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Serata Conclusiva de “Il bene comune ha bisogno di te”

SERATA CONCLUSIVA DE “IL BENE COMUNE HA BISOGNO DI TE”

E’ arrivato alla serata finale il ciclo “Il bene comune ha bisogno di te”, che si è tenuto presso il Circolo ACLI Metanopoli di San Donato Milanese.
La serie di quattro appuntamenti formativi si è conclusa con una serata che ha avuto come relatrice Elena Granata, Professore Associato di Urbanistica al Politecnico di Milano, che ha affrontato con i numerosi giovani partecipanti il tema della “Cura dei beni comuni, partecipazione e legalità”.

Negli anni più recenti alcune parole ed argomenti come bene comune, ambiente, paesaggio, partecipazione, legalità sono usati sempre più frequentemente sui media, nei dialoghi fra le persone e nella vita quotidiana. E’ cambiato il mondo intorno a noi e ci sono anche parole d’ordine nuove intorno a noi. A fianco di più tradizionali concetti come pace, solidarietà, casa, lavoro e diritti, nel vocabolario diffuso si fa strada un’attenzione crescente a temi legati alla natura, alle questioni ambientali e climatiche. Spesso erano gruppi di interesse diversi, associazioni, movimenti ad occuparsi di questi temi, come ad esempio “pacifisti” da una parte e “ambientalisti” da un’altra parte. Oggi invece, specialmente fra le nuove generazioni, questi mondi si stanno avvicinando e sempre più le questioni ambientali sono affrontate insieme alle questioni sociali.
Sempre più si riconosce che i cambiamenti climatici fanno parte di un cambiamento più complessivo della nostra società e della nostra economia, di un modello di sviluppo insostenibile e allo stesso tempo sono un’ulteriore causa di disuguaglianza e povertà.

Cambiano le parole, cambiano i significati e si mischiano i codici comunicativi. Ma cambiano davvero anche i modi di fare e di agire ? Come mai questa differenza, fra le parole e gli atti reali ?  Purtroppo queste nuove priorità non sono tuttora affrontate in modo radicale e pianificate con l’urgenza che sarebbe necessaria. Non stanno entrando nelle nostre politiche, nelle nostre pratiche ordinarie ed emergono solo nelle situazioni straordinarie, ad esempio nei casi di disastri come terremoti, alluvioni.

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Solo da pochi anni sono venuti alla ribalta i problemi legati al suolo, al territorio, all’agricoltura e non più ad uno sviluppo legato al mattone, alle costruzioni, agli investimenti sulle seconde case.
E’ ancora diffusa una poca cura per le cose e gli spazi comuni come il consumo del territorio, i rifiuti, i mezzi pubblici, il verde pubblico, ecc.
Anche le leggi erano ispirate da questa cultura ed i finanziamenti locali sono impostati sullo sviluppo delle costruzioni urbanistiche. I nostri amministratori sono tuttora impossibilitati, anche se lo volessero veramente, a fare ciò che sarebbe necessario per invertire la tendenza.
Inoltre non dimentichiamo che in quel modello di sviluppo, sia al sud che al nord dell’Italia, si sono infilate le mafie, si sono ampliati fenomeni di corruzione e problemi della legalità.

Nel ricostruire si può pensare ad un mondo completamente nuovo e diverso. Occorre avere una visione di ampio respiro che vada al di là delle situazioni di emergenza e delle disponibilità immediate. Oggi i materiali, le competenze, le tecnologie permettono di evitare futuri disastri e costruire un nuovo paese. Dare spazio ad un un nuovo concetto mirato ai possibili scenari futuri, a come ricostruire per le comunità future e per le loro esigenze. Un paese sano pensa anche a ricominciare, a rompere con le convenzioni, dove e quando necessario.

Come inventare il nuovo, con quali forze e con quali tempi è pensabile realizzarlo ?
Su questi interrogativi, nella seconda parte della serata, si sono confrontati i vari interventi dei partecipanti, intrecciati alle risposte della relatrice Elena Granata, che ha concluso con una sollecitazione ai giovani a non lasciarsi vincere dalla realtà attuale, tuttora caratterizzata da una profonda crisi generale del mondo in cui siamo vissuti e stiamo vivendo. Privilegiare la loro creatività, inventarsi servizi e lavori diversi, rimettersi in gioco sia nel lavoro con una cultura nuova del lavoro, dell’impresa, dell’auto-impresa e anche del lavoro manuale, sia nella politica. E’ importante fare politica, ma con nuove prospettive di rappresentanza e per investire su progetti culturali rivolti agli attuali minorenni e ai bambini nelle scuole, in modo che almeno entro una decina d’anni la nuova generazione sia nelle condizioni di realizzare il loro mondo.
 

La Redazione RecSando ritiene utile rendere disponibile la registrazione audio della serata, che può essere ascoltata in Podcast anche da chi non era presente.

Il primo incontro aveva avuto come principale ospite l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che aveva affrontato il tema “L’impegno sociale e politico per servire le comunità locali”
vedi su Recsando: Il bene comune ha bisogno di te

Il secondo incontro, in cui l’architetto-urbanista Alessandro Maggioni aveva discusso sull’argomento Custodire, governare, abitare il territorio

Nel terzo incontro incontro, il relatore Massimo Minelli ha dialogato su “Il welfare municipale per costruire coesione sociale e rigenerare le comunità”, come riportato su RecSando in questo articolo: Terzo appuntamento del ciclo “Il bene comune ha bisogno di te”,

Luciano Monti – Redazione Recsando

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