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Una intelligenza connettiva per la conversione ecologica

una intelligenza connettiva di fiorello cortiana

di Fiorello Cortiana

L’emergenza climatica globale e la pandemia che essa ha favorito, non permettono né operazioni di aggiustamento e mitigazione del modello di sviluppo che le ha generate e, men che meno, alcuna operazione di simulazione nel nome della transizione ecologica. Ciò di cui la Terra ha bisogno è una effettiva conversione ecologica. Ciò significa, per tutti noi che la abitiamo, un cambiamento dei consumi e dei costumi all’insegna della qualità e della sobrietà, per alleggerire l’impronta che, come specie, imprimiamo sui cicli biologici, sugli ecosistemi e sulla qualità del vivere sociale del Pianeta. Ciò significa un diverso urbanesimo e nuove politiche pubbliche per le nostre città. Gli indici finanziari non possono essere la sola misura della/delle comunità.
 La conversione ecologica non può prendere corpo attraverso proibizioni e imposizioni, perché sia efficace e sostenibile si deve fondare sulla partecipazione consapevole, su una responsabilità diffusa e sostenibile. Affinché la conversione necessaria sia frutto di scelte civili, occorre che i milanesi siano abitanti consapevoli e partecipi, e non meri residenti nella vita della città.
 Una consapevolezza che è prodotta e genera la soggettività politica pubblica legata agli interessi generali, la partecipazione informata al processo deliberativo, le procedure e gli spazi per l’esercizio della cittadinanza attiva, la qualità degli istituti di partecipazione.

L’opportunità del Recovery Fund sarà coerente con la conversione ecologica se Milano si riconoscerà dentro il contesto metropolitano, innovativo, vivibile, socialmente accessibile, quale nodo di relazione e di passaggio esemplare nella definizione delle politiche economiche e territoriali della globalizzazione. Un vaccino per la crisi della democrazia in occidente.

Ogni volta che i cittadini milanesi hanno potuto esprimersi direttamente, hanno chiesto una città sostenibile e generosa con l’innovazione, che è funzione della qualità del vivere sociale. Ma, al momento, non è richiesta alcuna rendicontazione da parte della amministrazione e del consiglio comunale. Invece i cittadini metropolitani non possono usare lo strumento referendario previsto dallo statuto perché né il sindaco metropolitano Pisapia, né il suo successore Sala, hanno promosso il regolamento attuativo.

 Per la necessaria conversione ecologica dobbiamo prendere atto della mancanza di una visione di sistema territoriale qualitativo: qualità dei servizi, qualità della partecipazione, qualità ambientale, qualità delle reti, qualità sociale. Invece di rassegnarsi è più utile e capace di senso adoperarsi per proporre questa visione. C’è una straordinaria intelligenza diffusa: nei comitati territoriali impegnati su questioni di prossimità o a carattere generale, nelle associazioni e nel volontariato ambientale e socio-sanitario, nell’accademia e nella ricerca, nelle professioni, nelle scuole e financo nei partiti.
 Propongono, idee e soluzioni sostenibili e di qualità, in reazione e in alternativa a progetti, devastanti legati ad esigenze vere o presunte.
 Occorre che l’atomizzazione sociale della globalizzazione, che con il lockdown abbiamo conosciuto come condizione diffusa, diventi intelligenza connettiva, come propone De Kerkove.
 Una piattaforma di confronto ed elaborazione condivisa ha senso se abilita e facilita l’esercizio della Cittadinanza Attiva in una funzione di tensione con organi di rappresentanza ed amministrativi. Sono necessari medici scalzi digitali che condividono, divulgano, conoscenze e competenze per l’estensione digitale dello spazio pubblico al fine di qualificare una comunità perché si esprima come opinione pubblica informata, quindi esigente. Ciò connette una intelligenza collettiva presente nella realtà urbana qualifica la qualità dell’offerta politico elettorale e la sua traduzione amministrativa. Non smettiamo di provarci.
 Per realizzare praticamente questa moderna agorà abbiamo deciso di uscire dalla progressiva omologazione di soluzioni commerciali di web conferencing, partendo, invece da un prodotto tecnologico personalizzabile che nasce già come un progetto aperto, libero e collaborativo, in altre parole un OpenSource. OpenMeetings ad oggi rappresenta la soluzione ottimale alle nostre aspettative.
 
