Nel 70% dei casi, il medico interrompe il racconto del paziente sui sintomi e malattia dopo soli 18 secondi

“MEDICINA NARRATIVA” PER PRENDERSI CURA DEL PAZIENTE E NON SOLTANTO DELLA MALATTIA

Parlare di più con il medico aiuta la diagnosi e la terapia
Nel 70% dei casi, il medico interrompe il racconto del paziente sui sintomi e malattia dopo soli 18 secondi e non stupisce
che molte delle diagnosi errate sono proprio dovute al non corretto ascolto del paziente.

Certo non è un caso che oggi sia sempre più sentita l’esigenza di questa forma di comunicazione a fronte dei tempi così contingentati che gli specialisti sono tenuti a rispettare per la visita del paziente. La medicina narrativa è uno strumento che rende possibile il passaggio dal curare al prendersi cura e aiuta il medico a focalizzarsi sulle informazioni utili per una corretta diagnosi. “Per questo-spiega Vincenzo Toscano, presidente AME – Associazione Medici Endocrinologi – ,per questo abbiamo dedicato l’apertura del nostro congresso nazionale alla medicina narrativa, grazie ad un contributo incondizionato di IBSA Farmaceuti”. Ecco alcuni passaggi che ci fanno capire l’importanza della comunicazione fra medico e paziente.
“La figura del medico ha subito alla fine del secolo scorso un profondo cambiamento – continua Marco Attard, Unità Operativa di Endocrinologia Ospedale Cervello, Palermo-; tecnica e tecnicismi esasperati hanno modificato l’anima della nostra professione. Le attenzioni sono state sempre più indirizzate agli esami di laboratorio e a quelli strumentali; l’obiettivo dichiarato era quello dell’efficienza e della produttività. L’opera del medico è stata quindi rivolta alla malattia e non alla persona. Alla fine degli anni ’90, da un’analisi critica del fenomeno è scaturito il ripensamento della figura del medico e la nascita della Narrative Based Medicine (NBM). La medicina narrativa rimette il paziente al centro dell’operato del medico; è una nuova opportunità: il medico è il primo farmaco per il paziente”.
“Il rapporto medico-paziente, soprattutto nelle malattie croniche, è molto importante, introduce Cristina Cenci, antropologa del Center for Digital Health Humanities, per garantire un processo decisionale condiviso tra il medico e il paziente che abbia come obiettivo la cura della persona a 360°. La medicina narrativa integra la medicina basata sulle prove di efficacia (EBM) con le esperienze, il vissuto e le aspettative del paziente per favorire un percorso di cura personalizzato e condiviso a partire da tutte le opzioni terapeutiche disponibili. L’approccio narrativo è fondamentale per favorire l’aderenza terapeutica”.
 Un ampliamento della medicina narrativa è la medicina espressiva, commenta Simonetta Marucci, endocrinologa, Servizio per i Disturbi del Comportamento alimentare, USL Umbria 1, Todi, nella quale la narrazione del paziente arriva a essere arte, attraverso pittura, musica, fotografia, poesia, nel tentativo di conoscere al meglio il paziente e aiutarlo a ricostruire la sua personalità. “Da anni, – racconta l’endocrinologa – nel centro dei disturbi del comportamento alimentare dove lavoro, gestisco un laboratorio di poesia Haiku, poesia breve (17 sillabe in tre versi) di origine giapponese che, attraverso una metafora con la natura, aiuta le pazienti a uscire dalla solitudine, facilitando l’espressione dei sentimenti e la condivisione del proprio vissuto. Da questa esperienza è stato tratto il libro “Haiku nei disturbi del comportamento alimentare”, Ed. Sì, il cui ricavato aiuta le associazioni dei pazienti Mi fido di te e Girasole”.
“Comunicare con i pazienti nel modo più convincente e al tempo stesso ripararsi dal burnout è molto importante- spiega Renato Giordano, medico e regista-. Già Carlo Goldoni, che prima di dedicarsi al teatro praticava la professione medica, affermava “I due libri su cui ho più meditato per imparar di medicina sono stati IL TEATRO ed il MONDO”, mentre il regista francese Jean Luis Barrault diceva “Il TEATRO è la prima medicina che l’uomo ha inventato per proteggersi dalla malattia”.
“La medicina narrativa, conclude Alessandro Cecchi Paone, a cui era affidata la conduzione della sessione, , costituisce una parte non secondaria della storia della letteratura di tutti i tempi. Il punto di vista e il vissuto di chi chiede assistenza e cura sono essenziali per garantire meglio l'alleanza fra medico e malato, e rendere più efficace l'adesione al percorso terapeutico.

Edoardo Stucchi