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SALVARE IL PRATONE UNA SCELTA DI CIVILTÀ

Salvare il Pratone, una scelta di civiltà

 

E’ difficile non essere d’accordo con chi ha avviato una campagna “ giù le mani dal pratone “ che ha ottenuto oltre 2.500 adesioni dimostrando una grande sensibilità sul tema della salvaguardia del suolo.

Quello del pratone è un Progetto datato 20 anni fa che ha visto cimentarsi Amministrazioni di destra e di sinistra tutte in gara per cementificare un “Tesoro”, unico nel suo genere che appartiene alla città, una devastazione del suolo vergine che dopo varie formalizzazioni non è ancora arrivata al traguardo.

La politica sembra non accorgersi delle spinte ecologiste presenti in città da quando una ragazzina svedese, Greta Thunberg è stata capace di sensibilizzare tutto il mondo e le Istituzioni alla rivoluzione ambientale coinvolgendo soprattutto i giovani e dando vita al movimento studentesco internazionale Fridays for Future

 Un altro segnale molto forte è quello di Papa Francesco con la sua enciclica “LAUDATO SÌ“.

Il Pontefice ci invita a salvare “il creato“ che abbiamo depredato e che si avvia al declino.

 

Tutti i politici, tranne poche eccezioni, sbandierano le carte firmate con i costruttori, che impegnano la Amministrazione a subire la cementificazione, e in tacito accordo danno il benestare a una cementificazione privata con 200 appartamenti e a una cementificazione pubblica.

Se da una parte non avviano nessun dialogo con il costruttore “nascondendosi” dietro il “diritto acquisito”, dall’altra non garantiscono ai cittadini nemmeno la preservazione del suolo della parte pubblica, erodendo ancora suolo per costruire la nuova biblioteca e altri spazi civici annessi, non considerando nessuna ipotesi di rigenerazione urbana, utilizzando invece edifici già esistenti da riqualificare.

Nessuna ricerca di confronto con il Comitato “Salviamo il Pratone “, anzi demonizzazioni e duri attacchi dai social media da parte dei politici più acculturati, dimenticando che sono trascorsi tanti anni senza che si sia arrivati a una soluzione operativa, e che in questi anni è cambiato il mondo.

Le spinte ecologiche ci invitano a radicali cambiamenti, non è più possibile il “consumo di suolo“, sono necessari interventi virtuosi.

È una occasione unica per San Donato Milanese!

Questa Amministrazione, anche se a fine mandato, non può dimenticare le spinte che arrivano dalla città e deve confrontarsi sforzandosi di cercare soluzioni alternative, che sono sempre possibili, coinvolgendo anche i Costruttori.

Altrimenti non ci sarà più tempo e resterà una macchia indelebile.

Carlo Lungaro –  Creare Futuro

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