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RAGAZZI A CONFRONTO: A Praga per il Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra

Articolo redatto da Claudia Cannizzo
 
Anche quest’anno, migliaia di ragazzi e ragazze , hanno scelto di  attendere l’alba del nuovo anno tutti insieme in una Città Europea. Lo sorso anno Strasburgo. Quest’Anno la destinazione era Praga. Da San Giuliano sono partiti una ventina di giovani, accompagnati da due sacerdoti  della Città, Don Alessandro e don Emanuele, responsabili della Pastorale Giovanile Cittadina.
Abbiamo chiesto a una giovane, Claudia,  di raccontarci l’esperienza. Eccola.
 
LA MIA ESPERIENZA A PRAGA
 

Ti sei mai sentito importante per qualcuno? Io sì. Ho percepito la mia inestimabile importanza solo ora, dopo aver partecipato al pellegrinaggio di fiducia sulla terra a Praga, organizzato dalla comunità di Taizè.
Il 28 Dicembre 2014 sono salita sul pullman che mi ha portato a intraprendere questa avventura con Don Alessandro, Don Emanuele e i giovani della PGC di S. Giuliano Milanese. Eravamo pellegrini e dunque, come descrive la parola stessa (dal latino “per-agros”, attraverso i campi), camminavamo. Calpestavamo le vie di Praga gelate dall’inverno, entravamo in punta di piedi nei cuori delle persone incontrate e fermavamo le nostre gambe davanti alla preghiera. Un pellegrino infatti non solo cammina, ma si fida delle persone partite con lui e di quelle incontrate durante il viaggio. Quando ho accettato di partecipare a questo pellegrinaggio non sapevo con esattezza che esperienza avrei dovuto vivere, solo che non avrei mangiato benissimo, non avrei avuto la sicurezza di dormire in un letto e che avrei pregato molto. Nonostante le mie perplessità mi sono fidata dei miei amici, del mio don e soprattutto del Compagno di cammino più presente in quei giorni: Dio. Ho percepito una Sua carezza in ogni momento che vivevo, e, soprattutto, ho riconosciuto il Suo volto nei giovani incontrati e nella famiglia che mi ha ospitato. La mia vita si è incrociata con quella di tanti giovani europei così diversi da me per lingua, cultura, storia e modo di vivere, con situazioni difficili da affrontare come la guerra o la povertà, ma con il mio stesso desiderio di felicità, i miei stessi dubbi e paure sulla vita. Questi ragazzi mi hanno fatto capire che non sono sola, che anche loro si innamorano, piangono, faticano e lottano per i propri sogni proprio come me.
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Ho avuto la fortuna di essere ospitata in una famiglia insieme ad altre tre amiche. Sono rimasta molto colpita dai piccoli gesti di amore che ci donavano tutti i membri di quella famiglia: dal the caldo con i biscotti che tutte le sere ci preparavano dopo una giornata trascorsa al freddo, al giro turistico della città che spontaneamente ci hanno proposto, fino alla loro totale apertura verso di noi che li ha spinti a raccontarci della morte del padre, dei loro problemi e delle difficoltà lavorative. I loro sorrisi, le serate passate svegli per aspettare che rientrassimo a casa e tante altre attenzioni che ci hanno fatto sentire come se fossimo a casa nostra e forse anche meglio. Coglievo nei loro volti la felicità nel vederci e nel cercare di rendere più bello il nostro pellegrinaggio. Erano pieni di gioia per il fatto che quattro ragazze italiane avessero condiviso con loro un pezzetto della loro vita e portato novità e allegria tra quelle mura. Sono certa di essere stata importante per loro e di questo sono veramente felice.
Ho approfondito Il tema dell’unicità e dell’importanza di ciascun individuo riflettendo sulla frase del Vangelo di Matteo “Voi siete il sale della terra” (Matteo 5,13), frase che ha accompagnato tutti i giovani nel pellegrinaggio. Il sale infatti è ciò che dona sapore agli alimenti. Se metti in bocca un pezzo di carne senza sale percepisci che manca qualcosa, che ti serve un gusto nuovo che esalti quello che hai nel piatto. Allo stesso modo quando sei triste, svogliato o arrabbiato sperimenti una mancanza e hai bisogno di quel qualcosa con la Q maiuscola che dia sapore alla tua vita, che ti faccia dire “sono felice” anche quando non hai ottenuto quello che volevi, anche quando hai litigato con tua madre, anche quando il mondo sembra caderti addosso. La cosa spettacolare è che ognuno di noi è sale della terra, ognuno di noi può trasmettere il gusto di vivere in tutti gli ambienti in cui vive e non deve fare o essere qualcosa o qualcuno di particolare, ma essere solo se stesso. Gesù non dice “Dovete essere il sale della terra” ma “Siete il sale della terra”: non ci dice come dobbiamo essere ma come in realtà già siamo. Ho imparato che bisogna solo avere il coraggio di donare se stessi per dare sapore alla vita degli altri. C’è sempre in gioco il Tu di ciascuno, che con i suoi difetti, vizi e limiti è importante per la vita di chi gli sta intorno, può cambiare il mondo. Tu, in prima persona, per essere sale della terra, devi osare, metterti in discussione e essere aperto al dialogo rispettoso e costruttivo.
Queste riflessioni mi hanno donato molta speranza e, pur essendo un piccolissimo granello di sale, mi hanno fatto sentire importante per chi mi sta intorno e per Dio. Mi sono ritornate alla mente le parole che un mio amico mi ha detto in un momento in cui la vita mi metteva alla prova: “Il supereroe sei tu, non sottovalutarti!”. Siamo tutti dei supereroi, possiamo davvero salvare il mondo e la nostra vita partendo dai piccoli gesti quotidiani.
Dopo questa esperienza custodirò nel mio cuore le persone, le preghiere, le riflessioni e le domande che mi hanno accompagnato durante tutto il pellegrinaggio e mi sveglierò ogni giorno con la consapevolezza di essere importante.
 
 
Redazione RecSando Angela Vitanza

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