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DIS-INFORMAZIONE ? No, sensibilizzazione verso il NON CONSUMO DI SUOLO

Il Comitato “Salviamo il Pratone”nasce il 24 Agosto 2020 fondato dalle Associazioni N>O>I e GreenSando con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, associazioni, aziende, forze politiche e amministrazioni locali su un tema molto importante per il pianeta: il non consumo di suolo, una strada da intraprendere con fermezza.
Un approccio, quello del Comitato, inclusivo, aperto al dialogo che riscontra da subito il consenso di altre associazioni presenti nel territorio del Sud Est Milano (WWF Sud Milano, Legambiente Arcobaleno, Italia Nostra Milano Sud Est, Osservatorio Permanente Contro il Consumo di Suolo nel Sud Est Milano, RecSando, Bicipolitana Network, Vivai ProNatura, Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili ed il movimento Fridays For Future)

Molti cittadini si sono uniti in questi mesi a questa battaglia ed il giorno 8 dicembre 2020 è stata aperta una raccolta di firme che, in poco piùdi trenta giorni, è giàs tata sottoscritta da quasi 2.500 cittadini.

Alcuni giorni fa è apparso sulla pagina Facebook del PD locale un comunicato stampa, che a nostro avviso fa riferimento all’attività svolta finora dal Comitato Salviamo il Pratone, anche se il nome del Comitato non viene mai menzionato.

 
Desideriamo precisare per correttezza di informazione che le comunicazioni ufficiali del Comitato avvengono tramite la pagina Facebook “Salviamo il Pratone”e i documenti ufficiali a firma del comitato.
Ad oggi sono due i documenti prodotti: la petizione online su change.org, per la quale si raccolgono firme, e un volantino distribuito in San Donato Milanese.
Riportiamo qui per completezza i testi della petizione e del volantino.
 
TESTO DELLA PETIZIONE
(invitiamo tutti a firmarla su https://www.change.org/SALVIAMOILPRATONE)

A San Donato Milanese è prevista la costruzione di ben 800 unità abitative tra il Pratone (polmone verde della città) e comparto De Gasperi Ovest, il Comune ha preso inoltre  la decisione di consumare altro terreno vergine per costruire sempre sul pratone la nuova biblioteca con annessi spazi civici.

Chiediamo a gran voce di invertire la rotta e di non consumare gli ultimi fazzoletti di terreno non edificato a San Donato, per opere sia pubbliche che private, in un territorio che  negli ultimi 30 anni ha impermeabilizzato quasi 8 volte la quantità di suolo che aveva consumato nei secoli precedenti.

Le nuove case sostituiranno il verde esistente con il cemento e invaderanno il territorio di nuove auto andando ad aumentare l’inquinamento in un territorio che già sta soffocando nel traffico e nello smog. Il Comune ha fatto una scelta in questa direzione quando, la Commissione Europea ha dettato Le linee guida sulle migliori pratiche per raggiungere l’obiettivo “consumo suolo 0 entro il 2050”,  c’è  in discussione al Senato il Disegno di Legge  per fermare il consumo di suolo e la legge regionale n. 31 del 28 novembre 2014  introduce nel governo del territorio nuove disposizioni mirate a limitare il consumo di suolo.     

  •  del consumo di suolo promuovendo politiche di rigenerazione urbana, cioè riconversione di terreno già cementificato (cosa fattibile anche a San Donato).

Chiediamo ai cittadini di San Donato Milanese e del Sud Est Milano di unirsi alla nostra causa firmare CONTRO il consumo di suolo.

 Segnaliamo una petizione accolta dal Parlamento Europeo qualche mese fa, inviata da GreenSando, per la difesa del suolo dell’area omogenea del sud est Milano, che è sostenibile accedendo al sito delle commissioni del Parlamento Europeo (petizione 0148/2020, bisogna prima iscriversi al sito per poi accedere con la password ).

Volantino

Non troviamo in questi documenti e nelle nostre comunicazioni della pagina Facebook, informazioni che corrispondano al vero. Respingiamo pertanto la accusa di dis-informazione che abbiamo letto.
Noi abbiamo scritto, e ribadiamo sottolineandolo, che si progetta di cementificare parte del Pratone, ed è proprio questo che vorremmo valutare se sia possibile evitare. Troviamo in particolare inaccettabile che si distrugga del suolo sano in centro citta’ per la costruzione di edifici pubblici.
Prendiamo atto, con plauso per le amministrazioni che hanno contribuito a ciò, che parte del pratone sia oggi di proprieta’ pubblica.

Comprendiamo molto bene che l’impalcatura normativa rende le cose complesse e difficili. Tuttavia ci sembra di ricordare che proprio relativamente alla vicenda del Pratone, a fronte di una convenzione vigente, sottoscritta nel 2007, a scadenza naturale nel 2017, con relativi diritti acquisiti da parte dei proprietari, ci fu una rinegoziazione nel 2013, con pagamento di oneri e sostanziali modificazioni circa i volumi e la sede delle possibili future edificazioni. Tale evento dimostra come sia sempre e comunque possibile, anche a fronte di vigenti contratti sottoscritti, valutare la possibilita’ di rinegoziazione.

Aggiungiamo infine che il Pratone non va “restituito” alla città, perchè è già della città. È sempre stato, ed è ancora attualmente, fruibile da tutti, liberamente, e IN TUTTA LA SUA SUPERFICIE.
Potrebbe certamente essere valorizzato in molti modi, e reso fruibile e vivibile da tutti in modo più pratico. Siamo convinti che non serva colarci tonnellate di cemento per realizzare ciò, ed anzi farne ricoprire una parte sia una perdita per tutti.

Senza contare i problemi successivi, legati all’aumento della città nella sua totalità, con qualche migliaio di abitanti in piu’, e tutte le conseguenze che ne derivano, in una città che non ha bisogno di “aumentare”, ma di essere ottimizzata e valorizzata.
Relativamente alla centralizzazione dei servizi, ci troviamo anche qui perplessi. Questo anno di pandemia ci ha fatto capire come il futuro sarà probabilmente contraddistinto dalla necessità di delocalizzare servizi e spazi, non ultimi spazi di studio e telelavoro. Diversi spazi, magari più piccoli, dislocati nei diversi quartieri, con la regola dei 15 minuti a piedi, collegati da una robusta rete ciclppedonale nonche’ digitale.

Gli spazi centrali certamente hanno un proprio valore, ma vorremmo una riflessione più globale sul futuro della città, tenendo presente le dinamiche, anche e sopratutto relative agli edifici già presenti, che si svilupperanno nei prossimi anni.
Mantenendo come priorità non derogabile lo stop al consumo di suolo.
 
Comitato “Salviamo il Pratone”