio era vario tra montagne, oceano e deserti, inoltre i terreni erano vasti e a buon mercato.

Insomma, la MPPC perse presto il suo potere: all’inizio degli anni Venti erano gli studi hollywoodiani a produrre il 90% dei film. Da allora la grossa scritta bianca a caratteri cubitali è diventata sinonimo di cinema.

 

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