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San Giuliano saluta questa mattina il Dottor Giovanni Negroni

Aveva 91 anni, ed era molto conosciuto in città.
Nato il 26 dicembre 1925 a San Giuliano Milanese nella cascina “Borla Giò”. ha avuto una vitta ricca e intensa:
Il padre Cristoforo, sposato con Maria Eterno, possedeva una latteria che distribuiva a tutto il circondario il latte, il burro e il gelato preparato nelle ghiacciaie.
Da autodidatta si avvicinò alla musica sacra e in gioventù si prestò a suonare l’organo nel corso delle funzioni religiose nell’antica chiesetta di Zivido.
Nel 1953 si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano; conseguita l’abilitazione all’esercizio della professione iniziò l’attività di medico di famiglia (medico “della mutua”) aprendo l’ambulatorio presso la propria abitazione in via Matteotti.
Nel 1957 prese in sposa una maestrina della vicina Melegnano, Teresa Sala, dalla quale avrà quattro figli: Leonardo, Gabriele, Maria Silvia e Giuliana.
Con passione si dedicò alla cura di un numero crescente di sangiulianesi ed emigrati, provenienti soprattutto dal sud dell’Italia, che negli anni sessanta popolano San Giuliano. Oltre all’attività ambulatoriale effettuva le visite mediche domiciliari, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in paese e nelle varie frazioni di San Giuliano, coadiuvato dalla moglie.
Con competenza e con l’aiuto di un’ostetrica assisteva le partorienti in casa ed eseguiva piccoli interventi chirurgici ambulatoriali come estrazioni dentali, asportazione di piccole cisti cutanee, sutura di ferite (ai cuochi della vicina trattoria “La Ruota” scappava spesso il coltello dalle mani con la necessità di consultare rapidamente un medico per tamponare e suturare i tagli alle dita). Le sue battute confortavano chi nella sofferenza chiedvae aiuto e i suoi mutuati spesso ricambiavano la sua disponibilità e professionalità con regali e cesti natalizi.

Nel 1964 iniziò il suo s’impegno in politica e diventò consigliere comunale nelle file della Democrazia Cristiana.
Negli anni successivi, insieme agli amici storici della DC e al prevosto della Chiesa di San Giuliano Martire, don Luigi Carcano, dirigeva diverse associazioni per lo sport e il tempo libero. Il Laghetto con la pesca sportiva, il Circolo del Tennis di via Risorgimento, il Palasport di via Don Bosco diventarono luoghi dove i sangiulianesi, piccoli e grandi, anche oggi, si ritrovano in amicizia per le attività ludico-sportive.
Nei primi anni settanta partecipa attivamente alla raccolta fondi per l’acquisto dell’organo della chiesa principale di San Giuliano.
Nel 1977 collaborò alla fondazione e alla gestione della scuola media privata paritaria “San Paolo” situata nei locali della parrocchia. Come presidente di una cooperativa di genitori, si affiancava al prevosto don Luigi Carcano e alla preside madre Marina Alghisi nel sostenere nella realtà sangiulianese una scuola all’avanguardia e ad impronta cattolica.
Oltre agli impegni familiari, lavorativi e sociali, si dedicò allo sport imparando a sciare e a giocare a tennis all’età di cinquant’anni.  
Col passare del tempo i pazienti diventarono sempre più numerosi e affezionati tanto che per diversi anni il “sciùr dutùr” lavorò come medico massimalista con tremila mutuati a suo carico.
Nel 1987 per primo tra i suoi colleghi dell’hinterland milanese e nonostante le perplessità della USSL 26 di Melegnano, installò nel proprio ambulatorio un computer con un programma per la compilazione e la stampa delle ricette mediche. Nel 1996 interrompè, per raggiunti limiti di età, l’attività ambulatoriale con il SSN, con gran dispiacere di molti mutuati.
Nel 2003 il Rettore dell’Università degli Studi di Milano gli conferì l’onorificenza per i cinquant’anni di laurea in Medicina e Chirurgia.
Nel mese di ottobre del 2012 incontrò nella casa parrocchiale il cardinale Francesco Coccopalmerio nativo di San Giuliano Milanese: uno stimato medico all’epoca ottantasettenne porta i saluti a un importante concittadino che ricorda con affetto un paese divenuto sempre più popoloso ed eterogeneo. 
Ai nipoti Samuele, Diletta, Allegra e Ariele, il dottor Negroni potè raccontare con orgoglio di aver fatto il medico dall’era dei primi antibiotici all’epoca dell’informatica. Negli ultimi anni divenne lui stesso paziente bisognoso di assistenza.

Le sacre esequie, questa mattina alle ore 10 nella Parrocchia di San Giuliano Martire.

 
Redazione RecSando-Angela Vitanza

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