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Osservazioni al progetto di legge n. 218 “Modifiche al Titolo I, Capo XX, Sezione I, della legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo Unico delle leggi regionali in ma- teria di istituzione di parchi) sulla disciplina del Parco Agricolo Sud Milano”

L’Osservatorio è un organismo composto dalle strutture locali di Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone, Associazione per i Vivai proNatura, Associazione per il Parco Sud Milano, N>O>I – Network Organizzazione Innovazione, Associazione Cittadini di Paullo, Comitato salviamo gli alberi di via Galvani a Peschiera Borromeo, Comitato Salviamo il Pratone, Comitato No Logistica di Paullo e Associazione Culturale per l’Autogestione.
Si cura della tutela del suolo e del paesaggio nella zona omogenea Sud Est Milano. Dei quindici comuni della zona, ben tredici sono inseriti nel Parco Agricolo Sud Milano.
Se il Sud Milano può ancora vantare la presenza di ampi spazi verdi, naturali o adibiti ad agricoltura, è grazie alla protezione garantita dal Parco Agricolo, ente fortemente voluto dalla lungimiranza di cittadini e associazioni che negli anni Ottanta si sono mobilitati per la sua istituzione. Forte è dunque il nostro interesse per il futuro del Parco e ci saremmo aspettati che una propo- sta di modifica della legge istitutiva fosse preceduta da un confronto con associazioni e cittadini.
La proposta di istituire un nuovo ente parco che abbia completa autonomia finanziaria e funzionale, potrebbe essere utile per superare gli odierni limiti nella tutela e nello sviluppo del territo- rio, originati dalle debolezze economico-strutturali di Città Metropolitana.
Non riteniamo però utile una forma di gestione regionale, come proposto nel PdL. Si rischia di modificare l’approccio unitario sul territorio fin qui avuto dal Parco, rendere più difficile una sua gestione organica e allontanarlo da uno dei principali motori della sua esistenza: la partecipa- zione e il controllo della cittadinanza attiva.
Siamo convinti che Città Metropolitana debba mantenere un forte potere di indirizzo, tale da ga- rantire il governo del suo territorio, compreso quello agricolo, come previsto dallo Statuto dell’ente, approvato anche dalla Regione Lombardia.
Relativamente all’articolo 164 bis, riteniamo che il direttore del Parco debba essere nominato dal presidente, sentito il Consiglio di gestione. Una nomina fatta direttamente dalla Giunta Re- gionale implicherebbe la compresenza di organi che potrebbero avere visioni e obiettivi diversi; con il rischio di scollamento e possibili conflitti tra la direzione tecnica e quella politica.
Lo stesso articolo 164 bis definisce anche le quote obbligatorie di partecipazione. Crediamo che nella legge istitutiva di debba solo sancire il principio, demandando allo statuto i criteri di ripartizione e di anno in anno al bilancio del nuovo ente le effettive e mutevoli necessità finanziarie.
Per contro il testo proposto del PdL 218 comporterebbe che ad ogni variazione delle esigenze economiche, legata ad esempio ad effetti inflattivi, si renda necessaria la modifica della legge istitutiva.
Al testo modificato dell’articolo 174 Riserve naturali chiediamo vengano aggiunti i SIC Bosco di Cusago e Oasi di Lacchiarella.
In conclusione, confermiamo il parere che un miglioramento della governance del Parco Agri- colo Sud Milano sia possibile ed auspicabile ma, al contempo, che riteniamo il PdL 218 non sia utile allo scopo e, al contrario, che la sua eventuale approvazione possa aumentare le attuali criticità nella gestione del parco.

Alla luce di quanto sopra chiediamo quindi la non approvazione del provvedimento.

Inoltre, ancorché non sia argomento specifico legato al PdL 218, ci permettiamo di segnalare la necessità e l’urgenza che il Consiglio Regionale, analogamente all’avvenuta istituzione degli altri quattordici Parchi Naturali Regionali, approvi l’istituzione del Parco Naturale Regionale Agri- colo Sud Milano nel perimetro proposto dall’ente gestore ed approvato a larghissima maggio- ranza dall’Assemblea dei Comuni.

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