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Beni comuni: facciamo un patto?

Amministrazione e cittadini insieme per valorizzare spazi ed edifici della città

Un invito a collaborare che si rinnoverà per quattro occasioni, una per ogni stabile in cerca d’identità. L’ex casa del custode della scuola di Bolgiano, lo spazio ex Apsa del Parco Mattei, l’ex Blues Bar di Poasco e il seminterrato della scuola materna di via Di Vittorio sono questi gli spazi che l’Amministrazione comunale intende affidare alle cure dei cittadini, ricorrendo alla formula dei Patti di collaborazione.

Già sperimentati in numerose città, i patti sono approdati a San Donato nel giugno 2015 e, da quel giorno, sono già stati adottati in numerose occasioni (ad esempio per iniziative di pulizia del verde, per attività di supporto ai servizi comunali o per l’organizzazione di eventi culturali). Attraverso la mutua sottoscrizione di un accordo, Comune e cittadini (singoli o organizzati in gruppi) s’impegnano a lavorare insieme per raggiungere uno scopo comune: la valorizzazione dei beni comuni.

In questo caso si tratta di edifici di proprietà comunale in cerca di rigenerazione, ognuno dei quali sarà oggetto di uno specifico avviso di raccolta proposte. Il primo, legato alla gestione dell’ex casa del custode di Bolgiano, è stato pubblicato a fine aprile e rimarrà aperto fino al 20 maggio. Per l’edificio polifunzionale (collocato nel perimetro della vecchia “scuola rossa”) l’Amministrazione cerca soggetti che presentino progetti rivolti ai giovani impegnandosi, al contempo, a farsi carico dei necessari interventi di manutenzione e custodia dello stabile.

Nei prossimi mesi, avvisi come questo (disponibile, in versione completa, sul sito del Comune) saranno banditi anche per le altre strutture in cerca di valorizzazione e conterranno tutte le informazioni specifiche per presentare la proprio proposta (dalla destinazione d’uso dei locali, alla durata della collaborazione, alle tipologie di attività ammesse).

«La formula del Patto di collaborazione – commenta l’Assessore alla Partecipazione Francesco De Simoni – risponde contemporaneamente a due esigenze: da una parte la necessità di restituire all’uso pubblico edifici attualmente non valorizzati, dall’altra la volontà di favorire il protagonismo di cittadini e associazioni, che spesso sono alla ricerca di spazi per promuovere attività sportive, sociali e culturali rivolte all’intera comunità. Si tratta di uno strumento importante e, come abbiamo già avuto modo di sperimentare, efficace per dare valore alla “cosa pubblica” e sviluppare l’attitudine alla partecipazione».

 

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