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Il Cardinale Tettamanzi a San Giuliano per la Festa del Santo Patrono

Dopo 13 anni la Prepositurale Sangiulianese ha riaccolto  con gioia l’Arcivescovo emerito di Milano  Dionigi Tettamanzi in occasione della ricorrenza del Santo di cui la città porta il nome.

A dargli il benvenuto il Prevosto Don Luca Violoni, il Vicario don Alessandro Lucini , Monsignor Alfredo Francescutto  e don Nicola Cateni della Parrocchia San Carlo. 
Fin da subito circondato dall’affetto dei fedeli, ha avuto una parola di saluto per tutti coloro che gli si sono avvicinati , a cominciare dal primo cittadino Alessandro Lorenzano  e del suo vice Gennaro Piraina. Entrando in chiesa si è poi soffermato con interesse davanti al grande presepe, ascoltando con attenzione la spiegazione sui significati della composizione. Come lui stesso ha affermato alla fine della sua omelia, avrebbe voluto soffermarsi per più tempo con ciascuno dei presenti, ma il tempo si sa…            La celebrazione è iniziata con il momento più atteso di questa festività,  cioè quando viene incendiato il globo di bambagia per ricordare il sacrificio dei martiri cristiani.  Il gesto  è riuscito subito, ed è stato accompagnato da  un lungo applauso. 
Ha parlato di Verità e di Carità nella sua Omelia il Cardinale Tettamanzi. La Verità che per i credenti è una persona viva, è il Signore Gesù. Che per conoscerlo bene bisognerebbe conoscere le sacre scritture. E come si può , se non avendo a casa  una Sacra Bibbia o un Vangelo da leggere per ispirarsi alla sua vita nel vivere la propria? Altrettanto importante è la Carità:  l’essere  vicini a coloro, amici fratelli o sorelle  che in alcuni momenti della vita, hanno bisogno d’aiuto, d’amore, di sostegno, di condivisione di gioia o di dolore. Perché quando il Signore ritornerà  guarderà non tanto le parole che si sono dette, ( a volte troppe), quanto le azioni che si sono compiute. E termina chiedendo a San Giuliano, la grazia di essere discepoli di Cristo gioiosi e coraggiosi.
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Sapete  cosa fa un Cardinale? chiede don Luca  ai bambini presenti prima dei saluti finali. E ne dà la risposta: è un grande amico e collaboratore del Papa,  di cui  si può fidare, e a cui affida delle missioni. E  Il copricapo rosso che porta,  ricorda il mantello color porpora dato a Gesù, cosi come il colore del  fuoco sprigionatosi dal pallone bruciato, segno del Suo Amore.
E termina con i ringraziamenti all’Arcivescovo, chiedendogli di continuare a trasmettere gioia come oggi,   ricordando  anche che per nove anni, tanti sono stati quelli alla guida della Chiesa Ambrosiana, in tutte le messe  della Diocesi, si è pregato per lui, in quanto si nomina sempre durante la liturgia (dopo il nome del Papa ndr).  Ringraziamenti anche al segretario don Tiziano (non li nomina mai nessuno, ma hanno compiti importanti), alle autorità civili e militari, a tutte le Associazioni (presenti con i loro stendardi) e  a tutti i fedeli presenti.
Il finale lo dedica tutto ai fedeli, l'Arcivescovo. In primis i bambini che lo attorniano gioiosamente e poi i chirichetti, il coro, le istituzioni,  le Associazioni e..Anche  noi di RecSando….. Con tutti la foto ricordo, che resterà a lungo nei cuori. 
Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè

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