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Così anche le vetrate possono produrre elettricità

Un progetto dell’università Milano Bicocca consente di trasformare finestre e vetrate in sistemi capaci di catturare la luce solare e sfruttarla per produrre energia

L’Europa ci chiede di costruire entro il 2020 edifici a energia quasi zero e di «elettrificare» il più possibile i consumi. In questo quadro – insieme all’efficienza – un ruolo sempre più da protagonista dovrà giocarlo il fotovoltaico. Ma come superare i limiti imposti oggi da questa tecnologia? «È facile rendere autosufficiente una villetta o un capannone installando dei pannelli solari sul tetto, impossibile farlo con i condomini e i palazzi delle grandi aree urbane che si sviluppano in verticale», spiega Francesco Meinardi, docente di Fisica della materia all’università Milano Bicocca. Dal 2004 Meinardi con il collega Sergio Brovelli porta avanti ricerche per trovare una soluzione. E adesso, la risposta è a portata di mano: i due scienziati, infatti, hanno trovato il modo per trasformare finestre e vetrate in sistemi capaci di catturare una parte di luce solare e sfruttarla per produrre energia. 

Il punto di partenza è la tecnologia dei cosiddetti «concentratori solari luminescenti» (Lsc), messi a punto negli anni ’70, ma rimasti al palo per molto tempo. «Sono sistemi – continua Meinardi – in cui all’interno di una lastra di plexiglas si disperde un colorante capace di assorbire la luce solare e riemetterla, in modo che venga concentrata verso piccole celle fotovoltaiche poste sui bordi del dispositivo. Questa lastra può essere inserita nelle vetrocamere delle finestre a triplo vetro, trasformandole così a tutti gli effetti in pannelli solari di nuova generazione». 

Per molti anni non si era riusciti a trovare il colorante adatto: uno che fosse allo stesso tempo trasparente, economico, non pericoloso e soprattutto efficiente. La svolta è arrivata dalle ricerche del team della Bicocca: «Abbiamo scoperto che tutte queste caratteristiche erano concentrate in particolari nanoparticelle di silicio. Grazie al brevetto, il terzo che depositiamo sugli Lsc, questa tecnologia acquista nuove prospettive». Secondo le stime dei ricercatori, infatti, applicando gli Lsc al silicio a una sola facciata del famoso grattacielo Shard di Londra, si riuscirebbero a coprire i consumi di 150 famiglie.  

Per sviluppare il progetto a settembre 2016 i due docenti hanno creato la società spin off Glass To Power, già premiata negli Stati Uniti agli R&D 100 Awards, una specie di Oscar dell’innovazione. Come spiega Meinardi, «abbiamo già realizzato i primi prototipi e contiamo di finire la fase di test entro fine anno per arrivare sul mercato, in assenza di imprevisti, a fine 2018».

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