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PGT 2021: Osservazioni presentate da [OssSudEstMi]

Il Video che sintetizza le nostre Osservazioni al PGT 2021

Al Sig. Sindaco Andrea Checchi
Comune di SAN DONATO MILANESE (MI)
Via Cesare Battisti 2 20097 San Donato Milanese

Le Osservazioni al PGT 2021 sono state presentate dal Presidente dell’ Osservatorio Permanente Contro il Consumo di Suolo e per la Tutela del Paesaggio, nei termini utili, consentiti dalla legge  in data 7 Gennaio 2022 ( ai sensi dell’art. 13, comma 4 della L.R. 12/2005 “Legge per il governo del territorio” e s.m.i., le seguenti osservazioni in riferimento a tutte le aree di suolo permeabile presenti nel territorio comunale attualmente non edificate ed in particolare ai comparti del Centro Città (Pratone), De Gasperi Ovest, Area San Francesco, Monticello) per conto delle associazioni: Comitato Salviamo il Pratone, GreenSando, N>O>I – Network Organizzazione Innovazione, WWF Martesana Sud Milano e dall’Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio nel Sud Est Milano, un organismo composto dalle strutture locali di Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone, Associazione per i Vivai proNatura, Associazione per il Parco Sud Milano, Associazione NOI, Associazione Cittadini di Paullo, Comitato salviamo gli alberi di via Galvani a Peschiera Borromeo, Comitato Salviamo il Pratone, Comitato No Logistica di Paullo e Associazione Culturale per l’Autogestione.

Premesse
  • In Italia, ed in particolare in Lombardia e nella città Metropolitana di Milano, il consumo di suolo ha oltrepassato livelli compatibili con un ambiente salubre e una qualità di vita adeguata dei cittadini. Secondo gli ultimi dati ISPRA, il Comune di Milano ha consumato più del 58% del proprio suolo ed il comune di San Donato Milanese quasi il 36%, a fronte di un 29,3% di Peschiera Borromeo e quasi il 25% di San Giuliano Milanese. La metodologia di lavoro utilizzata da ISPRA prende in esame l’effettivo suolo consumato alla data di rilevamento attraverso “fotografie statiche” del territorio, pertanto i dati non considerano come non consumati anche suoli liberi soggetti a convenzioni urbanistiche, piani integrati di intervento e piani attuativi che – di fatto – prevedono già di consumare fette di territorio.
  • In realtà, tenendo conto dei dati DUSAF, citati anche nel documento di VAS, la superficie urbanizzata del comune di San Donato Milanese è del 54%, un dato esorbitante per un comune facente parte del Parco Agricolo del sud Milano, con una popolazione che è praticamente ferma agli stessi residenti di vent’anni fa (dati ISTAT: 2001, 32.316; 2020, 32.545), nonostante il forte sviluppo urbanistico che si è invece avuto in questo arco temporale, e che molto difficilmente potrà superare al 2030 i 34.000 abitanti.
  • La recente pandemia ha dimostrato che di fronte a priorità di salute pubblica, è possibile cambiare profondamente il modello di vita sociale e le sue priorità, anche a costo di ingenti investimenti economici pubblici. Gli Stati di tutto il mondo hanno imparato, a proprie spese e – purtroppo – a spese di tanti cittadini che sono morti a causa della pandemia Covid-19, che i tagli applicati ai sistemi sanitari nazionali devono essere inevitabilmente fermati e rivisti. Un cambio di rotta necessario per evitare eventuali futuri eventi pandemici.
  • Con la pandemia una comunità intera ha imparato ad utilizzare strumenti che hanno consentito ai lavoratori ed alle aziende di continuare a portare avanti le proprie attività evitando gli spostamenti ed il mondo del lavoro è inevitabilmente cambiato. Il lavoro “agile” (“lavoro da casa” o “smart working”, come spesso viene indicato) è, e lo sarà ancor di più nel prossimo futuro, una pratica adottata da numerosissime aziende in tutto il mondo, anche in Italia, anche

nelle aziende che hanno la propria sede o i propri uffici sul territorio del Comune di San Donato Milanese (si pensi, a titolo di esempio, a Eni, Cerved e Unipol). Un cambio di rotta necessario per le aziende ed i lavoratori.

