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FIERA DEL PERDONO: sacro e profano

Chi abita nei dintorni, ma soprattutto chi ogni mattina si sveglia a Melegnano lo sa: il giovedì che precede la Pasqua (altrimenti detto giovedì santo) può significare solo una cosa, Festa del Perdono.
La tanto attesa ricorrenza ha il raro pregio di legare il sacro al profano, il lato commerciale a quello festaiolo.

COS’E’ IL PERDONO?
Il perdono è sicuramente una fiera di paese, nel senso positivo del termine. E’ probabilmente la festa di paese dell’unica vera comunità cittadina del sud Milano.

Il primo volto è quello tradizionale, tranquillo, istituzionale: bancarelle e benemerenze civiche. Il Perdono è sicuramente questo, ma non solo.
Basta superare il fossato del Castello e arrivare nel parco per scoprire il lato goliardico del Perdono, dove la maggior parte dei ragazzi, sordi a ogni perbenismo, per una volta l’anno non hanno timore di esprimere la propria voglia di evasione.
Il punto non è se gli strumenti usati siano corretti, o siano sbagliati: il punto è che anche questo è il Perdono.

Ma quali sono le origini di questa tradizione giunta ormai alla sua 451esima edizione?

LA BOLLA PAPALE della BASILICA DI SAN GIOVANNI
Innanzitutto la parola Perdono è legata alla bolla papale contenuta all’interno della Basilica di San Giovanni e datata 20 gennaio 1563: tramite il documento infatti il Papa Pio IV conferiva alla cittadina di Melegnano (allora chiamata Marignano) l’indulgenza del Perdono. Detto in altre parole, secondo quanto riportato nella bolla, coloro che si fossero recati presso la chiesa di San Giovanni dal pomeriggio del giovedì santo fino alla sera del venerdì, avrebbero ottenuto la remissione dei peccati. Cosa ha fatto la cittadina per meritarsi questo privilegio? Come ogni tradizione che si rispetti la realtà si mischia alla leggenda.

LA LEGGENDA: GIOVANNI ANGELO MEDICI E L’OSPITALITA’ DEI MELEGNANESI
Come detto sopra la bolla papale fu concessa da Pio IV, cioè  Giovanni Angelo Medici, fratello di Gian Giacomo Medici primo marchese di Melegnano. La leggenda narra che prima di diventare papa, il cardinale Giovanni Angelo Medici, dovendo andare a Bologna decise di fare tappa durante il viaggio proprio a Melegnano. Il futuro papa infatti era divenuto feudatario della cittadina dopo la morte del fratello Gian Giacomo, ma la cognata Marzia Orsini rimasta vedova non aveva accettato di buon grado la cosa, e il cardinale giunto a Melegnano si vide le porte del Castello mediceo sbarrate. Per sua fortuna non gli fu riservato lo stesso trattamento dagli abitanti della cittadina che insieme al parroco di San Giovanni lo accolsero con generosità ospitandolo durante il suo soggiorno.
Una volta divenuto papa, Giovanni Angelo concesse l’indulgenza alla cittadina come segno di riconoscenza per l’ospitalità dimostratagli.

LA REALTA’: DIFFUSIONE DELLE INDULGENZE
Gli storici hanno respinto la versione dei fatti sopra esposta spogliando di fatto la leggenda: semplicemente in quel tempo, dopo la scissione e la creazione della Chiesa Protestante, la concessione delle indulgenze era divenuta “abitudine” per tentare di ricucire gli strappi all’interno della comunità cristiana. La bolla di Pio IV infatti nulla dice in merito alla generosità dei cittadini di Melegnano, riportando invece un testo uguale a tutte le altre bolle contenti l’indulgenza.
Realtà o leggenda, sacro o profano, poco importano quando cala la sera sulla festa: la maggior parte di coloro che hanno preso parte alla festa dirà che anche per quest’anno è stata perdonata.

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