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Nel Ciclismo c’era un uomo libero: Cleto Maule

 
“Nel ciclismo c’era un uomo libero: Cleto Maule” un titolo, una verità. Cleto Maule fece della bicicletta il fil rouge della sua vita, o forse visto che si parla di ciclismo è meglio dire filo rosa, come il colore della maglia del vincitore del Giro d’Italia.
Ha vestito più volte la maglia azzurra rappresentando l’Italia ai campionati del mondo sia da dilettante sia da professionista. Partecipò da dilettante ad importantissime gare come la Vicenza- Bionde e il Gran Premio della Liberazione, gara principe nella categoria dilettanti a livello nazionale. Arrivò quindi tra i professionisti e corse nel Giro di Lombardia, alla Milano-Torino e molte altre.
Al giro di Lombardia, al velodromo Vigorelli, bruciò in volata Fiorenzo Magni. Il momento topico della sua carriera fu nel 1956 quando, per soli nove secondi sfiorò la maglia rosa.

Fu un grande campione che non accettava ordini di scuderia né il perbenismo.

Il libro è un tramite per entrare nel mondo del ciclismo, contraddistinto da impegno e sacrificio, dove la forza interiore e la determinazione rappresentano gli ingredienti per arrivare al successo.
Anche in quest’ottica Cleto Maule emerse per le sue grandi qualità.

Un frase che si può leggere nel libro pronunciata dal fratello e che testimonia il suo carattere forte e tenace è: “Quando andava in salita, Cleto faceva piangere la bicicletta per la forza che aveva”.

Galleria Fotografica:
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In quei momenti dove sembrava impossibile giungere al traguardo Cleto trovava in sé stesso la forza di aumentare ancor di più il suo impegno, perché così gli dettava il suo forte carattere.

Se ancora oggi la gente esulta con gioia ai traguardi delle gare ciclistiche, è dovuto a quegli anni, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino agli anni ’60, quando un’attenzione particolare veniva rivolta ai ciclisti, protagonisti di una disciplina durissima ma molto popolare. Maule percorse buona parte di quel periodo.

Il libro è una fedele testimonianza del suo impegno.

Tutta la sua famiglia al completo ha voluto ricordarlo per l’uomo e per il ciclista che è stato.

La cittadinanza di San Giuliano Milanese ha dimostrato la propria vicinanza al suo concittadino, gremendo la Sala Previato della Biblioteca Comunale. Parole di ammirazione, e a tratti di commozione, sono state pronunciate durante la serata dai familiari, dall’autore Romano Gelati, da Marco Toni (dirigente della Federazione Ciclistica Italiana), dal generale Mauro del Vecchio, dall’assessore alla cultura Alessandra Magro e dal sindaco Marco Segala.

Redazione RecSando – Martina Prevosti
Fotografia di Paolo Biggini

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