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San Giuliano e il pallone

 

SAN GIULIANO…..E IL PALLONE

 

 

E’ ormai lontana tradizione bruciare un Pallone appeso in alto, nella Chiesa di S. Giuliano Martire durante la Celebrazione della Messa in onore del Santo da cui prende il nome la Città. Da due anni la festa si celebra la Domenica successiva alla ricorrenza che è il 9 gennaio. Il Pallone che brucia rappresenta il Martirio dei Santi

 

 

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Dopo aver ospitato negli anni precedenti il Vescovo di Mantova Mons. Busti, quello di Pavia Mons. Giudici, lo scorso anno Mons. Ghidelli, Vescovo di Lanciano, per l’edizione 2014 è stato invitato a officiare la celebrazione Mons. Erminio De Scalzi, Vescovo Ausiliario di Milano, Abate della Basilica di Sant’Ambrogio, e compagno di messa del Prevosto Don Lino Maggioni.

Quello che non ci si aspettava, era che il Pallone non prendesse subito fuoco, come tutte le altre volte. Non si è capita la motivazione. E’ fatto in carta, con dentro bambagia.. Ma in quei cinque/dieci minuti di attesa, prima che ci riuscisse proprio don Lino a far infiammare la Palla, è stato un turbinìo di pensieri…non proprio Cristiani a dir la verità, perché la superstizione non dovrebbe far parte della Fede di chi tale si professa..

La Messa, alla presenza delle massime Autorità Civili e Militari della Città, oltre alla rappresentanza di numerose Associazioni del Territorio, è stata molto partecipata dalla Comunità, con tante persone in piedi come non capitava da tempo.

Comunità a cui si è più volte rivolto Monsignor De Scalzi nella sua omelia. Iniziando con una attuale riflessione, ovvero che non è più scontato essere persone di Fede, come una volta, quando lo si era di nascita, perché tramandata di generazione in generazione. Bensì oggi bisogna conoscere la Fede, quasi come si studia una materia a scuola. (Ma poi bisogna farla propria, non solo ripetere la lezione per avere il voto, bensì farla propria e viverla). Alla comunità ha consigliato di far fronte comune all’attuale situazione economica, con scelte di solidarietà e comunione. Ha elogiato il fatto di essere in tanti alla celebrazione per la festa, auspicando una continua partecipazione.

Al termine, sul sagrato la festa è continuata con una esibizione del Corpo Musicate della Libertà, per una Comunità che una volta tanto si stringe intorno alla sua Chiesa e ai propri governanti.

Redazione RecSando Angela Vitanza

 

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