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Parco Agricolo Sud Milano: “l’ambiente non è uno spazio vuoto da riempire!”

Non è facile da credere quando ci si sveglia la mattina in uno dei 61 comuni del sud Milano magari in uno di quei palazzoni di tipica edilizia anni sessanta, mentre la prima luce del giorno bacia il cemento. Basta però uscire dalle solite strade trafficate, fare qualche passo verso i campi e subito si può capire perché trent’anni fa è nata un’associazione per tutelare le zone verdi che circondano i centri abitati. L’obbiettivo di questa associazione era ricordare agli abitanti di questi 61 comuni tendenti al grigio che il verde c’è ancora e che si chiama Parco Agricolo Sud Milano.

DALL’ASSOCIAZIONE ALLA NASCITA DEL PARCO
Animato dal desiderio di mettere fine alla cementificazione imperante, un gruppo di ambientalisti negli anni ottanta pensò alla creazione di un parco che proteggesse la realtà agricola che circondava l’abitato. A tal fine diedero vita ad una petizione popolare, e dopo aver ottenuto 5mila firme il parco finalmente venne riconosciuto a livello regionale e inserito nell’elenco delle aree protette.
Nel 1985 venne fondata l’associazione che subito presentò una proposta di legge regionale per la creazione dell’ente parco: l’obbiettivo venne raggiunto cinque anni dopo con la legge regionale 24/1990, atto istitutivo dell’ente che non rispecchiava esattamente quelle che erano le richieste dell’associazione  ma almeno da quel momento il Parco Agricolo Sud Milano ebbe una sua precisa identità (qui il racconto dettagliato delle vicende).
Il Parco quindi è rappresentato da due realtà diverse: una istituzionale costituita dall’ente e l’altra associativa.

ENTE PARCO AGRICOLO SUD MILANO
L’ente ha sede nella Provincia di Milano ed è composto da un Consiglio direttivo presieduto dal presidente dell’ente parco, il presidente della Provincia Guido Podestà. Gli altri membri del direttivo invece, oltre al vicepresidente, sono eletti di volta in volta dalla Provincia e dall’Assemblea dei sindaci (qui l’elenco completo). Partecipano inoltre un rappresentante eletto dalle associazioni ambientaliste e uno eletto dalle associazioni degli agricoltori, oltre al presidente dell’Assemblea dei sindaci.
L’ente opera in base a quanto stabilito dal Regolamento, dalla Legge regionale 24/1990 e dal Ptc (Piano territoriale di coordinamento): nello specifico ha il compito di emanare pareri alle varie questioni che gli vengono sottoposte secondo quanto previsto dal Ptc, decidendo soprattutto in merito alle richieste inerenti le varianti dei Pgt (Piano di governo del territorio) dei comuni facenti parte del parco.

ASSOCIAZIONE PER IL PARCO SUD MILANO
L’associazione, che si appresta a compiere trent’anni, attualmente collabora con le realtà locali per favorire la salvaguardia del parco. L’organizzazione ha da poco eletto il nuovo presidente Renato Aquilani che durante l’assemblea dello scorso giovedì 27 marzo ha tracciato il quadro della situazione: “Il progetto del Parco ha funzionato prima di tutto come idea di difesa del territorio – spiega –, che nei casi concreti è riuscita più o meno bene. Purtroppo la politica vede ancora l’ambiente come zona vuota e il parco è scarsamente percepito dai cittadini, se non nei singoli parchi: da questo punto di vista, rispetto alle potenzialità che aveva 24 anni fa questa associazione, il parco è ancora incompiuto. Ci sono comunque stati elementi innovativi, primo fra tutti il rapporto che è venuto a crearsi tra ambientalisti e agricoltori che mai prima d’ora nella zona avevano fatto fronte comune. Ma anche e soprattutto la nascita dei distretti rurali: gli agricoltori, in contatto gli uni con gli altri, hanno dato vita oltre all’attività produttiva tradizionale anche ad attività di vendita diretta, agriturismo e didattica con le scuole. Per favorire inoltre il consumo dei prodotti locali è nato il Desr, un gruppo di acquisto solidale dei prodotti di agricoltura del sud Milano. Dobbiamo purtroppo fare i conti anche con le battaglie perse come la Teem (tangenziale est esterna, ndr), le varie discariche abusive, i Pgt dei Comuni con la cementificazione imperante e il futuro outlet di Locate Triulzi “.
A destare preoccupazione, inoltre, il futuro dell’ente in vista del’istituzione delle Città metropolitana: “Verranno tolte delle funzioni alle province per assegnarle al nuovo ente locale – spiega Aquilani –: fino al prossimo 31 dicembre l’ente parco rimarrà nelle mani della Provincia, ma dopo cosa succederà? Ancora non lo sappiamo ma cercheremo comunque di far capire alle istituzioni che ambiente non vuol dire spazio vuoto“.

Non è facile, dicevamo, riuscire a gettare la sguardo oltre al cemento e rendersi conto che fuori dalle nostre cittadine ci sono 47mila ettari di territorio da difendere. Le associazioni locali però ci provano perché prima di arrendersi al grigio un tentativo vale la pena farlo. Insieme chiaramente, nessuno escluso.

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