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Invece a San Donato Milanese City il PTC – Partito Trasversale del Cemento ( Tutti Dentro ), pur avendo nella compagine politica della maggioranza tanti simpatizzanti del piccolo sedicente staista di Rignano, da questo punto di vista hanno la visione OPPOSTA rispetto a quella della sindaca Isabella Conti.
Cosa mai ci sarà sotto ?

Teresa Bellanova :

Cara Isabella Conti, ce l’hai fatta.
La Consulta ha deciso che la tua battaglia contro la costruzione di centinaia di appartamenti e negozi su un’enorme area verde del tuo comune, San Lazzaro, era giusta.
E come poteva non farlo ?
La tutela del verde e del paesaggio, il contrasto dell’abuso di consumo del suolo, la promozione di pratiche urbanistiche improntate al riuso e alla sostenibilità devono essere principi fondamentali del nostro agire.
Eppure, quando da Sindaca di San Lazzaro ti opponesti con forza al cemento, in tanti ti voltarono le spalle, scatenandoti contro la macchina del fango.
Anni di pressioni e bugie, da parte di chi, per interessi di parte, dimenticò la sua unica responsabilità: la tutela della cosa pubblica.

Tu di quella responsabilità ti sei fatta carico con coraggio, per 7 anni, rischiando tutto.
Hai lottato con forza per il tuo territorio e per le cittadine e i cittadini che lo abitano e alla fine hai vinto tu.

Dimostrando ai tanti amministratori del nostro Paese impegnati ogni giorno, a testa alta, per difendere le loro comunità, che vincere è possibile
( Anche a quelli di San Donato Milanese ? ).

Brava Isabella, non potremmo essere più orgogliosi di te e del tuo coraggio !

ISABELLA CONTI LA ASPETTIAMO A SAN DONATO MILANESE IN DIFESA ANCHE DEL NOSTRO FANTASMAGORICO PRATONE ! Ma Lei sa già Tutto …

Per saperne di più

Ha perso la sua battaglia contro Matteo Lepore del Pd per la conquista del comune di Bologna. Ma Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro di Savena gettato nella mischia del capoluogo emiliano dal leader di Iv, Matteo Renzi, dopo avere dato grande prova di sé nella difficilisisma contesa elettorale è tornata a vincere. Contro il progetto Idice, la cosiddetta colata, che si sarebbe tradotto in un insediamento di 582 appartamenti e decine di negozi su un’area verde di 284 mila metri quadrati proprio a San Lazzaro. Ebbene, quel progetto non si farà mai, come ha annunciato via Facebook Conti, che ha raccontato la decisione definitiva del consiglio di Stato: “La vittoria più potente e importante della nostra vita, è arrivata. Il Consiglio di Stato si è pronunciato in via definitiva: avevamo ragione a bloccare la Colata di Idice, un insediamento di 582 appartamenti e decine di negozi, su un’area verde di 284.000 metri quadrati”.
Il sindaco ha spiegato che “Questa vicenda ha segnato in modo irreversibile non solo la mia vita, ma anche quelle dello straordinario avvocato e amico fraterno Michele Cristoni e di Anna Maria Tudisco, architetta e coraggiosa dirigente all’urbanistica. Eravamo noi tre, quando tutto è iniziato 7 anni fa, fino a notte fonda in comune per studiare gli atti e capire come procedere in modo ineccepibile. Siamo andati incontro a tempeste di fango, pressioni, tentativi di condizionamento. Ricordo il senso di solitudine ed emarginazione che vivevo anche all’interno della comunità politica in cui sono nata e cresciuta. In diversi, ancora oggi, non mi hanno perdonato il fatto di avere anteposto l’interesse pubblico e il bene comune agli interessi privati di mondi economici prossimi.

Abbiamo vinto e questa meravigliosa area verde, non verrà mai più cementificata, perché nel frattempo abbiamo cambiato tutti gli strumenti urbanistici stabilendo che a San Lazzaro non si consuma più nemmeno un centimetro di terreno. Abbiamo vinto, in modo talmente netto e cristallino, che gli appellanti sono stati condannati anche a pagare al Comune le spese legali. Avrei un’infinità di cose da raccontare, perché mi ricordo tutto. Tutto. Le illazioni, i veleni, l’isolamento, la solitudine. Soprattutto però voglio ricordare il sostegno degli amici, gli sguardi preoccupati ma orgogliosi, le premure di chi mi ha sempre voluto bene, gli abbracci in strada dei miei cittadini, i legami indissolubili generati con chi ha affrontato questa traversata nel deserto insieme a me. È finita. Abbiamo vinto. Avevamo ragione su tutto”.

Su tutto meno che sulle presunte pressioni subite dai vertici di Legacoop che Conti aveva denunciato. Nell’ottobre scorso il Gip del tribunale di Bologna Domenico Truppa ha stabilito che le intercettazioni disposte nell’inchiesta sulla cosiddetta ‘Colata di Idice’ e sulle presunte pressioni sul sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti sono irrilevanti, né esiste altro motivo per conservarle, a cinque anni dall’archiviazione, e per questo vanno tutte distrutte. Il Gip ha concordato con la valutazione di irrilevanza data dalla Procura che con il procuratore aggiunto Morena Plazzi aveva sottolineato che si trattava di registrazioni con i commenti agli sviluppi delle indagini riportati dai media. Questo, per il giudice, “non è stato seriamente posto in discussione dalla difesa di Isabella Conti, che pur avendo avuto ampia conoscenza del procedimento con diritto di accesso al fascicolo processuale, non è stata in grado di evidenziare profili specifici di rilevanza ulteriore delle conversazioni intercettate per ipotetiche nuove iscrizioni a carico di altri soggetti”.

All’epoca la vicenda creò polemiche nel centrosinistra perché Conti, sindaca Pd che poi passò a Italia Viva, denunciò colleghi di partito, esponenti delle coop e delle imprese, poi tutti assolti.

Ma dopo la vittoria di oggi in consiglio di Stato, Conti può esultare e con lei Teresa Bellanova, viceministro dele Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili: “Ce l’hai fatta”, scrive Bellanova su Facebook, “il consiglio di Stato ha deciso che la tua battaglia contro la costruzione di centinaia di appartamenti e negozi su un’enorme area verde del tuo comune, San Lazzaro, era giusta. La tutela del verde e del paesaggio, il contrasto dell’abuso di consumo del suolo, la promozione di pratiche urbanistiche improntate al riuso e alla sostenibilità devono essere principi fondamentali del nostro agire. Eppure, quando da Sindaca di San Lazzaro ti opponesti con forza al cemento, in tanti ti voltarono le spalle, scatenandoti contro la macchina del fango. Anni di pressioni e bugie, da parte di chi, per interessi di parte, dimenticò la sua unica responsabilità: la tutela della cosa pubblica. Tu di quella responsabilità ti sei fatta carico con coraggio, per 7 anni, rischiando tutto”.

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