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I sandonatesi tra i migliori “indagatori” di biodiversità

Ben tre squadre di San Donato si sono piazzate tra le migliori venti a livello nazionale dell’evento Urban Nature coordinato dal WWF Italia

Alla ricerca di biodiversità. Era questo il senso della caccia al tesoro naturalistica ospitata sabato scorso dal parco Trepalle. L’evento s’inseriva nell’iniziativa Urban nature, promossa a livello nazionale dal WWF Italia. I cinque team di “indagatori” di biodiversità – sguinzagliati per la città a catturare con la fotocamera dello smartphone peculiarità dell’ambiente cittadino – hanno fatto incetta di esemplari significativi. Al punto che le prime tre squadre classificate sono entrate tra le migliori venti a livello nazionale, grazie all’individuazione di una grande varietà di esemplari appartenenti a specie e categorie animali e vegetali differenti. «Il buon risultato ottenuto – spiegano gli attivisti del WWF Martesana – Sud Milano, associazione che ha promosso l’evento – conferma la presenza di una notevole biodiversità a San Donato, che rispetto ad altri centri abitati dell’hinterland milanese può vantare una migliore e più variegata qualità ambientale, da valorizzare e difendere. I motivi di tale caratteristica sono molteplici: sicuramente la presenza di un fiume gioca un ruolo importante. L’aspetto che però più contraddistingue San Donato è il verde urbano, la sua vera peculiarità. Nel corso di decenni sono stati piantate molte varietà di alberi (sia autoctoni che alloctoni) che, per dimensioni e varietà, potrebbero far pensare quasi a un orto botanico urbano. Si pensi, ad esempio, ai filari di olmi di via Caviaga, ai cedri del parco Mattei, agli aceri campestri del Trepalle, alle alte querce sparse in diversi angoli urbani».
«Ringraziamo – dichiara l’Assessore all’ecologia Chiara Papetti – i volontari del WWF, in particolare i giovani, per la divertente, coinvolgente e istruttiva mattinata passata insieme. Attraverso il gioco ci hanno fatto osservare una San Donato che è sotto i nostri occhi tutti i giorni, ma che spesso non riusciamo a cogliere. Accogliamo con soddisfazione la loro “certificazione” del valore del nostro ecosistema cittadino, consapevoli che è un patrimonio che va curato, valorizzato e difeso con il massimo impegno». 

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