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Salviamo il Pratone dal cemento

“Salviamo il Pratone dal cemento”


di Valeria Giacomello

Salvare il “Pratone“ dalla cementificazione. Questo l’obiettivo con cui le associazioni N>O>I  e GreenSando hanno dato vita al Comitato “Salviamo il Pratone“, la cui presentazione ufficiale avrà luogo il prossimo 24 agosto alle 18.30 al Caffè Minerva in piazzale Supercortemaggiore. Nel passato di proprietà di Eni, il Pratone, conosciuto come il “Central Park“ sandonatese, è da anni al centro di progetti di riqualificazione urbanistica. “Teoricamente i diritti edificatori riguardano il 20% della superficie – spiega Fabrizio Cremonesi, presidente di Noi – ma l’impatto sul territorio sarebbe devastante, sia nei termini di inquinamento che di consumo del suolo.
Il Pratone è molto di più di un’aria verde non urbanizzata posta all’interno di una città: è un simbolo della San Donato che fu, paese a vocazione agricola fino alla prima metà dello scorso secolo, storia che si vuole dimenticare in nome della modernità e degli interessi privati”. A destare le maggiori preoccupazioni degli ambientalisti sono le tempistiche: la convenzione che regola il piano integrato di intervento, rinnovata nel 2013, scadrà nel 2023 e quindi, entro allora, le ruspe potrebbero entrare in funzione. “Il nostro obiettivo è che l’Amministrazione comunale abbia il coraggio di dire no, una volta tanto, ai soldi che derivano dalla cementificazione del territorio. Faccia dietro front sui diritti edificatori del 20% in mano ai privati. E lasci la parte verde pubblica intatta dopo i necessari interventi di manutenzione. Il nostro è un movimento apartitico e inclusivo. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini che hanno la volontà di perseguire le nostre stesse finalità di avvicinarsi al Comitato e di condividere con noi un percorso di salvaguardia di uno dei luoghi più belli in assoluto ubicati nel Basso Milanese. Siamo convinti che soltanto con la concreta partecipazione popolare riusciremo a invertire quella sensazione di scoraggiamento che spesso ci fa credere che non ci sia più nulla da fare”.

Fonte: Il Giorno

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PRATONE SAN DONATO MILANESE