Punti per progetto sovrappasso Paullese Via Gela e impatto su Oasi Levadina San Donato Milanese

                                     

SDM-Lvd03 sovrapasso via Gela e Levadina progetto modificato

Le due associazioni hanno richiesto, con accesso agli atti a Città Metropolitana, il progetto dello svincolo, ci è stato spedito ai primi di aprile ’18 il progetto preliminare ( marzo 2014), legato al lotto A della Paullese, nel quale è confermato il progetto che ci era già stato presentato (in via informale) nel 2015 e che avevamo già “criticato” allora, con incontri in Città Metropolitana e con la giunta di San Donato Milanese, presentando noi una diversa proposta di “arroccamento” al sovrappasso, in quanto il progetto attuale e il manufatto previsto avrà un impatto molto pesante per quanto concerne l’adiacente Oasi di Levadina  e in prospettiva alla zona del Gattile, preziosi esempi di aree fluviali ripristinate con soldi pubblici che verrebbero pesantemente compromessi.
Dispiace che non sia stato fatto accenno alle proposte alternative elaborate dalle due associazioni (presentate anche al delegato della Città Metropolitana Arianna Censi a novembre 2015 e agli uffici tecnici) che, garantendo la realizzazione del sovrappasso, avrebbero ridotto al minimo l’impatto ambientale sul territorio circostante.
Una seconda proposta alternativa, dopo un incontro con alcuni abitanti della residenza di Via Gela, consiste, in pratica, di far proseguire (venendo da Peschiera) la Paullese in sopraelevata, a livello del ponte, e realizzare lo svincolo a raso (quota suolo), come l’incrocio più verso Milano (all’altezza di via Marignano), evitando impatti a Levadina e anche alla residenza di via Gela. Le risposte degli uffici (e degli amministratori) competenti furono, a memoria, interlocutorie e fumose.

Nel merito, riteniamo che Il progetto originario di Città Metropolitana invece sia “molto articolato” a livello viabilistico,  passerebbe molto vicino all’edificio residenziale di via Gela, andrebbe a tagliare la esistente fascia boscata dell’oasi Wwf Levadina, inserita nel sistema delle aree protette del Wwf Italia, preziosa perché separa e protegge l’oasi dal disturbo della adiacente strada via fiume Lambro. Infine facciamo presente che l’oasi, di una dozzina di ettari, di proprietà comunale, inserita nel Parco Sud Milano, è frequentata da centinaia di visitatori da diversi anni, è una naturale cassa di espansione del fiume, un essenziale tassello del più importante biocorridoio del sud est Milano, sede di oltre 130 specie arboree, di cui il 14% rare, rifugio di notevole fauna, anche di importanti mammiferi.

Oggetto di diversi progetti di riqualificazione ambientale, dall’intervento Metrobosco del 2008, alle migliorie Lipu e fondazione Cariplo del 2010, di recente, dicembre 2018, Levadina è stata la sede della messa a dimora di un cospicuo numero (oltre duemila tra essenze arboree e arbustive autoctone) di nuove piante, come opera di mitigazione della centralina idroelettrica sul Lambro appena a nord dell’oasi.

Da ultimo, il progetto del 2014 prevede la distruzione dell’ingresso attuale e non prevede ingressi alternativi.
Preoccupa inoltre la possibile realizzazione della bretella che collegherebbe la Paullese con Via per Monticello in quanto attraverserebbe preziosi terreni agricoli, un’opera in aperto contrasto con il tentativo di legge Europea “Consumo di Suolo Zero” che in Italia ha avuto molti sostenitori.

ALLEGATI

Planimetria Via Gela

Griglia di Soluzioni della proposta modificata

Oasi Levadina – Prossime iniziative 2018

Circolo Arcobaleno Legambiente Sud-est Milano
WWF Organizzazione Aggregata Martesana Sud Milano