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N>O>I: Osservazioni al PGT di San Donato Milanese

Il Consumo di Suolo - Rivedere le politiche di consumo di suolo decise nel passato - La salute dei Cittadini - La partecipazione

Al Sig. Sindaco
del Comune di SAN DONATO MILANESE (MI)
Via Cesare Battisti 2
20097 San Donato Milanese

OGGETTO: OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE GENERALE DEL PGT DELLA CITTÀ DI SAN DONATO MILANESE ( Votata in Consiglio Comunale il giorno 28 Ottobre 2021 con 19 sì e 1 astenuto su 20 aventi diritto in quanto presenti quel giorno)

L’associazione N>O>I, Network Organizzazione Innovazione, in riferimento ai suoi scopi statutari ( art.3 dello stesso ) e con riferimento alla Variante Generale al PGT del Comune di San Donato Milanese approvato in data 28 Ottobre 2021 con parere favorevole di tutti i Consiglieri Comunali tranne 1 astenuto presenta, come consentito dalla legge e nei termini da essa prestabiliti, le osservazioni in merito alle decisioni di sviluppo della nostra città, in aggiunta a quelle presentate da [OssSudEstMi]  – Osservatorio Consumo Suolo e Tutela Paesaggio Sud Est Milano, per conto di tutte le Associazioni e Comitati aderenti:

Le nostre osservazioni aggiuntive si articolano in quattro aspetti fondamentali:

  1. Il Consumo di Suolo
  2. Rivedere le politiche di consumo di suolo decise nel passato
  3. La Salute dei Cittadini
  4. La partecipazione

PREMESSO CHE

Negli ultimi 2 anni in tutto il mondo è scoppiata una grande emergenza pandemica, che ha causato innumerevoli morti, e in Italia in particolar modo nella Regione Lombardia, zona tra le più inquinate d’Italia, che da studi e ricerche effettuate sono dovuti all’alta concentrazione di polveri sottili che hanno causato il superamento delle soglie consentite dalla legge, per garantire un ambiente salubre e una qualità di vita adeguata dei cittadini.

VISTO CHE
A fronte di ciò, riteniamo che le scelte fino ad ora perseguite, anche se decise da PGT precedenti, debbano essere ripensate nella totalità.

  • Riteniamo che ci sia un momento nella vita in cui bisogna dare uno stop alle politiche delle vacche grasse, alle speculazioni, agli oneri di urbanizzazione, ai diritti acquisti e agire come è stato fatto in altri Comuni d’Italia, per portare avanti politiche di azzeramento totale del consumo di suolo, anche se il suolo attualmente non edificato è stato già reso edificabile con decisioni pregresse.
  • È risaputo che la cementificazione sia la causa dell’innalzamento delle temperature, e che la mancanza di verde sia la causa della nascita di malattie respiratorie, soprattutto nei bambini ( vedi articolo su Quotidiano Sanità ) Non tenere conto di questo lo riteniamo un grave atto irresponsabile nei confronti delle future generazioni.
  • Partecipazione: La Legge Regionale numero 12 dell’11 marzo 2005 pone al centro del suo nuovo impianto normativo l’introduzione di una rivoluzione epocale per ciò che concerne la pratica urbanistica di pianificazione territoriale comunale, vale a dire la PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLA CITTADINANZA TUTTA relativamente al suo fattuale e completo compiersi e nell’attuarsi prendendo forma amministrativa, divenendo così un vero e proprio pilastro della suddetta legge testé ivi citata.

SAPENDO CHE
Ci domandiamo quindi a tal fine se questo PGT sia da ritenersi valido e se considerarsi sufficiente l’aver organizzato solo 3 workshop, tutti svolti da remoto e declinati nel modo seguente:

  • Città costruita: come ricreare città (23 febbraio 2021);
  • Città pubblica: diffusione e prossimità di servizi (2 marzo 2021);
  • Città verde: paesaggio e sistema ambientale (9 marzo 2021)

 

e in aggiunta 3 questionari online, ciascuno riportante una tematica differente:

  1. Il verde a San Donato Milanese ( 31 risposte );
  2. Il sistema dei servizi a San Donato Milanese ( 26 risposte );
  3. Il sistema del commercio a San Donato Milanese ( 35 risposte )


ai quali quindi hanno partecipato in tutto 31 + 26 + 35 ( = 92 ) cittadini sandonatesi su  un totale di 32070 abitanti, vale a dire quindi che solamente lo 0,2 X 100 ( ! ) degli aventi diritto ha interagito con l’amministrazione comunale, anche se la Legge Regionale sopra citata richiede che il PGT per essere approvato debba TASSATIVAMENTE GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA dei cittadini stessi al fine di renderlo credibile e davvero utile come strumento amministrativo di prospettiva a breve, medio e lungo termine sia in campo urbanistico che conseguentemente sociale.

