Home » Blog » Occuparsi della città è un dovere e gli strumenti di controllo ci sono

Occuparsi della città è un dovere e gli strumenti di controllo ci sono

Occuparsi della Città è un dovere, e gli strumenti di controllo ci sono.

Si è svolto giovedì 3 marzo il secondo incontro promosso dall'Associazione Culturale Stoà, in vista delle prossime elezioni amministrative. L'Associazione culturale senza scopo di lucro, fondata nel 2010, ha infatti nel proprio statuto anche la promozione di attività culturali, politici e sociali, tendenti a favorire il confronto su detti temi, organizzando incontri convegni e dibattiti, favorendo il pluralismo delle voci partecipanti. Questi incontri , sono stati pensati per stimolare la partecipazione degli abitanti alla vita della città, magari impegnandosi attivamente per la buona gestione. In particolare in questa serata una chiacchierata per cercare di comprendere la funzione degli organi istituzionali locali e per capire cosa succede quando i diversi ruoli non vengono rispettati. Ambra Cantoni, avvocato, membro dei soci fondatori, ha illustrato giuridicamente qual'è il ruolo del Consiglio Comunale, organismo principale in una amministrazione con i poteri conferiti ai membri (consiglieri) che lo compongono e che rappresentano la sovranità dei cittadini che li hanno eletti. Inoltre ha spiegato il ruolo degli altri organi , e degli enti locali, così come riportato dal TUEL (Testo Unico Enti Locali) e dalla Costituzione. A seguire, Piera Putzulu (anch'essa socia fondatrice), ha affrontato il tema dei servizi sociali in crisi, alla luce delle leggi in materia di welfare, a dell'attuale stato dei servizi assistenziali a San Giuliano… "non per farlo ricadere unicamente su questa amministrazione, perchè è un processo degenerativo iniziato in tempi precedenti. Ma la situazione non è migliorata, anzi…Siamo in una situazione che mi ricorda tanto i tempi passati, quando era il comune che forniva i pacchi viveri ai disagiati economicamente. Oggi i poveri sono in aumento, ma sono le Associazioni di volontariato o le parrocchie a doversene occupare, come d'altronde in tanti campi c'è stata l'esternealizzazione dei servizi, che sono principalmente affidati a cooperative. Sarebbe auspicabile un ritorno in capo al comune di questi servizi, in modo che possano essere ben individuati dai cittadini quali servizi comunali".
Massimo Fontana, primo tra i fondatori dell'Associazione, ritornando ai compiti del Consiglio Comunale, ha trattato due temi dove vi hanno trovato delle anomalie sull'operato di questo organo di controllo preposto: il tema del piano anticorruzione, " le quali delibere dovrebbero passare essere discusse dai consigli comunali, mentre si è scoperto che in tutta Italia, San Giuliano compresa, è stata la Giunta a deliberare.."
Il secondo tema trattato è stato l'attuale stato "dell' affaire Viboldone". <Sono decenni che si tenta il recupero del Borgo (Abbazia esclusa in quanto autosufficiente). Ora c'è in corso la richiesta di un finanziamento europeo per il recupero della Corte Grande, la quale proprietà è interamente privata, che se ne disinteressa e sta lasciando che tutto cada in rovina. Richiesta né passata né discussa in consiglio Comunale, ma come confermato dal consigliere Marchini presente in sala, è passata dalla commissione preposta successivamente alla partecipazione al bando. E se questo finanziamento fosse concesso, il beneficio sarà solo del proprietario del bene, mentre i fondi concessi sarebbero pubblici.>
Tutti argomenti atti a una accesa discussione sull'attuale situazione politica /amministrativa sia a livello nazionale che nel comune di San Giuliano. E tanti sono stati gli interventi. Con convinzione finale che i cittadini hanno il grande compito diritto/dovere di eleggere consiglieri consci della propria responsabilità e competenza e al corrente del proprio ruolo giuridico.

Redazione RecSando – Angela Vitanza
Fotografia – Luigi Sarzi Amadè

 25 Visite totali,  2 visite odierne