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WWF Lombardia esprime preoccupazione per i “progetti” presentati dai Parchi Regionali per spendere i Fondi Europei ” per la transizione ecologica”

Il WWF Italia, che in Lombardia gestisce numerose aree protette fin dalla fine degli anni ’70, esprime tutte le sue perplessità e preoccupazioni di fronte alle proposte presentate dai Parchi regionali lombardi “come applicazione concreta della transizione ecologica” come affermato dall’Assessore regionale Rolfi.

Queste proposte, al di là di alcune lodevoli eccezioni, mancano di ambizione, di coraggio e di visione: si tratta di una “lista della spesa” di progetti, che forse erano già nei cassetti dei Parchi Regionali che con l’arrivo dei Fondi Europei si vorrebbero realizzare.

Dal loro esame non emerge nessuna attenta e accurata programmazione che consenta davvero di avviare, al di là di facili slogan, la transizione ecologica, ne sembrano coerenti con i piani di gestione, in particolare per le aree a Parco naturale sulla cui centralità  sembrano esserci poche idee progettuali.

Nel dicembre scorso Regione Lombardia aveva chiesto di segnalare progetti riguardo al ripristino degli ecosistemi e per favorire l’accessibilità e la fruizione sostenibile anche alle Riserve Naturali in riferimento agli investimenti per favorire la ripresa economica.

Dalla progettualità dei Parchi sono richiesti 109 milioni di Euro per 179 progetti, oltre il 50% è destinato alla fruizione (in particolare per piste ciclabili), circa il 25% alla ristrutturazione o realizzazioni di sedi e il restante 25% circa ad interventi di tipo naturalistico: quindi solo un quarto dei progetti è specificatamente rivolto alla conservazione  del  patrimonio naturale  nei Parchi.

“Nessun pregiudizio sul potenziamento di piste ciclabili o centri visita nei Parchi regionali, ma sfugge il nesso di tali infrastrutture con la priorità di tutela di habitat e specie o di cambiamento dei  processi produttivi  dannosi all’ambiente” dichiara il Delegato WWF Italia per la Lombardia dott. Gianni Del Pero e aggiunge “ E’ proprio dalle aree protette che dovrebbe  venire tale impulso,  considerato che coloro che le frequentano lo fanno innanzitutto per il loro valore naturalistico”.

Fermo restando che tra gli obiettivi del Piano Europeo vi sono quelli della inversione della curva della perdita della biodiversità e che una quota del 37% dei fondi devono essere dedicate al clima, all’adattamento al cambiamento climatico e specificamente alla tutela dell’ambiente, si sottolinea che questi progetti devono comunque rispettare il principio di “non arrecare un danno significativo” per i sei obiettivi ambientali comunicati dalla Commissione Europea (2021/C 58/01). Ci si chiede: i progetti presentati dai Parchi sono coerenti con questo principio di valutazione?

Dagli Enti gestori dei Parchi lombardi ci saremmo aspettati, per esempio, progetti e proposte sul miglioramento della qualità dei corsi d’acqua in linea con quanto prevede la Direttiva Quadro 2000/60/CE (i principali fiumi lombardi sono tutti interessati dalla presenza di Parchi regionali), oppure progetti per la riduzione degli impatti dell’attività agricola intensiva e zootecnica tra le prime cause di  impatto sulla biodiversità  e il clima in Italia, o ancora la realizzazione di corridoi ecologici fra le aree protette anche attraverso una graduale quanto concreta conversione all’agricoltura biologica.

Il WWF Lombardia e i cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi ecosistemici  derivanti delle nostre aree protette chiedono all’Amministrazione regionale ed agli Enti Parco, di  riconsiderare  radicalmente i contenuti delle proposte presentate  affinchè la “transizione ecologica” sia effettivamente attuata nel rispetto degli Obiettivi del Piano di Finanziamento Europeo  e nel  principio di non arrecare danno all’ambiente.

E’ evidente che per garantire tale risultato occorre maggiore coinvolgimento nella governance e nelle scelte anche da parte delle Associazioni ambientaliste, che oggi in Lombardia, diversamente da quanto prevede la normativa regionale, sono esclusi da ogni partecipazione al procedimento decisionale: la normativa di Regione Lombardia prevede infatti, con una discriminazione inspiegabile, che i loro rappresentanti facciano parte delle Comunità dei  Parchi, ma con la sola facoltà di essere auditi, senza alcun peso nelle decisioni.

La disponibilità a far parte di una cabina di regia regionale questa Associazione la assicura sin d’ora.

WWF LOMBARDIA

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