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Inganni, Don Raffaele ! Non è una fermata della “rossa”

INGANNI,  DON RAFFAELE! NON  UNA FERMATA DELLA “ROSSA”

 

Anzi…soprattutto a San Giuliano, dove abbiamo una via dedicata a questo (finora) sconosciuto personaggio, dobbiamo  ricordarlo e ringraziarlo. (Mentre la via Inganni con fermata Metro a Milano è dedicata allo zio Angelo, pittore)
A lui  dobbiamo la scoperta dei luoghi storici del nostro territorio. Non sapessimo cosa successe nel corso degli anni, dove ora viviamo, non avremmo nulla da raccontare. E i luoghi storici sono laddove 500 anni fa si svolse una sanguinosa battaglia, detta “Dei Giganti”, combattuta nei dintorni di Zivido. Battaglia dove per conquistare le fertili terre della pianura Padana e le meraviglie architettoniche che già c’erano, due eserciti, quello Svizzero e quello Francese, si affrontarono. Vinsero i Francesi di Francesco 1°, e successivamente alla sconfitta, la Svizzera divenne Stato neutrale, promettendosi di non intervenire mai più in una Guerra.
Tutto qui? No.

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Venerdì 19 Settembre, nella sala riunioni della Parrocchia di Zivido, oltre un centinaio di persone, hanno ascoltato “la voce” di Don Raffaele Inganni (prestata da Stefano Maffei)  raccontare del suo arrivo come cappellano a Zivido a fine 800.  Ma a presentare don Raffaele, c’è Don Emanuele Kubler Bisterzo, Vicario della Parrocchia di Zivido, appassionato di Storia, che si è lasciato coinvolgere in questa avventura della celebrazione del 500° Anniversario della Battaglia, dal Comitato di Cultura Locale.
Dunque don Emanuele, sollecitato da Valeria Dainese nelle vesti di interlocutrice e complice del pubblico, racconta che Don Raffaele è nato a Milano nel 1841 in una famiglia di pittori,  intraprese la vita ecclesiastica, diventando prete nel 1865. 10 anni dopo era a Melegnano e nel 1879 a Zivido, presso la Cappella della Natività di Maria Santissima. I proprietari dei terreni ove essa era ubicata erano  i Brivio –Sforza, (probabilmente già dal 1251 dicono alcuni documenti). E il Marchese Giacomo Stefano Brivio lo  autorizzò a consultare gli archivi di Famiglia, dopo che Don Raffaele  aveva ricevuto l’ordine di celebrare due messe  ogni anno alla metà di  settembre (il 13 e il 14) di ogni anno. L’unico riferimento datogli, era che le messe erano in suffragio di tanti soldati caduti in battaglia secoli addietro su quei terreni. Da qui iniziò la sua curiosità e le sue ricerche. La scoperta di un documento notarile datato 1518, con la fondazione della Cappella Espiatoria con annesso Convento.  (Fatta costruire da Francesco 1° dopo la Vittoria a memoria dei nobili caduti in Battaglia). E cercando –  cercando, il ritrovamento di teschi e ossa, sepolti nel terreno intorno alla Chiesa.
Ci voleva proprio Bach ad alleggerire la “Suspense” del racconto. Grazie a Benedetta Mori che ce lo propone al violoncello.
E poi giù nella Cripta della Cappella… altri scheletri, altri teschi altre ossa. Le messe erano per le loro anime, e probabilmente là ce li avevano portati i monaci del Monastero.
Il Monastero, (circa 70 x 80mt come da piantina che don Raffaele disegnò) verrà poi abbandonato dai monaci. Nel 1578 San Carlo Borromeo lo usò come Lazzaretto per i contagiati dalla peste di Milano. Ma poi basta, cadde in definitivo disuso e fu abbattuto. Ciò che rimane sono i due pilastri d’ingresso che ora si vedono bene sulla via Emilia, ben ripulite questa estate dai componenti del Comitato Cultura Locale: oltre Don Emanuele, ne fanno parte Cristiana Amoruso, Manuela Baldi, Valeria Dainese, Maria Cristina Tosi, Pierino Esposti. Che ci danno appuntamento al 10 Ottobre prossimo, sempre alla Parrocchia di Zivido, per la presentazione del libro di Pierino Esposti “L’Invasione dei Giganti”.
(noi di RecSando abbiamo potuto averlo in anteprima. Vedi https://www.recsando.it/rassegna-stampa/rassegna-stampa-home/18-san-giuliano-milanese/1048-l-invasione-dei-giganti-pierino-esposti
(Don Raffaele Inganni visse a San Giuliano per 16 anni, tanto bastò per portare alla luce “I Giganti” del passato. Morì il 16 Settembre 1914, e martedì 16 scorso con la Messa in Suffragio, è iniziato il cammino del comitato che porterà al 2015, ovvero il 500mo anniversario della Battaglia.)
Redazione Recsando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè

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