La crisi climatico ambientale, come denunciata da decenni dalla comunità scientifica internazionale, procede a ritmi maggiori di quanto ipotizzato inizialmente, con eventi gravissimi già registrati e previsioni catastrofiche per i prossimi anni (anni, non secoli o decenni). È fondamentale e fortemente auspicabile un cambio di rotta se non si vuole perdere la “casa che ci ospita”.

Pur riconoscendo l’enorme sfida che rappresenta un cambio di paradigma del nostro sistema economico-sociale, fondato su premesse utopiche e suicide (crescita infinita in un sistema a risorse limitate), riteniamo non esistano alternative se non cambiare drasticamente l’approccio in difesa dell’ambiente, in difesa del paesaggio, del mondo agricolo e del territorio.

Gran parte delle previsioni insediative derivano da ambiti attuativi previgenti, tra cui l’AT.SS San Francesco, che comprende una vasta porzione di territorio comunale, circa 300.000 mq tra il tracciato ferroviario e l’autostrada A1, ambito nel quale troverà spazio un nuovo palazzetto dello sport da circa 20.000 posti. Come descritto nel Rapporto Ambientale di VAS del “PGT | Variante Piano di Governo del Territorio-SDM 2030” “l’impianto a pieno regime andrà ad incrementare il carico antropico di San Donato Milanese, influendo su alcune tematiche ambientali quali: clima acustico, inquinamento luminoso, utilizzo della risorsa idrica e carico sugli impianti di depurazione, consumi energetici e inquinamento atmosferico.”

Nella zona centrale di San Donato esiste un’area verde, il Pratone, importantissima per la mitigazione del clima cittadino, unica nel suo genere (in quanto ex marcita), luogo di valore non solo naturalistico ma anche storico che richiama l’ancestrale vocazione contadina del nostro territorio, colonizzato in passato dalle marcite cistercensi che hanno permesso che il nostro suolo si affermasse come uno tra i più fertili del Nord Italia. Il Pratone è affettivamente un simbolo intorno al quale tantissimi cittadini si sono uniti per la sua difesa fin dalla fine degli anni 80, sito in una zona già densamente antropizzata e fortemente edificata nel corso degli ultimi dieci anni (palazzi residenziali su via Gramsci e, non lontano, il nuovo palazzo uffici dell’Eni che porterà sul nostro territorio un traffico di auto già di per sé poco sostenibile). Altre costruzioni andrebbero ad aggravare questa situazione (si pensi anche ai 600 appartamenti previsti nel comparto De Gasperi Ovest con annessi esercizi commerciali e studentato) e aumenterebbero l’inquinamento dell’aria già saturata dalle emissioni del traffico cittadino e da quello di passaggio tra Via Emilia, Paullese e Tangenziali.

Osservazioni

A fronte delle suddette premesse:

