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Sindrome dell’intestino irritabile

Sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile chiamata erroneamente colite è un disturbo funzionale  dovuto ad un’alterata motilità  della muscolatura intestinale.  Se questa si contrae poco si andrà incontro a stitichezza, al contrario se si contrae troppo si andrà incontro a diarrea. Il dolore appare quando le contrazioni intestinali sono prolungate (spasmi).

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo che compare prevalentemente tra i 15 e i 40 anni, più frequentemente nelle donne. Circa il 10% della popolazione ne soffre, tanto che questo problema è la seconda causa più frequente di assenteismo dal lavoro dopo le comuni influenze.
Che cosa causa la sindrome dell’intestino irritabile?Non esiste ancora una vera e propria causa dimostrata a livello scientifico, ma si sa che chi soffre di intestino irritabile ha un’alterazione dei movimenti intestinali con aumento della produzione di gas e una tendenza ad avere un intestino reattivo a diversi fattori: cibo, stress, emozioni, distensione gassosa.
I sintomi dell’intestino irritabile riguardano principalmente l’evacuazione: alcuni soggetti soffrono di diarrea cronica o di stitichezza ma spesso queste due condizioni si alternano tra di loro nella stessa persona. E’ frequente la sensazione di non essersi completamente “scaricati” dopo l’evacuazione.
I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono molto simili a quelli dell’intestino irritabile e può capitare che una persona soffra di entrambi i disturbi.
Come si cura? E’ stato dimostrato che la sindrome dell’intestino irritabile è benigna e non è predittiva di altre patologie intestinali più serie. Spesso il 10% dei pazienti si sente meglio ogni anno che passa, quindi non è per sempre.
La cura più efficace è per la maggior parte dei pazienti, il miglioramento del proprio stile di vita (dieta alimentare, diminuzione di stress lavorativo, pratica sportiva, meditazione e yoga, migliorare il rapporto con gli altri, migliorare la qualità del sonno, non fumare…)
L’alimentazione dell’intestino irritabile
Gli alimenti tollerati o non tollerati da chi soffre di questo disturbo variano molto da persona a persona ma alcune ricerche hanno individuato alcuni cibi che possono aumentare i sintomi perché aumentano o diminuiscono la motilità intestinale. E’ stato assodato che una dieta priva di FODMAP (Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili) aiuta ad alleviare i sintomi.
Essi sono presenti in :

  • Latte e derivati
  • Bevande gassate
  • Prodotti industriali e/o elaborati (merendine, torte, creme, brioches, pane, pizza, ecc..)
  • Cibi eccessivamente zuccherati
  •  Alcolici
  • Caffè e tè

Alcune persone non tollerano alcuni ortaggi o frutti che alterano la motilità intestinale (es. cavolfiori, cavoli, melanzane, banane, mele ..).
Inoltre alcune ricerche evidenziano che la maggior parte delle persone che soffre di intestino irritabile, può trovare miglioramento dei sintomi seguendo una dieta priva di glutine. Questo è stato osservato in soggetti non celiaci ed è per questo che è nata la terminologia “sensibilità al glutine”. Tuttavia non è ancora del tutto chiaro agli scienziati, se la sensibilità al glutine esista davvero e se sia connessa con la sindrome dell’intestino irritabile.
 
La sindrome dell’intestino irritabile viene diagnosticata per esclusione di disturbi più gravi. Correggere la propria alimentazione ed avere uno stile di vita più attento e rilassato è la miglior terapia per chi soffre di questo disturbo.
 
 

 
 
 
 

Riferimenti:
Drschaer-institute.com – Sensibilità al glutine non celiaca –patologie correlate
Fondazione Salvatore Maugeri – Clinica del lavoro e della riabilitazione – a cura di Unità di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva – INFORMATIVA PER PAZIENTI IS PV ALL 22-0 05/09/2012
Dario Bressanini, Beatrice Mautino – Contro Natura – Rizzoli, 2015

 
 

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