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Il SudEst Milano si schiera in difesa delle donne

Al via il primo servizio della Rete antiviolenza coordinata dal Comune di San Donato. Inaugurato ieri il Centro Donna che accoglie, ascolta e sostiene le vittime di violenza

È entrata ufficialmente in servizio la rete antiviolenza coordinata dal Comune di San Donato. I Comuni del distretto sud est Milano (Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Melegnano, San Donato, San Giuliano, San Zenone al Lambro, Vizzolo Predabissi) e del distretto Paullese (Mediglia, Pantigliate, Paullo, Peschiera Borromeo, Tribiano) insieme ad altre realtà del territorio (come l’Azienda Sociale Sud Est Milano, l’Ats di Milano, l’Asst di Melegnano e Martesana, il Policlinico San Donato, le forze dell’ordine locali e altri operatori del terzo settore), con il supporto economico della Regione, hanno tradotto in concretezza il proprio impegno a favore delle donne vittime di violenza. Lo hanno fatto, ieri pomeriggio a San Donato, con l’inaugurazione del Centro Donna, strumento di aiuto, ascolto, assistenza e protezione di quante si trovino in condizioni di difficoltà.

 

La violenza si esprime in diversi modi: aggressioni fisiche, verbali e sessuali, insulti, minacce, svalutazioni, umiliazioni, controllo e persecuzione (stalking). Quante stiano vivendo una di queste drammatiche situazioni e si sentano in pericolo, oppure vogliano capire meglio quello che sta succedendo loro, possono contattare il Centro. Troveranno l’aiuto di personale qualificato (avvocati, assistenti sociali, educatrici, psicologi, tutti di sesso femminile), pronto ad assisterle e ad avviare, gratuitamente e garantendo la riservatezza, un percorso personalizzato per superare la violenza, che nei casi più delicati potrà portare alla tutela attraverso il trasferimento in strutture protette gestite dalla Fondazione Somaschi. Il servizio – curato dalla Casa di accoglienza delle donne maltrattate (Cadmi), onlus milanese aderente alla rete nazionale Donne in rete contro la violenza (Dire) – è contattabile telefonicamente al numero 02-36527138 da martedì 15 maggio. Le operatrici valuteranno la situazione, fissando un appuntamento negli orari di apertura del Centro (lunedì e giovedì dalle 14 alle 18, martedì dalle 13 alle 17, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 14), la cui ubicazione non viene volutamente diffusa per tutelare la privacy e la sicurezza delle future utenti.

«Nel nostro Paese – spiega il Sindaco Andrea Checchi – si registrano quotidianamente brutali atti di violenza e prevaricazione nei confronti delle donne. Una piaga sociale che non ha confini geografici, né sociali e che cresce incontrastata, lasciando le proprie vittime prive di ogni forma di difesa. Unendo le forze del nostro territorio (Enti pubblici, forze dell’ordine, terzo settore), offriamo il nostro contributo a realizzare una conquista civile e sociale che dobbiamo a tutte le nostre mamme, mogli, compagne, figlie. Il Centro Donna rappresenta un piccolo passo verso questa direzione. Passo che, naturalmente, non rimarrà isolato».

«Sono convinto che creare una rete di Istituzioni e realtà territoriali – aggiunge Marco Segala, Sindaco di San Giuliano Milanese e Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del distretto sud est Milano – sia la giusta strategia per affrontare questo dramma sociale che purtroppo non accenna ad attenuarsi. L’avvio di questo progetto interistituzionale con l’inaugurazione di una struttura dedicata alle donne vittime di violenza, rappresenta una risposta concreta ed è un ulteriore importante tassello che ben si integra con le iniziative di sensibilizzazione che, come Amministrazione, abbiamo intrapreso da tempo affinché cresca la consapevolezza che la violenza di genere non è solo un tema “domestico”, ma un problema di rilevanza pubblica».

«Ritengo – conclude Caterina Molinari, Sindaco di Peschiera Borromeo, Ente capofila del distretto Paullese – che sia un dovere civico ed etico occuparsi della lotta alla violenza sulle donne. Ogni azione che può salvaguardare il benessere e la vita delle donne a rischio va intrapresa: che sia l’indispensabile apertura di un centro, che sia anche solo la promozione di una cultura diversa attraverso campagne di sensibilizzazione. Dobbiamo impegnarci attivamente affinché nessuna donna sia più vittima di violenza e che il fenomeno del femminicidio rimanga solo il ricordo di una cultura sbagliata, ingiusta e violenta. Ringrazio i nostri distretti sociali che hanno reso possibile la progettazione e la realizzazione di questo importante nuovo servizio territoriale, che mi auguro possa portare benefici concreti nella vita di molte donne in difficoltà».

