Spettacolo teatrale per sensibilizzare dipendenti e cittadini sui temi della sicurezza sul lavoro

Pietro BasoccuLunedì 28 aprile Saipem e Fondazione LiHS (Leadership in Health and Safety) hanno presentato ‘GIORNI RUBATI’, uno spettacolo teatrale tenutosi a San Donato Milanese presso il Cinema Teatro Massimo Troisi, in Piazza Dalla Chiesa.
Nella Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, Saipem e Fondazione LiHS hanno voluto contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica diffondendo una maggiore consapevolezza sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Giorni rubati (foto di Lara Depau)Giorni rubati (foto di Lara Depau)Lo spettacolo si è basato su una storia realmente accaduta: il terribile incidente subito da un giovane operaio, Giammarco M., che una sera di novembre del 2006, a soli 37 anni, è rimasto schiacciato da un pesante cancello che gli ha leso la spina dorsale e tolto per sempre la possibilità di camminare.
E’ la storia di chi ha dovuto re-imparare tutto, di come una lotta personale è alla fine diventata una lotta comune.

L’obiettivo dello spettacolo è di spingere a parlare di queste tragedie che colpiscono il mondo del lavoro per contribuire alla costruzione di una cultura lavorativa ed extra-lavorativa sempre più mirata al rispetto per la vita.
In ambito sociale, la Fondazione LiHS, creata e patrocinata da Saipem, svolge studi e ricerche di carattere divulgativo e realizza progetti educativi, con l’obiettivo di diffondere una crescente attenzione verso la salute e la sicurezza.
La Fondazione LiHS è una ong creata da Saipem nel 2010 con lo scopo di promuovere conoscenza e proporre strumenti di intervento pratico al fine di sostenere il cambiamento culturale in tema di benessere e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo è quello di estendere questi principi al mondo industriale italiano e più in generale in ambito sociale, in Italia e nel mondo.
La Fondazione è attiva anche nell’ambito della divulgazione scientifica, perché i risultati e le scoperte della ricerca diventino patrimonio di tutti, anche per l’educazione dei bambini e degli adolescenti, nella convinzione che un profondo cambiamento culturale debba guardare al futuro e investire nella formazione delle coscienze dei più giovani.