Uno sguardo su 50 anni

50 anni di noi è il titolo della festa organizzata dalla Parrocchia di San Giuliano Martire in occasione del cinquantesimo anniversario della consacrazione della nuova Chiesa, avvenuta il 2 giugno 1966 con la benedizione del Cardinale Giovanni Colombo. La targa scoperta alla fine della celebrazione Eucaristica e benedetta da Monsignor Mario Delpini,  Vicario  Generale della Diocesi di Milano, ricorda con gratitudine colui che questo edificio lo volle “rimodernare”, ma soprattutto ingrandire, visto il boom di immigrazione di quegli anni: Don Luigi Carcano, scomparso nel 2014, che di questa Chiesa fu la guida dal 1959 al 1987.

La celebrazione di oggi, presieduta da Monsignor Delpini,  e concelebrata oltre che dai tre sacerdoti attuali –il Prevosto don Luca Violoni, don Alessandro Lucini e don Alfredo Francescutto- ha visto anche il ritorno di don Lino Maggioni e don  Stefano Crespi  -a loro precedenti- inoltre don Emanuele Kubler Bisterzo e don Franco Donati  della Parrocchia di Zivido – e  altri sacerdoti  del passato – don Gianni Regolani, don Corrado Bardella, don  Antonio Boffelli,  don Giuseppe Aloisio, don Franco Colombini, don Giorgio Salati, don Leo Porro,  anche in altre parrocchie della città,  come don Stefano Colombo e don Fidelmo Xodo – per la gioia dei tanti fedeli accorsi a portare un saluto “ai loro don”.

50 anni di noi ... Parrocchia di San Giuliano MartireTAGLIA

Mi ha colpito il  passo iniziale dell’omelia di don Delpini, quando ricordava un tempo in cui girava per queste zone,  tempo in cui in città vi erano gru dappertutto,  erano aperti i cantieri in ogni parte, c’era entusiasmo nel costruire,  costruire, costruire con le gru che permettevano di portare i materiali sempre più in alto. Oggi, prosegue, sembra che le gru siano quasi scomparse. Forse si è costruito fin troppo, forse non sempre si è costruito bene… E si è costruito forse su un terreno che non rendeva niente, pensando potesse così diventare una miniera d’oro; dove c’era una cascina, sembrava promettere di diventare un angolo di paradiso in una zona di prestigio…. E per un po’ questa illusione di ricchezza è durata. Fin quando ci si è accorti, che questa zona di prestigio, è diventata una emorragia di spese. Ora non si costruisce più così tanto, forse questo consentirà di tenere qualche prato verde. Ma la città in cui non si costruisce più, può sembrare che non sogni più niente. Una città scoraggiata. Depressa. Ma, come l’arrivo di Gesù a Gerico, alla casa di Zaccheo il peccatore, in questa città arriverà la Salvezza, portata dal  popolo della speranza,  incaricato di aprire nuovi cantieri, offrire un’alternativa allo scoraggiamento. Ma attenzione a come si costruirà. Bisogna vigilare sul come si costruisce, vigilare perché l’impresa non fallisca…Se si costruisce per avidità, fame di potere.. prima o poi l’opera andrà distrutta…Ma verso il termine ricorda che il popolo della speranza costruisce sulla solidarietà, come Zaccheo donò la metà dei suoi averi ai poveri, come esito della sua conversione. E dunque sia  il popolo di Dio, il popolo della chiesa,  a trovare il principio di una fraternità che non sia solo sentimento di buona educazione, rispetto che maschera indifferenza,  e  costruisca sul fondamento che è Gesù, per ridare  il futuro alla città e gioia a chi la abita.
La festa di oggi si riferiva ai cinquant’anni dalla consacrazione avvenuta nel 1966. Ma come raccontano “Le guide” della mostra curata dagli Adolescenti della Parrocchia e dai loro educatori, inaugurata domenica scorsa e che si chiuderà domenica 5 p.v.  in Chiesa, con visita guidata dalle 16 alle 18 –  questa è l’ultima in ordine di tempo. Le fondamenta e le due cappelle laterali entrando oggi in Chiesa,  erano già presenti alla visita pastorale di San Carlo Borromeo avvenuta nel 1573. Mentre il Campanile era già esistente, e la facciata barocca risale al 1667. E’ una Chiesa ricca di Storia,  raccontata in un pieghevole che trova a disposizione in questi giorni.  Mentre dell’ultimo secolo e dei cambiamenti dello spazio circostante, si è parlato martedì sera, in una serata  “in famiglia”,  con l’ausilio di fotografie dell’epoca. Una serata ricca di ricordi e di immagini. Presenti persone che molti dei cambiamenti avvenuti nel secolo scorso, li ricordano molto bene, e li hanno raccontati ai presenti. 
Altra bella iniziativa per questo importante anniversario, l’annullo filatelico su cartoline d’epoca, apposto durante tutta la giornata dal personale di Poste Italiane, presenti con un “ufficio mobile” sul sagrato della Chiesa. Inoltre è stato studiato un elegante oggetto ricordo in cristallo, riproducente il Cristo “risorgente e glorioso” dello scultore Giancarlo Marchese, posto sul grande muro dell’abside, ottenibile su prenotazione.
Redazione RecSando Angela Vitanza – Servizio Fotografico Luigi Sarzi Amadè