 bellamilano.cloud è l’evoluzione in chiave multimediale web 2.0 dell’antica agorà: luogo di partecipazione e di confronto aperto e diretto per la produzione di proposte e indirizzi concreti. La comunicazione in questa moderna agorà avviene sempre in diretta, ciascuno non si può celare dietro un nickname o da un avatar né il sistema consente l’applicazione di filtri immagine, tutto questo a vantaggio della sicurezza ossia di una comunicazione libera, aperta ma responsabile. Negli spazi di Bella Milano, grazie ad Open Meetings, nessuno sarà profilato e nessuna identità sarà merce nel mercato dell’informazione.
 

OpenMeetings è un progetto software open source con licenza Apache Software Foundation (ASF) per la presentazione e conferenze Web, la formazione, il disegno collaborativo su lavagna interattiva, la presentazione e la modifica di documenti. La comunicazione in modalità audio, audio/video e chat tra gli utenti, organizzati in gruppi e supportati da uno o più moderatori, avviene in stanze virtuali che possono essere configurate per le diverse modalità di comunicazione (chat, audio, audio/video), sicurezza e qualità audio e video. È naturalmente presente un servizio dedicato ed integrato di posta elettronica accessibile agli utenti.

 L’ingresso a bellamilano.cloud avviene con registrazione gratuita a questo indirizzo: https://bellamilano.cloud/ Presenteremo Bella Milano a tutti coloro che sono interessati mercoledì 21 aprile alle 21,00 La registrazione sarà poi trasmessa su YouTube in un canale dedicato
  • Mauro Preda, geografo e informatico, già docente all’Università Cattolica, illustrerà la piattaforma OpenMeetings e le possibilità di partecipazione, confronto e scelta sui diversi temi/questioni.

  • Milly Moratti, consigliera comunale, Presidente della Commissione Consiliare per la partecipazione e promotrice di ChiamaMilano, metterà in relazione la partecipazione informata attraverso lo spazio pubblico digitale, con i Referendum cittadini e le Udienze Pubbliche, piuttosto che con gli spazi condivisi di incontro, con le effettive possibilità di interessare l’agenda amministrativa.

  • Mauro Toffetti, Direttivo Nazionale ‘Nessuno tocchi Caino’, vicePresidente UEAPME- Unione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese, illustrerà esperienze di cittadinanza attiva nell’uso artistico-culturale dei linguaggi espressivi, così come nelle azioni di prevenzione e recupero del disagio che diventa devianza, cioè questione di ordine pubblico e/o terapeutico.

  • Edoardo Croci, docente alla Bocconi e promotore di Milano Sì Muove per gli ultimi referendum cittadini, illustrerà questa modalità di partecipazione in relazione alle decisioni amministrative e consiliari.

  • Pierluca Oldani, sindaco di Casorezzo già consigliere in Città Metropolitana, illustrerà le contraddizioni della Città Metropolitana e le sue potenzialità.

  • Marco Cappato, promotore, illustrerà la Citizen Initiative Europea ‘Stop Global Warming’, che potremmo definire come una Direttiva Europea di Iniziativa Popolare per mettere un prezzo sulle emissioni di CO2 e chiedere alla Commissione Europea di proporre una normativa dell’UE che scoraggi il consumo di combustibili fossili, incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili per combattere il riscaldamento globale e limiti l’aumento della temperatura a 1,5ºC.

Per informazioni scrivere a: admin@bellamilano.cloud

 
 
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