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Repubblica di Ossola: ripartire dalla resistenza

Sabato 29 marzo si è tenuta nella Sala Previato della biblioteca comunale di San Giuliano Milanese la commemorazione mirata ad anticipare di qualche mese il 70esimo anniversario della “repubblica dell’Ossola”. Governo provvisorio formato da civili che tra il settembre e l’ottobre del ”44, ripeté la leggenda di Davide e Golia. Anche all’epoca, infatti, la risonanza dell’evento fu immensa in tutta Europa. Il ricordo è stato favorito dall’intervento dell’Anpi di Domodossola che tra i suoi membri annovera alcuni dei fautori dell’impresa. Sono intervenuti infatti, Luigi Sgrena, Arialdo Catenazzi e Luigi Fovanna, quest’ultimo decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Militare e ancora così pieno di forza nel momento in cui con timore reverenziale mi sono avvicinato per una stretta di mano.

Altre testimonianze sono state importanti. Daniele Bianchessi presentando il proprio libro si è scagliato contro il revisionismo, Tiziana Pesce ha ricordato suo padre nel coraggio, nella speranza e nel dolore che lo aveva contraddistinto. La regia di Gino Marchitelli ha inoltre accompagnato la toccante testimonianza della madre di Dax, ucciso dai fascisti 11 anni fa. A tutti gli ospiti è stata consegnata poi una targa: particolarmente carica d’emozione è stata la premiazione dell’ultima ospite a intervenire che, per una sorta di drammatico parallelismo, è stata insignita dalla figlia di Pinelli, il ferroviere. Colonna sonora dell’incontro sono stati i brani tipici della tradizione partigiana eseguiti con maestria dalla Banda Popolare Emilia Rossa. Tra questi anche una poesia di Gianni Rodari musicata, ma più di tutte “Bella Ciao” e “Fischia il vento” capaci di comunicare a tutta la sala orgoglio e nostalgia per un biennio di eroismo (1943-1945) del popolo italiano.
I presenti hanno voluto recuperare l’idea di una Resistenza totale che aveva coinvolto uomini di ogni appartenenza politica e di ogni sesso nella comune lotta contro il Nemico. Una Resistenza che si tende troppo spesso oramai a consegnare in mano ai delatori. Tra i propositi di continuare a resistere numerosi inviti ai ragazzi che purtroppo se non per una minima parte erano assenti. Una resistenza da condurre non nel materiale e nel militare, ma innanzi tutto nella moralità, nella realtà dei propri giorni. Italo Calvino in una sua poesia afferma: “Vedevamo dietro il tronco, il cespuglio, il canneto, l’avvenire di un mondo più umano, più giusto libero e lieto”. Forse Noi tutti dobbiamo recuperare una forma di Resistenza che trovi la speranza e la forza di proseguire nell’immediato e nel quotidiano.
Innegabile che l’iniziativa fosse mirata a un pubblico politicamente orientato essendo organizzata da Rifondazione Comunista. Poteva però, raggiungere con le medesime emozioni, con la medesima nostalgia, tutti quegli individui dotati di un puro e cristallino senso patriottico ed umanitario. La musica in particolare era in grado di trascinare in una dimensione lontana, una dimensione in cui la politica non fosse la somma degli opportunismi o dell’utile economico, ma fosse una professione di fede fatta di riti e preghiere per sé e tutti quanti i membri di un popolo o del mondo.

 

Alessandro Sicignano, Foto Luigi Sarzi Amadè

 

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