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Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Nella mattinata dell’ 8 Novembre, prima domenica successiva alla ricorrenza ricordata, con partenza da Largo Volontari del Sangue, si è svolto lungo le vie di San Giuliano Milanese il corteo per ricordare il 4 Novembre 1918, data proclamata solennità civile quattro anni più tardi, con la denominazione “Anniversario della Vittoria”. Si ricordava infatti la Vittoria dell’Esercito Italiano sull’Esercito Austro –Ungarico nella Grande Guerra, iniziata per l’Italia il 24 maggio 1915 e finita dopo 41 mesi. Successivamente, nel 1949 venne rinominata “Festa dell’Unità Nazionale”, e ancora più tardi, durante la Presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi, diventò “Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” . Il 4 novembre, oggi è il giorno in cui si commemorano i caduti di tutte le Guerre, e del ringraziamento ai militari in servizio in Italia e nelle missioni Internazionali all’Estero.

In testa al corteo Sangiulianese, dopo la Banda del Corpo Musicale della Libertà, il Vice-Sindaco Gennaro Piraina e gli Assessori Lucà e Carminati, seguiti dalle Autorità Militari e dai Volontari con i Confaloni delle Associazioni del territorio. In Piazza della Vittoria le commemorazioni ufficiali guidate dall’Alpino Lorenzo Zuccotti: l’alza Bandiera, l’Inno Nazionale; La Leggenda del Piave, il Silenzio, la deposizione della corona di fiori al Monumento dei caduti, preceduta dalla deposizione di una Luce e una preghiera da parte di don Luca Violoni rivolta ai caduti, ricordando la grandezza del loro sacrificio.

Nel discorso ufficiale del Vice –Sindaco, oltre ai ringraziamenti alle personalità presenti, militari-religiosi-civili-cittadinanza, il ricordo dei caduti “sacrificatisi per dare vita al nostro paese”, il ringraziamento sempre attuale alle Forze Armate, che si dedicano alla sicurezza interna e alla ricerca della Pace nelle varie parti del mondo dove sono in corso drammatici conflitti. Forze “Armate di Coraggio, di senso di Fedeltà, di Amore per l’Italia”… Accosta poi il termine Unità Nazionale.. non più o soltanto all’unità di un territorio, quanto all’essere uniti nell’affrontare insieme le difficoltà attuali della crisi economica, di lavoro, dei dubbi che affliggono i giovani, l’affievolirsi del senso del dovere e di veri valori di riferimento. E prosegue: ” L’Unità Nazionale è capire che una società sta in piedi se si condivide il pensiero che diritti e doveri devono essere condivisi, se c’è rispetto reciproco, se c’è solidarietà, se si difende la Libertà”. I caduti erano persone come noi, chiamati per dovere a rischiare la vita in una guerra non voluta, spesso subita. Nella prima Guerra mondiale, i soldati erano perlopiù contadini, oltre a tanti ragazzi rubati agli studi; erano provenienti da regioni diverse, si confrontavano, soffrivano insieme e inconsciamente hanno costruito una Nazione. Oggi a 100 anni di distanza da quei giorni, sembra non ci sia più… perché non si riesce a vedere quanto di positivo c’è, nell’impegno pubblico o privato, nel volontariato, nella politica e nelle famiglie, cose che non fanno notizia. Se è nelle difficoltà che si celebra lo spirito di un popolo, è questo il momento di tornare a prendersi le proprie responsabilità, pubbliche e private, ritornando al coraggio del dialogo e del confronto, che danno la forza di risollevarsi, e un senso al sacrificio fatto da coloro che sono caduti per noi.

Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Alice Abbate

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