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Il Caffè filosofico presenta “Il visitatore” di E. Schmitt

Il 12 gennaio 2018, al Liceo Primo Levi di San Donato Milanese, è stata rappresentata l’opera teatrale di E.Schmitt, “Il visitatore”, nell’ambito del progetto sulla Salute mentale sviluppato dalla prof.ssa Giovanna Floriddia insieme alla classe 5A classico.
Il lavoro, opportunamente rivisitato, è stato rappresentato nell’Auditoriium della scuola da una compagnia di ragazzi del liceo classico e scientifico, diretti dalla responsabile del progetto prof.ssa Giovanna Floriddia coadiuvata dalle prof.sse Santa Belardi e Laura Parentella.
Il testo tocca tematiche forti: il confine tra follia e normalità e il rapporto tra l’esistenza di Dio e quella del Male.
La seconda guerra mondiale è lo sfondo della storia che vede Il Dottor Freud alle prese con uno strano personaggio, il visitatore appunto.
All’inizio si pensa che sia uno psicopatico fuggito dal manicomio, ma, proseguendo con l’azione, si giunge alla conclusione che il visitatore altri non è che Dio.


Una visita alquanto singolare: Dio fa visita al padre della psicanalisi, un ateo convinto, durante uno dei periodi storici più brutali per l’umanità, quando, di fronte alla violenza perpetrata dal Potere sugli ebrei, per molti credenti fu difficile continuare a credere che esistesse un dio. Sigmund Freud non nasconde di certo il suo ateismo e, proseguendo con una logica spietata, sostiene che, se per assurdo dovesse esistere un dio, sarebbe un Dio crudele o “ l’inventore del Male tra gli uomini”.
La follia nazista non è stata colpa di Dio, ribatte il Visitatore, ma dell’Uomo che spesso nella Storia ha mostrato di seguire non la Ragione ma altri idoli come il Potere o il Denaro.
Dio ha reso l’Uomo libero perché possa essere padrone delle sue scelte, non servo di una volontà superiore.E il prezzo della libertà è la responsabilità delle proprie scelte.
Lo spettacolo ha catturato l’attenzione del pubblico durante tutta la rappresentazione. Gli attori si sono distinti per la sensibilità della recitazione e per la capacità di immedesimarsi nel loro ruolo.
Citiamo i nomi di questi giovani attori: Jacopo Militello (Freud),Sofia Laganà ( Anna), Mattia Cremonini (Il visitatore), Francesca Carpita (Il nazista), Agnese Rizzi (Ifigenia).
Tutto il lavoro è stato accompagnato dal commento musicale eseguito dal vivo dal pianista Riccardo Zangirolami.
La scenografia essenziale ma curata nei minimi particolari è stata opera dei professori Fiorenza Piva e Ettore Scorsetti.
FEDERICA PERDONCIN


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