 NON RITENIAMO CHE

 Non riteniamo quindi che gli strumenti adottati per garantire la partecipazione e attuare la legge, siano stati rispettati.

RITENUTO INOLTRE ASSAI IMPORTANTE LO SPIEGARE ULTERIORMENTE E SOTTOLINEARE CHE

Quando si parla di PARTECIPAZIONE, NON si sta considerando uno strumento in astratto, bensì assai concreto e multidisciplinare e che altresì l’integrazione della dimensione ambientale in tutte le fasi del processo decisionale richiede di attivare una partecipazione che coinvolga tutti i soggetti interessati e che li metta in grado di svolgere il proprio ruolo in maniera informata e responsabile. A tutti dovrebbe essere data la possibilità di assumere un ruolo attivo, garantendo non solo l’accesso all’informazione, ma soprattutto la reale possibilità di esprimere il proprio punto di vista e le proprie proposte sin dalle prime fasi del processo elaborativo dei contenuti.

Con il termine “partecipazione” si intende quindi in genere una gamma di forme diverse di coinvolgimento e pur non esistendo definizioni univoche e consolidate, è possibile distinguere tra coinvolgimento attivo, negoziazione / concertazione e acquisizione di pareri e osservazioni.

Tutte queste modalità devono essere compresenti nel processo decisionale.

Il coinvolgimento attivo degli attori del processo decisionale e del pubblico si snoda lungo l’intero processo decisionale.

Tutti i soggetti devono poter esprimere pareri e formulare proposte sulle tematiche in discussione nelle diverse fasi del processo, a partire dall’analisi preliminare del contesto fino alla analisi dei risultati del monitoraggio.

Il loro contributo non deve quindi essere confinato a fornire osservazioni su documenti già formalmente adottati, in quanto, in tal caso, la possibilità di orientare ed incidere realmente sulle decisioni risulta fortemente limitata.

La negoziazione e la concertazione, che coinvolgono prevalentemente il livello istituzionale, consistono nella ricerca di un’intesa o di un accordo preventivo in una fase ancora preliminare del processo, eliminando o, quanto meno, riducendo il rischio di vanificare scelte e decisioni a causa di opposizioni emerse tardivamente.

L’acquisizione di pareri ed osservazioni su atti o documenti già elaborati può avvenire in seguito a richiesta formale ad autorità e soggetti specifici, oppure alla semplice messa a disposizione dei documenti perché possano essere visionati dal pubblico.

Questa modalità attualmente è prevista, a livello legislativo, per diversi strumenti di pianificazione e programmazione. Anche la direttiva sulla VAS stabilisce il coinvolgimento di autorità e pubblico, al fine di fornire un parere sulla proposta di piano o di programma e sul rapporto ambientale che la accompagna.

 Perché la partecipazione ?

La partecipazione si rende necessaria in quanto:

  • apporta conoscenza diretta da parte di chi vive i problemi e può contribuire a suggerire e/o a valutare soluzioni e proposte d’intervento;
  • rende espliciti i conflitti: se questi emergono nelle fasi iniziali del processo è più facile comprenderne le reali motivazioni e cercare di mitigarli dove possibile, generando varianti e alternative; è meglio sviscerarli e portarli alla luce

prima di prendere le decisioni piuttosto che ignorarli, col rischio che esplodano quando le decisioni sono già state prese e non è più possibile, o diventa troppo costoso, modificarle;

  • favorisce la responsabilizzazione: attraverso il processo partecipativo e la condivisione delle scelte si creano know-how, capacità progettuali e programmatorie tali da mettere ciascuno in grado di svolgere il proprio ruolo all’interno della società.

Il processo decisionale partecipato richiede un cambiamento culturale che coinvolga i decisori politici, i funzionari e i tecnici delle amministrazioni, i portatori d’interesse e i cittadini in generale. Infatti, decisori, funzionari e tecnici mostrano spesso diffidenza rispetto all’approccio partecipativo, o per paura di portare alla luce potenziali conflitti, col rischio di allungare l’iter dei processi decisionali, o per scarsa propensione a metter in discussione le proprie scelte; nella popolazione, d’altra parte, si riscontrano generalmente la mancanza di educazione ad una partecipazione attiva, la scarsa fiducia nelle istituzioni e nella credibilità degli esiti del processo partecipativo.

Quando ?

È necessario attivare la partecipazione fin dai momenti iniziali.

Essa, infatti, non può essere limitata all’attuazione di strategie già decise: i cittadini vanno coinvolti fin dal momento delle scelte di ampio respiro.

Tuttavia, poiché una parte consistente dei conflitti emerge quando si passa dalle strategie a come realizzarle, è importante che il processo di partecipazione venga tenuto vivo fino alle fasi di attuazione e gestione.

In particolare, nella fase del monitoraggio, la partecipazione consente di stimare e valutare gli effetti delle azioni intraprese e la loro percezione e di suggerire modifiche o correzioni utili a riorientare il processo.

