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Lettera aperta al Sindaco Francesco Squeri

Lettera aperta al Sindaco Francesco Squeri , di Gisberto Liverani

Caro Sindaco,

Siamo cresciuti fianco a fianco a Metanopoli, pertanto del tuo intervento su SDMese apprezzo e condivido il richiamo commosso ai valori di Mattei, figura che, almeno oggi, mette tutti d’accordo.
Ciò che non condivido è una affermazione tecnica, ma con enormi ricadute politiche, quella secondo cui il sottosuolo italiano conterrebbe ‘risorse disponibili…..sufficienti per almeno un secolo’, facendo capire nella parentesi successiva che basterebbero da sole, senza contributi di esportazione. Ora mi chiedo e ti chiedo: con a disposizione sul territorio comunale la densità di geologi degli idrocarburi più alta d’Italia se non del mondo, da quale fonte hai preso una bufala così colossale? 

Sono uno dei tanti di quei professionisti (33 anni nel petrolio, 28 in Eni, da cui sono uscito nel 2015) e ho lavorato anche in esplorazione domestica e in Croazia. Perciò temo tu ti sia accodato acriticamente a quella narrazione cornucopistica, dilagata sui social e sulla stampa trash, con qualche sortita anche su quella mainstream, secondo la quale l’Italia sarebbe (ancora) ricchissima di gas che, per colpa di qualcuno, non viene sfruttato (e che potrebbe alleviare le bollette). Balla che di solito fa coppia con quella dei croati che ci succhiano il gas. 

É vero come dici tu che la produzione nazionale è tornata a quella degli anni ’50, dopo aver raggiunto la quota del 60% del fabbisogno e il picco produttivo tra fine anni ’80 e inizio anni ’90 (attualmente è al 5%). Ma chi pensa che non si produca più gas per qualche motivo politico, si sbaglia. Il motivo è molto più semplice: i giacimenti di gas italiani, in terra e in mare, sono in via di esaurimento terminale.

L’estrazione di gas si protrae dal primo dopoguerra, quando l’avviò appunto Mattei (i nomi delle vie di Metanopoli sono dedicati a campi di gas esauriti da molti decenni, tanto che alcuni di loro sono stati riconvertiti a stoccaggio), ed è in declino sostanzialmente irreversibile; essa continuerà senza risolvere il problema energetico ed economico. Infatti, anche volendo temporaneamente aumentare la produzione si aggiungerebbe una quantità irrisoria di gas sul mercato tale da non modificarne il prezzo.

In base ai dati dell’UNMIG (ministero) il totale delle riserve recuperabili ammonta a circa 73 miliardi di metri cubi di gas. Pari a poco più di un anno di consumo nazionale

Qualcuno dirà: ma l’alto Adriatico? Parliamone. Al Nord della foce del Po c’é un cluster di campi di modeste dimensioni scoperti da Eni/Agip negli anni ’70, il cui potenziale totale è stimato tra i 30 e i 40 miliardi di metri cubi, e il cui sviluppo fu congelato nel lontano 1983 per timore di provocare subsidenza nella laguna veneta. Tralasciando la discussione sull’ opportunità di rischiare di accelerare il destino di Venezia, già minacciata dalla subsidenza naturale e dall’innalzamento del livello del mare, faccio presente che i volumi in gioco soddisferebbero solo circa 6 mesi dei consumi nazionale. Quindi saremmo a meno di 2 anni per le ‘risorse disponibili’ (ossia già scoperte). Si potrebbero fare altre scoperte? Certo, ma non è lecito aspettarsi volumi sostanziali, data l’estrema maturità esplorativa dei bacini gassiferi italiani, Adriatico in primis, battuti palmo a palmo da generazioni di geologi con le più avanzate tecniche di prospezione e una pletora di pozzi. Mentre per coprire 98 anni di consumi di gas al ritmo attuale occorrerebbe l’enormità di quasi 7000 miliardi di metri cubi, ovvero l’equivalente di 8 Zohr (il campo supergiant scoperto qualche anno fa nell’offshore profondo egiziano, un’area fino a allora vergine)!

Per ultimo: per quanto il management Eni ci marci sopra alla grande su queste fake news (così en passant si perculano un po’ gli ambientalisti), è perfettamente cosciente dell’insignificanza della produzione nazionale di gas, anche perché altrimenti non si spiega il frenetico tour de force dei mesi scorsi tra Algeria, Congo, Angola, Egitto e Nigeria per assicurarsi approvvigionamenti alternativi alla Russia.

Da parte di voi politici, tanto più se si amministra una città come la nostra, simbolo del gas del nostro paese, si chiede più responsabilità nel diffondere messaggi che creano false aspettative.

Con stima,
Gisberto Liverani

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