03820 CentroDonna

 

 

IL SUDEST MILANO SI SCHIERA IN DIFESA DELLE DONNE
Al via il primo servizio della Rete antiviolenza coordinata dal Comune di San Donato. Inaugurato ieri il Centro Donna che accoglie, ascolta e sostiene le vittime di violenza
È entrata ufficialmente in servizio la rete antiviolenza coordinata dal Comune di San Donato. I Comuni del distretto sud est Milano (Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Melegnano, San Donato, San Giuliano, San Zenone al Lambro, Vizzolo Predabissi) e del distretto Paullese (Mediglia, Pantigliate, Paullo, Peschiera Borromeo, Tribiano) insieme ad altre realtà del territorio (come l’Azienda Sociale Sud Est Milano, l’Ats di Milano, l’Asst di Melegnano e Martesana, il Policlinico San Donato, le forze dell’ordine locali e altri operatori del terzo settore), con il supporto economico della Regione, hanno tradotto in concretezza il proprio impegno a favore delle donne vittime di violenza. Lo hanno fatto, ieri pomeriggio a San Donato, con l’inaugurazione del Centro Donna, strumento di aiuto, ascolto, assistenza e protezione di quante si trovino in condizioni di difficoltà.
La violenza si esprime in diversi modi: aggressioni fisiche, verbali e sessuali, insulti, minacce, svalutazioni, umiliazioni, controllo e persecuzione (stalking). Quante stiano vivendo una di queste drammatiche situazioni e si sentano in pericolo, oppure vogliano capire meglio quello che sta succedendo loro, possono contattare il Centro. Troveranno l’aiuto di personale qualificato (avvocati, assistenti sociali, educatrici, psicologi, tutti di sesso femminile), pronto ad assisterle e ad avviare, gratuitamente e garantendo la riservatezza, un percorso personalizzato per superare la violenza, che nei casi più delicati potrà portare alla tutela attraverso il trasferimento in strutture protette gestite dalla Fondazione Somaschi. Il servizio – curato dalla Casa di accoglienza delle donne maltrattate (Cadmi), onlus milanese aderente alla rete nazionale Donne in rete contro la violenza (Dire) – è contattabile telefonicamente al numero 02-36527138 da martedì 15 maggio. Le operatrici valuteranno la situazione, fissando un appuntamento negli orari di apertura del Centro (lunedì e giovedì dalle 14 alle 18, martedì dalle 13 alle 17, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 14), la cui ubicazione non viene volutamente diffusa per tutelare la privacy e la sicurezza delle future utenti.
«Nel nostro Paese – spiega il Sindaco Andrea Checchi – si registrano quotidianamente brutali atti di violenza e prevaricazione nei confronti delle donne. Una piaga sociale che non ha confini geografici, né sociali e che cresce incontrastata, lasciando le proprie vittime prive di ogni forma di difesa. Unendo le forze del nostro territorio (Enti pubblici, forze dell’ordine, terzo settore), offriamo il nostro contributo a realizzare una conquista civile e sociale che dobbiamo a tutte le nostre mamme, mogli, compagne, figlie. Il Centro Donna rappresenta un piccolo passo verso questa direzione. Passo che, naturalmente, non rimarrà isolato».
«Sono convinto che creare una rete di Istituzioni e realtà territoriali – aggiunge Marco Segala, Sindaco di San Giuliano Milanese e Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del distretto sud est Milano – sia la giusta strategia per affrontare questo dramma sociale che purtroppo non accenna ad attenuarsi. L’avvio di questo progetto interistituzionale con l’inaugurazione di una struttura dedicata alle donne vittime di violenza, rappresenta una risposta concreta ed è un ulteriore importante tassello che ben si integra con le iniziative di sensibilizzazione che, come Amministrazione, abbiamo intrapreso da tempo affinché cresca la consapevolezza che la violenza di genere non è solo un tema “domestico”, ma un problema di rilevanza pubblica».
«Ritengo – conclude Caterina Molinari, Sindaco di Peschiera Borromeo, Ente capofila del distretto Paullese – che sia un dovere civico ed etico occuparsi della lotta alla violenza sulle donne. Ogni azione che può salvaguardare il benessere e la vita delle donne a rischio va intrapresa: che sia l’indispensabile apertura di un centro, che sia anche solo la promozione di una cultura diversa attraverso campagne di sensibilizzazione. Dobbiamo impegnarci attivamente affinché nessuna donna sia più vittima di violenza e che il fenomeno del femminicidio rimanga solo il ricordo di una cultura sbagliata, ingiusta e violenta. Ringrazio i nostri distretti sociali che hanno reso possibile la progettazione e la realizzazione di questo importante nuovo servizio territoriale, che mi auguro possa portare benefici concreti nella vita di molte donne in difficoltà».

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