Chi ?

La scelta dei soggetti da coinvolgere è particolarmente delicata: occorre fare in modo che tutte le posizioni siano rappresentate, senza ridondanze né polarizzazioni.

È necessario identificare tutti i valori e gli interessi rilevanti, coinvolgendo, oltre alle istituzioni preposte, i portavoce e i rappresentanti delle associazioni di categoria e di altra natura attive sul territorio, nonché i singoli cittadini non organizzati.

Una particolare attenzione andrebbe posta alle categorie deboli non adeguatamente rappresentate come tali (immigrati, disoccupati, anziani, ragazzi, giovani madri, etc.). ù

Abbandonata l’illusione che i soggetti si presentino spontaneamente agli incontri di partecipazione, occorre cercarli in modo attivo, frequentando i loro luoghi e proponendo i temi cui sono maggiormente sensibili, facendo superare loro le diffidenze iniziali e convincendoli a farsi coinvolgere.

Come ?

Le attività svolte in un processo partecipativo non possono essere lasciate all’improvvisazione: poiché i soggetti da coinvolgere e le modalità organizzative possono differire a seconda dello stato d’avanzamento del processo, devono essere chiare:

– la finalizzazione, cioè il problema specifico per il quale si partecipa, quale dovrà essere l’esito del processo e quale utilizzo si farà dei risultati della partecipazione;

– l’organizzazione di tempi, ruoli, spazi e modalità d’interazione: occorre definire fin dall’inizio “le regole del gioco” e condividerle.

Ogni fase del processo può, infatti, richiedere il coinvolgimento di soggetti diversi e modalità organizzative e strumenti di comunicazione specifici.

Per facilitare una partecipazione attiva lungo tutto il processo decisionale è possibile ricorrere ad eventi di presentazione, ascolto e discussione, quali ad esempio:

– assemblee pubbliche per la presentazione e la discussione dei risultati relativi ai diversi stati di avanzamento del processo e per la condivisione dell’orientamento e delle regole con cui intraprendere le fasi successive;

– riunioni operative, tavoli di lavoro e incontri a gruppi, con gli attori sociali ed i rappresentanti dell’amministrazione pubblica;

– strumenti di partecipazione a distanza, quali dibattiti guidati, workshop e forum via Internet e sessioni chat.

Tale modalità può essere utilizzata, a processo avviato, accanto alle assemblee ed alle riunioni, ma non è sostitutiva dei metodi di partecipazione diretta.

Elemento essenziale per la partecipazione è poi l’informazione, che può avvalersi di strumenti quali la stampa, volantini, manifesti, od anche siti Internet e newsletter.

Per l’ascolto possono essere utilizzati anche questionari ed interviste. Queste ultime, che presuppongono l’incontro di persona, lo scambio diretto di percezioni e aspirazioni, si rivelano spesso più efficaci, mentre questionari e indagini condotti su un più largo spettro di soggetti obbligano invece ad una maggior schematicità e conducono a un ascolto di tipo passivo.

La scelta delle modalità con cui gestire gli eventi di partecipazione va effettuata e modulata a seconda del momento e delle necessità del processo. Esistono inoltre dei limiti tecnologici che possono ridurre il campo di azione di alcuni strumenti, quali forum online e newsletter: ad oggi infatti solo una parte della cittadinanza ha la capacità e la possibilità tecnologica di accedere a Internet; di conseguenza occorre attivare anche comunicazioni attraverso mezzi tradizionali.

In tutti gli eventi per l’ascolto e la discussione è essenziale disporre di strumenti che aiutino a comunicare in maniera intuitiva gli aspetti che contribuiscono alla decisione e a metterli a confronto all’interno di un percorso strutturato.

CHIEDIAMO QUINDI

che NON essendo state rispettate / poste in essere in maniera soddisfacente, complessivamente positiva e rispondente alle aspettative tutte le modalità sopra citate / elencate, il PGT in questione ( o Variante Generale al PGT come citata attraverso tale dicitura nei documenti ufficiali ) sia da “congelare” e “rimettere in gioco” e che la presumibile risposta relativa all’aver fatto tutto il possibile in tempi di pandemia relativamente all’attuare una partecipazione degna di tale pregnanza verbale sarebbe soltanto una pleonastica presa d’atto della fretta impressa al processo di approvazione del PGT per meri fini di speculazione politica pre – voto ( a San Donato Milanese infatti si voterà nel giugno di quest’anno 2022 e appunto da gennaio 2022 si è entrati in quella sorta di semestre bianco politico che decenza vorrebbe si rispettasse invece di correre senza fiato attuando ‘pastrocchi amministrativi’ difficilmente sanabili se avallati dal voto consiliare ), venendo meno ai cardini operativi espressamente introdotti dalla Legge Regionale 12 del 2005 ( già precedentemente ampiamente citata nelle sue fondamenta attuative ).

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