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Giù le mani dal Pratone

#NONABBIAMOPIÙTEMPO #RIGENERAZIONEURBANA
Pratone
“Ecco: faccio appello agli amministratori e ai sindaci, soprattutto a coloro che mostrano sensibilità sui temi della lotta al cambiamento climatico e per questo devono dare il buon esempio.
 
 
Con queste parole del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, vogliamo ricordare come il comitato cittadino di salvaguardia del “Pratone”promuova proprio quello che viene proposto dalle massime istituzioni nazionali. E’con questo spirito che il comitato si sta muovendo, alla ricerca di un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale.
La salvaguardia del suolo sano rimasto nelle citta’, in particolare nelle aree altamente urbanizzate, deve diventare una priorita’.
Sappiamo bene che le leggi attuali non sono favorevoli a tale obiettivo, e hanno consentito di creare una serie di pregressi, con diritti acquisiti ed obblighi contrattuali, che rendono difficoltoso mettere in pratica la priorita’del suolo.
 
Le leggi spesso cambiano in conseguenza di cambi di paradigmi culturali. Sono oramai tanti i segnali che puntano verso la necessita’di cambiare il paradigma culturale sul suolo. Non piu’come merce di scambio o di speculazione, che vale per il suo controvalore economico, ma bene comune necessario per la vita e il benessere, limitato, non sostituibile e non rigenerabile.
Sono DECENNI che la scienza ci dice che dobbiamo avere un ambiente SANO per poter vivere bene.
La pandemia ce lo ha sbattuto in faccia dolorosamente e violentemente in pochi mesi. Il Papa ce lo ha chiaramente espresso con la “LAUDATO SÌ”: la casa comune sta bruciando, l’uomo ne è il custode, non il violento e distruttivo padrone.
Una volta recepito questo cambio di paradigma, è MPOSSIBILE non condividere la priorita’del suolo.
Le leggi cambieranno con i tempi che sono richiesti per farlo, che non sono sotto il nostro controllo.
Nel frattempo la responsabilita’della gestione del suolo superstite e’di noi cittadini, ed in particolare degli amministratori.
All’interno delle leggi, ripetiamo, non favorevoli, di oggi, e con gli strumenti disponibili oggi, dobbiamo agire dando al suolo la priorita’che ha.
Non farlo significa condannare la comunità, sopratutto le generazioni future, a sopportare i danni conseguenti.