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Tira, mola e meseda …

LA VITTORIA DELL’AMORE VERO

 

 

Parliamo di uno spettacolo teatrale, ma in fondo è ciò in cui speriamo sempre. 

TIRA…MOLA….MESEDA è lo spettacolo andato in scena sabato 29 marzo scorso al Teatro Ariston di San Giuliano Milanese, a cura della Compagnia del Teatro Instabile di Sesto Ulteriano. Diretto, ma anche interpretato, dal bravo Stefano Chiodo.

 

 

Serata importante per il gruppo amatoriale sangiulianese. Ricorre infatti nel 2014 il loro 35° anno di attività. E infatti all’ingresso c’erano dei buonissimi confetti blu. Serata speciale, patrocinata dal Comune di San Giuliano. Ingresso a offerta libera, il cui ricavato, 770,00 euro, è finito nelle casse della Consulta delle Associazioni culturali, affinché venga utilizzato per altre iniziative. Unico rammarico, l’assenza di un rappresentante dell’Amministrazione cittadina…., perché il teatro era pieno, a dimostrazione dell’affetto che la Città ha nei confronti di questo gruppo che recita con passione, e in dialetto milanese.  E’ per questo amore per il teatro in forma amatoriale che in questi 35 anni, circa 150 persone sono passati dal palcoscenico del “Teatro Instabile”.

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Per assistere alla commedia, potrebbe essere un’inconveniente non essere milanesi, (come me), ma la mimica rende così bene da far comprendere comunque il messaggio. Non è una storia semplice quella raccontata. Anzi. L’argomento è di quelli tristi e spinosi. Sempre difficile da affrontare. Si parla di stupro. Delle reazioni di coloro che ne vengono toccati: colei che subisce, genitori, compagni. Le cose possono sembrare diverse, a secondo delle realtà in cui si vive, In questo caso capita in un famiglia semplice. Genitori un po’ avanti con l’età, mamma all’apparenza un pochino “svampita”, con un linguaggio rubato alla fiction televisiva. Spesso travisa le parole, e ne vengono fuori gag veramente esilaranti. La sua felicità è al culmine, in previsione del matrimonio della figlia con il figlio del maresciallo dei carabinieri. Nella scala sociale, sicuramente di qualche gradino superiore. Ma succede il “fattaccio”. Il primo a capire la drammaticità della situazione è il marito. La paura e il disagio della protagonista, che vuole denunciare il torto subìto, che vuole essere sincera con il compagno, e in questo supportata dal papà. La paura e il disagio della mamma, perché teme che il sogno del “bel matrimonio” possa svanire e sdrammatizza l’accaduto. Di fronte due persone diverse: il padre di lui, maresciallo dei carabinieri inflessibile, e la mamma invece comprensiva che lo convincerà a lasciare che ragazzi si parlino e siano loro a decidere la loro vita.

Stefano Chiodo alla fine della rappresentazione, era commosso per l’accoglienza ricevuta dai concittadini, oltre che orgoglioso nel raccontare che recentemente a Como in occasione di una rassegna teatrale hanno avuto ottimi riconoscimenti: ci sono amministrazioni che investono sul teatro anche dialettale e alla fine la gente risponde con la partecipazione. Anche sabato, subito dalle prime battute il pubblico era già “preso” e i bravi attori si sono sentiti rilassati a recitare a ruota libera, senza il timore di sbagliare. E alla fine sono stati premiati con scroscianti applausi.

”Oltre a Stefano Chiodo, nella parte di Pep (il padre), erano sul palco:

Rosangela Passera nella parte di Nina, (moglie di Pep). Luisa Ferrari nella parte di Neta (figlia)

Maresciallo: Fausto Corbetta – Genoeffa: Francesca Quirino – Vittorio Emanuele (fidanzato): Davide Maffio

Venditrice: Manuela Marchesi – Giuan: Giuseppe Bonvini – Lella: Barbara Fusari

Appuntato; Andrea Bisacco – Clotilde: Rosy Spinazzi –

Il successo va però diviso con coloro che stanno dietro le quinte:

Scenografie Marta Pinchiroli -Livio Berselli – Abiti e trucchi Monica Berselli -Adriano Mombelli

Luci e audio Achille Bigoni – Antonio Balzano – Luca Muzio – Marco Mombelli

Redazione Recsando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè

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