Forza Venite Gente – Compagnia Teatrale ” Do di Petto”

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Forza Venite Gente – Lo spettacolo teatrale dei “Do di Petto”

La bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere [Cyprian Norwid]

Cenciosa: Ma se l’hanno fatto Santo e ora lo sai, non sei contento?
Pietro Bernardone: Non posso. Non posso. Perché io ragiono e lui canta! Canta!

Parte le musica e San Francesco canta: Laudato sii mi Signore, con tutte le sue creature.

Era il 15 febbraio 2020 e si concludeva “Forza Venite Gente”, lo spettacolo della Compagnia Teatrale Amatoriale “Do di Petto”, di cui faccio parte, che racconta la vita del Santo. Mai avremmo immaginato che sarebbe stata l’ultima nostra messa in scena. Mai avremmo immaginato che le nostre vite sarebbero state segnate da questa pandemia. Mai avremmo immaginato la penalizzazione che avrebbe subito l’arte in generale, il teatro, il cinema, la musica dal vivo.

In questo possono essere di sostegno le parole di Papa Francesco che nell’incontrare i membri del Movimento “Diaconia della Bellezza” il 24 febbraio 2018 disse:

I doni che avete ricevuto sono per ognuno di voi una responsabilità e una missione” e ancora “Voi siete chiamati, mediante i vostri talenti … a servire la creazione e la tutela di “oasi di bellezza” nelle nostre città troppo spesso cementificate e senz’anima. Voi siete chiamati a far conoscere la gratuità della bellezza.”.

Nel salire sul palco, noi artisti, anche se in questo caso amatoriali, certamente affermiamo il nostro protagonismo, la nostra creatività ma anche permettiamo al pubblico di avere queste oasi di bellezza nel quale possa ritrovare un attimo di svago per vivere le emozioni di un sorriso o di un pianto e per arricchire la propria mente. Per quanto riguarda poi la mia Compagnia c’è anche la prerogativa del fare del bene visto che ogni nostro spettacolo è stato abbinato a una Associazione a cui dare il netto degli incassi. Queste oasi di bellezza continuano a mancare sia agli artisti sia agli spettatori sia a tutte le maestranze che lavorano alla loro realizzazione.

Noi, per quanto possibile, non ci siamo arresi nel corso di quest’anno ma abbiamo fatto in modo di mantenere le relazioni, di provare quando potevamo e di continuare a dare spazio alla creatività secondo la preghiera di Papa Francesco del 27 aprile 2020:

Preghiamo oggi per gli artisti, che hanno questa capacità di creatività molto grande e per mezzo della strada della bellezza ci indicano la strada da seguire. Che il Signore dia a tutti noi la grazia della creatività in questo momento.”.

Nei momenti forti come la Santa Pasqua e il Santo Natale abbiamo realizzato due video che poi abbiamo diffuso sui social. In quello pasquale abbiamo puntato sulla speranza:

Voglio, avrò —
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.
[Fernando Pessoa]

e in quello natalizio sull’importanza dell’essere bambini, i più penalizzati, insieme ai nostri ragazzi, da questa pandemia:

Caro Natale,
Fai che le mani dei bambini
Ricevano dal mondo
Amore e pace,
Fai che le mani dei bambini
Possano fermare
Quelle lacrime di dolore
Che cadono dal cielo,
Fai, caro Natale,
Che siano le mani dei bambini
A portarci nel futuro
Di una stella luminosa
Chiamata Terra. [Ruggero Pianigiani]

Per concludere sempre Papa Francesco ci ricorda che: Gli artisti ci fanno capire cosa è la bellezza. E senza il bello il Vangelo non si può capire.”.

Il mondo, soprattutto ora, ha bisogno di bellezza e aggiungo di freschezza per liberarci da una sorta di egoismo che sembra essersi radicato dentro noi.
In fondo a questo tunnel buio c’è in modo inequivocabile la luce. È proprio il Vangelo che lo dice in modo esplicito essendo la Buona Novella e ce lo dice anche questo tempo liturgico della Quaresima, di digiuno, di elemosina, di preghiera, di 40 giorni di passaggio, che si conclude con la Risurrezione ovvero la luce dell’eternità.
Quindi personalmente non demordo e non demorderemo come Compagnia. Avevamo iniziato le prove di un nuovo spettacolo ma ne abbiamo ipotizzato un altro per partire in modo leggero, che segni la gioia dello stare insieme, spensierato ma non superficiale perché la bellezza deve avere sostanza altrimenti è solo apparenza che può sparire in ogni momento.

Chi avverte in sé questa sorta di scintilla divina che è la vocazione artistica – di poeta, di scrittore, di pittore, di scultore, di architetto, di musicista, di attore… – avverte al tempo stesso l’obbligo di non sprecare questo talento, ma di svilupparlo, per metterlo a servizio del prossimo e di tutta l’umanità.
Lettera agli artisti – Giovanni Paolo II – 1999]

Gianni Boglioli

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