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Un Sangiulianese a New York, alle Nazioni Unite!

Un Sangiulianese a New York, alle Nazioni Unite!

Simone Filippini è un ragazzo Sangiulianese di 21 anni , studente in Scienze politiche, che ha deciso che fare Politica sarà il suo futuro.
L’iniziativa non gli manca, navigando su Internet ha trovato delle opportunità per fare delle esperienze all’estero presso organismi internazionali. L’ultimo in ordine di data, questa partecipazione a una commissione ONU. Ma la materia è un po’ complessa, per cui chiediamo direttamente a lui di cosa si tratta.

Che cos’è il CWMUN?

Il CWMUN è l’acronimo di Change the World Model United Nation, è un importante simulazione, a livello mondiale, che vede impegnati, divisi per equipe e paesi, giovani dai 20 ai 35 anni che hanno superato diverse prove di selezione e che si impegnano per una settimana simulando ciò che avviene effettivamente nella UN. Ogni assemblea ha tre diversi “Topic” ovvero tre diversi argomenti dei quali discutere; attraverso la discussione si dovrebbe giungere alla stesura di un documento finale che, se convalidato, viene sottoposto al segretariato delle UN.

Ora sappiamo che cos’è ma tu che ruolo hai svolto? è stata un esperienza formante?

Io vi ho preso parte come delegato nella commissione CND ovvero Commitee Narcotics and Drugs e il paese da me rappresentato era il Turkmenistan, un paese del terzo mondo con molti problemi tra i quali quello della droga; giocando un ruolo chiave nella risoluzione del problema a livello mondiale la mia preparazione doveva essere tale da poter dialogare con persone provenienti da tutto il resto del mondo, quindi posso dire che è stata un esperienza molto formante: ha testato non solo le mie capacità da studente ma anche quelle meno usate in ambito universitario, come ad esempio la capacità di public speaking.

Come mai hai scelto di intraprendere questo tipo di esperienza? Cosa ti motiva?

Ho scelto di intraprendere questa strada perché il mio percorso universitario mi ha permesso di appassionarmi alla politica italiana e mondiale e quindi, appena si è presentata l’occasione, l’ho colta subito.
Senza dubbio la motivazione di fondo è la passione, la passione per la politica. Non saprei come spiegare le radici di tale passione; posso solamente dire come mi sento quando ne parlo o quando ne pratico: mi sento a mio agio, rilassato e divertito.

Dunque la passione per la politica è la motivazione che ti ha spinto; ma quest’esperienza cosa ti ha lasciato?

Mi ha lasciato molte cose ma le più importanti sono due; la prima è stata dimostrare a me stesso che non è impossibile intraprendere un percorso politico; la seconda è stata il superamento di alcuni limiti che non avevo mai osato testare. L’esperienza di New York è stata un continuo test sia fisico, date le infinite ore passate in consiglio a parlare, e sicuramente psicologico, dovendo sostenere discorsi in una lingua diversa dalla mia e davanti ad un pubblico sicuramente più grosso di quello delle aule universitarie. Convincere una persona proveniente dall’altro capo del mondo a votare in favore per la tua mozione, toccare argomenti come quello dell’ISIS e quello del disarmo nucleare parlando con ragazzi provenienti dalle zone interessate è stato stimolante e anche molto duro.

Il tuo interesse per la politica e le esperienze che hai fatto dove potrebbero portarti?

Sicuramente il primo obiettivo è la laurea, con essa poi potrò decidere meglio il da farsi; sicuramente proseguirò con altri studi ovviamente tutti finalizzati a creare un curriculum che mi possa permettere di entrare a far parte del mondo politico.

 

Come secondo obiettivo ho sicuramente quello di iniziare ad occuparmi di politica locale, quella della mia città, e dimostrare ai ragazzi come me che la politica non è morta, anzi, sta morendo per colpa nostra; io per primo mi prendo questo impegno e magari, se si verificheranno le giuste condizioni, potrò anche candidarmi a sindaco un giorno!

In bocca al lupo Simone! La Città ha bisogno di ragazzi come te.
Redazione RecSando Angela Vitanza

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