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Ciao Ombretta

"Eh già, chi l'avrebbe mai detto che ci saremmo ritrovati qui a parlare di te.

Te ne sei andata lasciandoci un vuoto incolmabile. Sempre così sorridente e piena di vita, lottatitrice e combattente fino alla fine. Eri sempre tu, sempre la diva che sapeva farsi riconoscere ovunque.Con quella tua risata contagiosa e la tua voglia di vivere.Una inguaribile romantica che aveva una parola per ogni occasione, per ogni momento. Sempre pronta a preoccuparsi  per  altri. Vivevi perennemente con la paura di lasciare i tuoi figli soli, oltre che per il pensiero "normale" da mamma,  perchè  eri talmente piena di te che nessuno avrebbe mai potuto sostituirti. E avevi ragione! Non è facile salutarti, non sembra ancora vero. Ci sono momenti nella vitadi ognuno di noi, in cui trovare le parole per salutare la persona che eri, diventa veramente difficile. Oggi è uno di quei momenti.Perchè non ci saranno parole giuste o sufficienti per ricordare te.
Ombre, l'amica, la sorella, la zia di tuttii bimbi del quartiere. La mamma, quella mamma stanca, ma sempre con il sorriso pronta a sorreggere i tuoi figli sempre e comunque. La vita intera vissuta per loro. La mente non si arrende al pensiero che non ci sarai da questo momento in poi. In tutte quelle situazioni che ci univano. In quelle piccole emozioni che bastavano. In situazioni come queste si ha sempre la sensazione che le parole siano vuote e non possano esprimere a pieno la persona che sei. 
Sei, perchè tu sei e sarai qui con noi per sempre. 
Vivere, di star meglio…vivere, una delle tue canzoni preferite del tuo amato Vasco….non ti sei persa un solo concerto, mai. Sempre in prima fila a fare casino come solo tu sai fare. …
Sarà difficile, ma ci proveremo tutti insieme, insieme ai tuoi meravigliosi ragazzi di cui sicuramente ti prenderai cura e ne sarai fiera".
 
Hanno salutato così ieri le amiche e  gli amici del quartiere Serenella, al termine del rito funebre,  Ombretta Maritati Puccio, la sfortunata sangiulianese che ha perso la vita in un incidente  lo scorso 4 ottobre a Sesto Ulteriano, a causa di un malore intanto che era alla guida della sua auto. La chiesa di San Giuliano Martire era gremita soprattutto dagli abitanti del popoloso quartiere, che si è stretto attorno ai familiari, e soprattutto ai due ragazzi  che ha lasciato, di 17 e 20 anni.

Staff RecSando

 


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