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La befana porta la metropolitana. La saggia scelta sostenibile

Riportiamo questo interessante articolo apparso su Gazzettino.it
Noi siamo i responsabili di questo inquinamento che danneggia non solo il nostro territorio, ma sconfina nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, perchè l’aria non ha confini.

Ecco cosa dice l’articolo: (la fonte)
È come una trappola, ma invisibile. Una cupola trasparente che imprigiona e avvelena un territorio a forma di conca. Dentro, bombardati da microparticelle, ci sono città e paesi. Pordenone, Sacile, la zona del mobile tra Prata, Pasiano e Brugnera, il Sanvitese e il confine con il Veneto orientale. Sono i confini della “bolla” di inquinamento più tossica di tutta la regione. E neanche domeniche a piedi e piani contro le auto ad alte emissioni possono diradare il “fumo” invisibile, perché le ragioni (come le particelle) arrivano da lontano.  
L’Arpa del Fvg, nel suo resoconto di fine 2019, ha posto l’accento sul miglioramento dei dati riferiti all’intera regione, ma ha dedicato un paragrafo all’emergenza in atto nella porzione della provincia di Pordenone appoggiata su quelle di Venezia e Treviso. Sotto la “cupola”, i numeri non migliorano affatto. E le cause non si possono sconfiggere con un piano locale. Lo spiega, citando la stessa Arpa, l’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro: «La colpa degli alti livelli di inquinamento non è di Pordenone o dei pordenonesi. Paghiamo, in quell’area, la vicinanza della Pianura Padana». Un fattore confermato dai tecnici dell’Arpa in più incontri che si sono tenuti con sindaci e cittadini. Le particelle liberate in sospensione gassosa nel catino più inquinato d’Europa arrivano in Friuli portate dal vento e si fermano nella conca pordenonese. «Qui mancano le correnti d’aria in grado di spazzarle via», spiega ancora l’assessore pordenonese Stefania Boltin. Il mix è fatale: la vicinanza alla Pianura Padana propriamente detta porta le particelle (Pm10, nitrato d’ammonio, solfati) in provincia, e l’aria stagnante permette a queste ultime di colpire un territorio senza migrare, almeno sino alla prima pioggia che le porta a terra, dissolvendole. 
I NUMERI
L’Arpa ha sei postazioni in provincia. Quelle che nel 2019 hanno fornito dati preoccupanti si trovano a Pordenone (due), San Vito, Brugnera e Sacile. Nel capoluogo il pm10 (le cosiddette polveri sottili) ha superato i valori consentiti di 50 microgrammi per metro cubo per 24 giorni. È andata molto peggio a Brugnera, con 46 giorni oltre il limite. Male anche Sacile, con 39 superamenti della soglia, dato che combacia con quello del Sanvitese. Negli stessi giorni in cui è salito il pm10, è cresciuta anche la curva dell’ozono, sforando i limiti. E la maglia nera che indossa suo malgrado il territorio di Brugnera, conferma la teoria dell’Arpa e della Regione: è la cintura adiacente al confine veneto quella più colpita dall’inquinamento. E di conseguenza quella in cui i residenti rischiano di mettere a repentaglio la propria salute. 
L’inizio del 2020 non promette miglioramenti significativi. A Brugnera, ad esempio, i livelli di guardia del pm10 sono stati superati tutti i giorni da quando si è entrati nel nuovo anno. A Porcia si è andati oltre per le prime 48 ore del 2020 e per un giorno lo stesso è accaduto nel Sanvitese. E anche quando i valori sono rimasti al di sotto della soglia, ciò è accaduto a sfioro, quindi con livelli comunque elevati. 
I TIMORI
L’inquinamento “a base” di pm10 è causato sia dalle auto ad alte emissioni (quelle più vecchie che vengono fermate quando scatta il piano di emergenza nei comuni che ne sono dotati) che dalle caldaie domestiche. Ma tra stasera e domani ci sarà un altro fattore in grado di peggiorare delle tabelle già critiche: circa cento falò epifanici saranno accesi in tutta la provincia. Il fumo potrà far schizzare la colonnina delle polveri. E la pioggia non è prevista almeno per un’altra settimana

Ma cosa dicono i Sindaci di San Donato Milanese e di Paullo ?
Dal cittadino del 31 Diembre 2019 il nostro Sindaco Andrea Checchi dice: Cosa resta come obiettivo strategico della città ?
Credo che resti la sfida epocale della sostenibilità ambientale:  anche San Donato come tanti Comuni d’ Italia e del mondo, vuole puntare a una qualità della vita più attenta all’ambiente. più vicina agli standard di sostenibilità mondiale in cui l’inquinamento delle AUTO e delle CALDAIE si riduca sempre più a favore di una mobilità più sostenibile, di un efficentamento energetico degli edifici pubblici e privati più avanzato, di un impiego delle energie rinnovaboili sempre più spinto e al passo con i tempi moderni. Tutto questi diventa il mio augurio a tutti i cittadini sandonatesi, alle donne e agli uomini che ogni giorno si i pegano a rendere la nostra città sempre più bella e accogliente.

E allora dove sta la contraddizione ?
Come si può sostenere nello stesso articolo che possono esserci altre soluzioni che devastano il suolo, che raddoppiano la paullese con strade asfaltate, batterie inquinanti, polveri sottili e “tifare”, velatamente, perchè non sia ha il coraggio di dirlo apertamente che il loro solo disegno è il BRT

E l’assessore Ginelli e il Sindaco Lorenzini che asseriscono  che il prolungamento della metropolitana non è il solo possibile ?

Già, se fosse stato il solo possibile, diciammo noi, avremo speso sicuramente meno soldi per lo studio di fattibiliità ( … solo solo DETTAGLI)

Prolunghiamolagialla Il Comitato #C6fin dalla sua nascita si è contraddistinto per sensibilizzare i cittadini del Sud Est Milano sui problemi legati al traffico, al conseguente inquinamento, ritenendo che l’unica soluzione sostenibile sia quella di prolungare la linea gialla della metropolitana dal confine di Milano fino a Paullo, con due nuove fermate nel territorio di San Donato Milanese, e proseguire con le fermate di Peschiera Borromeo, Pantigliate, Caleppio di Settala, Paullo. Con questo intento abbiamo da sempre coinvolto indistintamente i partiti politici, i movimenti, le associazioni, i cittadini ritenendo che tutti indistintamente, indipendentemente dalle loro idee, dalla loro razza,dalla loro religione abbiamo lo stesso ed uguale diritto di muoversi e di spostarsi nel territorio, al pari delle altre zone dell’hinterland Milanese, già servite dalla metropolitana. Dal 9 Novembre 2019 è iniziata una raccolta di firme attraverso l’evento che abbiamo voluto chiamare #ProlunghimolagiallaDAY, perché ogni giorno è buono per essere parte attiva del cambiamento, in un modo pacifico e senza alcun impegno. Quello che chiediamo è di firmare per richiedere la metropolitana gialla fino a Paullo, puoi farlo anche autonomamente, scaricando ilmoduloin pdfdalle nostre pagine e far firmare i tuoi colleghi, i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi clienti. Una firma non costa nulla, ma ci porta in un futuro attento al consumo di suolo. Dopo che sono stati effettuati gliscavi, gli alberi possono essere ripiantati e dare ossigeno al territorio, questo non è possibile quando vengono costruite strade preferenziali per farci passare dei bus, costosi e inquinanti. Chiediamo il tuo aiuto, ora. #NonAbbiamopiùtempo

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