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Don Chino Pezzoli, 50 anni di sacerdozio, 25 a San Giuliano.

Sono due Anniversari  importanti, cosi la comunità sangiulianese l’ha festeggiato due volte. La  prima sabato 3 ottobre nella Parrocchia di San Giuliano Martire,  la seconda Domenica 11 ottobre nella “sua” Borgolombardo.  Ovvero la parrocchia di San Pietro e Paolo, riferimento per le sue celebrazioni  settimanali, e quartiere che ospita la sua comunità. Già, perché don Chino non è un prete e basta…

Lui ci dirà che  il Cardinale Martini  quando da Poasco lo spostò a Borgolombardo,  gli disse che era meglio come educatore che come prete. E nei saluti che gli rivolge il parroco della parrocchia don Marco Carzaniga, premette che per raccontare  i suoi  50 anni di sacerdozio non basterebbe  una mattinata  intera.  
 
Perché lui ha deciso di dedicare la sua vita a quei ragazzi che,  parafrasando il brano del Vangelo del giorno, hanno scelto la zizzania, piuttosto che il grano buono, hanno scelto una vita trasgressiva piuttosto che una vita buona, continua  don Mario Sozzi, coadiuvante di don Chino nella Comunità. La zizzania  attira di più…

GALLERIA FOTOGRAFICA

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“Sono le circostanze  che fanno nella nostra vita le opportunità.. dice nella sua omelia don Chino.  Sono arrivato a San Giuliano proveniente da Poasco nel 1990, e quando ero li una sera mi sono ritrovato un tossicomane in Chiesa”. . Iniziò così quello che sarebbe stato il suo futuro da educatore, portando quel ragazzo a casa sua.  
 
In realtà, già dal 1981 aveva aperto un centro di ascolto  per giovani  “con disagio, ” a San Giuliano in Piazza della Vittoria  7, luogo che però non aveva spazio per incontrare  anche i genitori. Poi trovò gli ambienti giusti a Borgolombardo. L'inizio non è stato facile. L'arrivo di quel genere di comunità non è  di facile accettazione per gli abitanti.  

Vuol dire impegno, tolleranza  ma anche crescita. Oggi sono molto conosciuti a Borgo, anche perchè i ragazzi  man mano che tornano "alla luce", sono impegnati in attività commerciali, punta di una filiera. Ristorante, gastronomia, macelleria, ortofrutta. Dove  viene venduto  ciò che si produce nelle comunità, che oggi sono  una trentina, sparse sul territorio Italiano. 
 

Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè
 

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