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L’OSSERVATORIO DENUNCIA: la partecipazione a San Donato Milanese è ferma al secolo scorso (o meglio: è inesistente).

La conferenza delle Nazioni Unite riunita a Rio nel 1992 definì che la partecipazione del pubblico e la cittadinanza attiva erano alcune delle chiavi per garantire la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. E proclamò, tra i principi, che: “Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ai diversi livelli.

Questo principio, che evidenzia l’importanza della partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, divenne legge nello Stato. Il Codice dell’Ambiente sancisce l’obbligo di coinvolgere il pubblico nelle decisioni relative all’autorizzazione di attività che possono avere effetti significativi sull’ambiente e prevede che chiunque possa esprimere le proprie osservazioni. Dopo aver valutato le proposte ricevute viene stilato un parere, motivando la decisione presa.

A San Donato il nuovo secolo non è arrivato e la partecipazione è ridotta a un mero momento formale.

Le osservazioni dei cittadini e delle associazioni contro il faraonico progetto di SportLifeCity sono state ignorate; nel caso di quelle da noi presentate non si è neppure data risposta ai numerosi quesiti sollevati, limitando l’attenzione a solo due osservazioni.

Alle considerazioni di Greensando e N>O>I sono state risposte frettolose, sempre che si voglia considerare una risposta la frase: “Il progetto di PII è coerente con le indicazioni della scheda d’ambito del DDP del PGT”. L’amministrazione ha rifiutato il confronto sulle idee, liquidando con tecnicismi le osservazioni presentate.

Ancor più inaccettabile il parere alle richieste dal WWF, per cui si è deciso di non spendere troppa fatica nel motivare la decisione del rifiuto, che viene spiegato con questa arrogante nota:

“Premesso che le osservazioni non costituiscono rimedi giuridici, bensì un apporto collaborativo dei privati alla formazione dello strumento urbanistico, in funzione di interessi generali e non individuali e non danno luogo a particolari aspettative, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni poste a base della formazione dello strumento urbanistico”.

Atteggiamento tanto più grave se consideriamo la natura del contendere: la difesa del suolo in una delle aree più cementificate d’Italia, come certifica il rapporto ISPRA sul consumo di suolo 2021.

Nel merito vale appena ricordare che SportLifeCity rappresenta la duplicazione di quanto si sta facendo a Milano Santa Giulia in previsione delle Olimpiadi. Sembra, a voler essere generosi nel giudizio, una puerile gara a chi consuma prima più suolo.

Ricordiamo all’amministrazione che il suo compito è quello di salvaguardare il territorio e non gli interessi di pochi a discapito dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano.

Ricordiamo inoltre all’amministrazione comunale che il suo compito è anche quello di garante dei diritti dei cittadini che rappresenta e che la partecipazione pubblica non può ridursi a un mero gioco delle parti in cui l’autorità competente, in possesso della verità assoluta, si senta autorizzata a riservare alle osservazioni ricevute lo stesso atteggiamento che normalmente si riserva a coloro che abusano del nostro tempo.

Cascina san Francesco
Cascina San Francesco

L’Osservatorio è un organismo composto dalle strutture locali di Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Libera, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone, Vivai ProNatura, Associazione per il Parco Sud Milano, Associazione N>O>I, Associazione Cittadini di Paullo, Comitato salviamo gli alberi di via Galvani a Peschiera Borromeo, Comitato Salviamo il Pratone, Comitato No Logistica di Paullo e Associazione Culturale per l’Autogestione

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