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Intervista di RecSando: La Bombarda è sicuramente della Prima Guerra Mondiale

Dopo alcuni commenti al nostro articolo, Una Bomba della Prima Guerra Mondiale nel Fiume Lambro  , postati nel gruppo su facebook La San Donato Milanese che vorrei…, dove alcuni cittadini sostengono che, non si tratta di una bomba della Prima Guerra Mondiale, abbiamo contattato nuovamente il Sergente Maggiore e il Maresciallo  della Brigata Ariete – Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona. Noi di RecSando ringraziamo tantissimo per la disponibilità che ci hanno dato, fornendoci ulteriori informazioni alle nostre domande:
L'ordigno veniva impiegato nella guerra delle trincee che erano difesi da reticolati e fili spinati lungo le trincee per tutto il fronte,  quindi tale ordigno veniva impiegato per rompere la trincea avversaria senza colpire la trincea amica e veniva lanciata ad una gittata di 800 mt massimo.
La bombarda, perché così si chiama,  è proprio risalente alla prima guerra mondiale. Anche per il tipo che era, non poteva essere di fabbricazione post prima Guerra Mondiale. Nella Seconda Guerra  le tecnologie erano già molto avanzate.

Ce lo assicurano gli artificieri Decimo Reggimento  Genio Guastatori di stanza a Cremona, e che sono responsabili per tutta la Lombardia fin anche a Modena,  che ieri mattina hanno disinnescato l’ordigno rinvenuto sulle rive del Lambro nel territorio di San Giuliano Milanese. Non siamo abituati a ritrovi di questo genere sul nostro territorio, ma invece non è proprio così difficile rinvenirne in questa Regione.

Soprattutto nella zona di Varese ne sono state ritrovate a centinaia, probabilmente dovuto al fatto che la vicino c’era un piccolo aeroporto dove venivano stipate le bombarde. E addirittura nel Mantovano si possono ritrovare ancora ordigni di epoca risorgimentale!
Molto presumibilmente questa è arrivata con qualche piena tumultuosa del fiume, anche se sarebbe pensabile che qualcuno volesse tenerla come cimelio di guerra, ma poi ha realizzato che poteva essere pericolosa e volendosene disfare, l’ha abbandonata. E’ una fortuna che nessuno si sia avvicinato a curiosare o smanettarci “troppo” da vicino, perché sarebbe stato un serio pericolo, in quanto aveva ancora l’innesco (la spoletta) originario.  E’ stato un piacere personalmente ascoltare seppur per telefono, esperienze di vita di questo Corpo che agisce si sul nostro territorio, ma ritroviamo in tutte le spedizioni nelle zone interessate da conflitti. Basti pensare che il più giovane del gruppo avrà magari già sulle spalle una decina di missioni all’estero.. E’ questo un reparto altamente operativo. Fa parte della Brigata Ariete, e proprio in questo periodo sono presenti in Libano, ma sono stati in Afghanistan, in Irak, nei Balcani, Bosnia e Kossovo. Del Reggimento fanno parte 19 artificieri su un numero totale di circa 700 persone. Anche donne, un centinaio, ma non artificieri. Nessuna donna ancora in Italia ha deciso di essere Artificiere. Sono conduttori, fucilieri, lavorano nello sminamento delle mine e altro, ma Artificieri ancora no. Chissà un domani. Personalmente non lo farei mai….Alla domanda di un ricordo che gli ha lasciato amarezza, il pensiero è andato ai soldati che hanno lasciato la loro vita sul campo d’azione…Non può essere diversamente.
Grazie Maresciallo, grazie Sergente Maggiore.

Redazione RecSando – Staff

 

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