  1. In un comune nel quale il 54% del proprio territorio è già stato consumato, antropizzato, impermeabilizzato, un PGT che preveda anche l’1% o il 2% di ulteriore suolo urbanizzato è, secondo noi, irricevibile
  2. Non si ritiene sufficiente lo sforzo del contenimento di consumo di suolo più volte richiamato nel PGT e nel Rapporto Ambientale della VAS relativa, dal momento che non sono messi in discussione il grosso degli interventi derivanti dai Piani Attuativi vigenti tra i quali figurano le aree del Pratone e di San Francesco. La prevista permeabilizzazione di almeno un terzo del Pratone impedirebbe la possibilità di poter pensare al futuro e alla salute dei cittadini realizzando su tutta l’area un progetto di verde cittadino che abbia davvero la duplice funzione di polmone verde e di luogo d’incontro. In ultima istanza riteniamo il progetto aggiuntivo della costruzione del nuovo centro civico multifunzionale, includente la nuova biblioteca, incompatibile con la strategia europea che indica l’urgenza di rigenerare i luoghi già impermeabilizzati e di non consumare altro suolo permeabile, soprattutto per servizi pubblici che dovrebbero essere all’avanguardia rispetto alle normative e dovrebbero essere di esempio. L’AT.SS San Francesco, data la sua estensione, costituisce il consumo di suolo più rilevante e, come è riconosciuto anche nel già menzionato rapporto ambientale della VAS, la prevista realizzazione di una “Città dello sport” di rilevanza sovralocale, pur non essendo stata ipotizzata nel PGT previgente e neppure assoggettata a VAS, per decisione unilaterale della amministrazione comunale, costituisce il maggior elemento di impatto ambientale e di incremento di carico antropico sul comune di San Donato Milanese, influendo su clima acustico, inquinamento atmosferico, idrico e luminoso, utilizzo della risorsa idrica e carico sugli impianti di depurazione. Tale progetto, di cui non si considera a sufficienza anche la vicinanza dell’Abbazia e del Borgo di Chiaravalle, andrebbe a sovrapporsi con l’imponente Piano Integrato di Intervento Montecity-Rogoredo, la cui area di trasformazione avrà una forte ricaduta anche sul territorio di San Donato e potrebbe entrare in conflitto con alcune funzioni previste (con l’Arena in primis) nell’area di San Francesco.
  3. Si contestano le soglie tendenziali di riduzione del consumo di suolo dichiarate nella variante del PGT, perché non fermano il già rilevante consumo di suolo presente in questo territorio, superiore ai 200 mq per abitante, e le compensazioni ambientali sono confinate ad aree marginali (parcheggi o zone periferiche).
    Auspichiamo che amministrazioni ed amministratori illuminati sappiamo coniugare la necessità di rispettare, ma allo stesso tempo superare le regole attuali, con l’utilizzo di tutti i mezzi e le risorse possibili, affinché avvenga questo inderogabile e indispensabile cambio di paradigma.
  4. Siamo contrari alla realizzazione della bretella Paullese – Via per Monticello, in quanto per nessuna ragione, compreso lo sgravio di traffico tra Via Morandi e la città di San Donato, si può giustificare l’impatto devastante sull’area boscata e golenale di questa parte del fiume Lambro già fortemente penalizzata dalla densità di urbanizzazione di questo territorio compreso nel Parco Agricolo Sud Milano.

Chiede
  1. che nei piani e regolamenti urbanistici del PGT non si adottino solo misure che limitino il consumo di suolo e che semplicemente mitighino gli effetti delle nuove urbanizzazioni, ma che si adotti un PGT che abbia come priorità assoluta la protezione del suolo ad oggi disponibile, in tutto il territorio comunale. Ovvero che tutto il suolo ad oggi permeabile venga mantenuto tale, sia privato che pubblico;

  2. che si adotti un PGT nel quale il consumo di suolo, riferito al suolo attualmente permeabile, indipendentemente da qualsiasi sia la destinazione formale prevista e le eventuali convenzioni e piani urbanistici attivi, venga completamente ed irrevocabilmente azzerato, senza la possibilità di deroga di alcun tipo e per qualsivoglia motivazione, anche nell’ipotesi di parcheggi sotterranei ricoperti di verde, impegnandosi dunque a non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti, se non attraverso il recupero di volumetrie già esistenti.

  3. che venga utilizzata l’acquisizione da parte del Comune di aree attualmente già impermeabilizzate / costruite, da utilizzare in permuta di aree permeabili oggetto di previsioni edificatorie / convenzioni attive, come compensazione di eventuali “diritti acquisiti” su tali aree.

  4. che non si dia seguito ai piani attuativi previsti sulle aree di San Francesco e del Pratone. Su quest’ultima, in particolare, si chiede che non venga portato a compimento il consumo di suolo previsto sull’area comunale pubblica attraverso la realizzazione del centro civico e delle zone che l’amministrazione comunale prevede di permeabilizzare.

  5. che venga stralciata la previsione di realizzazione della nuova bretella di collegamento tra la strada provinciale Paullese e la Via per Monticello. Questa nuova infrastruttura viaria andrebbe ad intaccare l’area boscata di pertinenza dell’ambito fluviale del Lambro Settentrionale, di recente riqualificata con un progetto di Contratto di Fiume, entrando nel territorio del Parco Sud Milano e stravolgendo un prezioso comparto agricolo.

  6. che la cascina Ronco, già in parte sotto vincolo della Soprintendenza, venga mantenuta con la struttura attuale in quanto esempio ancora ben conservato di cascina lombarda, con mulino ad acqua ancora in buono stato e stalle, grande aia ed edifici rurali unici.