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Comitato Salviamo il Pratone: Lettera aperta al Sindaco Andrea Checchi

Vogliamo informare tutti i cittadini del Sud Est Milano, che in data 25 Novembre 2020 il Comitato Salviamo il Pratone ha inoltrato con posta elettronica certificata una lettera aperta al Sindaco Andrea Checchi e per conoscenza agli Assessori Andrea Battocchio e Gianfranco Ginelli, sottoscritta da: Comitato Salviamo il Pratone, N>O>I Network Organizzazione Innovazione, GreenSando, WWF Sud Milano, Legambiente, Italia Nostra, Osservatorio Permanente Contro il Consumo di Suolo, RecSando, Bicipolitana Network, Vivai ProNatura, Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili.

Invitiamo tutti i cittadini del Sud Est Milano che  condividono la nostra lettera aperta di firmare la petizione disponibile sulla piattaforma changeorg a questo indirizzo: https://www.change.org/SALVIAMOILPRATONE

Riportiamo il contenuto della lettera inviata, che a oggi, purtroppo, non ha ancora avuto risposta.

Siamo comunque fiduciosi che ci sia volontà da parte dell’Amministrazione di fornire non solo alle associazioni che l’hanno sottoscritta, ma a tutti i cittadini, una risposta tempestiva.

Egregio Sindaco,
Le scriviamo per esprimere il nostro disappunto nell’apprendere dai quotidiani locali che la Sua Amministrazione sia favorevole al progetto che prevede di costruire la nuova biblioteca con annessi spazi civici sul Pratone e ben 800 unità abitative tra Pratone e comparto De Gasperi Ovest.

Ci sembra scellerato consumare gli ultimi fazzoletti di terreno non edificato a San Donato, per opere sia pubbliche che private.

Soprattutto considerando i danni che l’impermeabilizzazione del suolo provoca sia in termini di isole di calore che di deflusso delle acque. Il consumo di suolo attraverso la sua impermeabilizzazione comporta un irrimediabile aumento della temperatura, creando le ormai tristemente famose isole di calore urbane. Il fenomeno del surriscaldamento delle aree urbane rappresenta un problema sempre più rilevante in termini di qualità della vita nelle città e di salute pubblica. Le aree verdi, rispetto a quelle cementificate, hanno una temperatura di alcuni gradi centigradi inferiore e chi le ha le difende: la conservazione del territorio naturale da progressiva urbanizzazione è uno degli strumenti che alcune città europee ed italiane stanno utilizzando per combattere l’aumento della temperatura nelle città. La cementificazione è anche una barriera contro l’assorbimento delle acque che, con i cambiamenti climatici, sempre più prepotentemente e violentemente si abbattono come bombe sulle nostre città. I nuovi appartamenti porteranno, infine, nuove auto ed un maggior inquinamento in un territorio che già sta soffocando nel traffico e nello smog.

(il quotidiano Il Giorno in un suo articolo online del 16 novembre scorso riportava: Milano, 16 novembre 2020 – Rimane molto alta, nonostante il lockdown a livello regionale, la concentrazione di polveri sottili nelle provincie di Milano, Bergamo e Brescia : l’Indice di qualità dell’aria (Iqa) relativo a sabato scorso – 14 Novembre 2020 – si è infatti attestato saldamente all’ultimo dei cinque livelli previsti (“molto scarsa”), con una media giornaliera registrata a Milano di Pm10 e il Pm2.5 arrivata a ben 83 e 62 microgrammi per metro cubo d’aria contro le soglie fissate a 50 e 25 microgrammi)

Il verde urbano diffuso, le aree verdi a mitigazione delle isole di calore urbane e le superfici di ritenzione e raccolta delle acque piovane sono elementi che non solo contribuiscono a migliorare il micro-clima, ma assolvono a molteplici funzioni positive sotto il profilo ambientale, ecologico ma anche estetico, sociale e culturale.

Oltre ai diritti edificatori esistono il diritto alla salute dei cittadini e questo intere Comunità lo hanno imparato a proprie spese, soprattutto durante l’anno in corso.

Negli ultimi anni abbiamo inoltre assistito a numerose edificazioni nella nostra città. Ricordiamo, solo per citare gli ultimi casi, i mastodontici uffici in Piazza Supercortemaggiore (attualmente in costruzione) ed il comparto non ancora abitato dell’area di Monticello (ex cascina).

In un periodo pandemico dove le evidenze scientifiche hanno messo in correlazione un aumento significativo dei contagi e della loro gravità con le zone più inquinate, ampiamente antropizzate e densamente popolate, ci sembra un ulteriore controsenso, per il benessere e la salute pubblica, progettare ulteriore consumo di suolo da parte – ripetiamo –non solo dell’operatore privato ma anche del pubblico.
Oltretutto ci lascia estremamente perplessi una scelta in questa direzione, quando a livello politico nazionale ed europeo, si sta puntando verso una riduzione, fino ad azzeramento, del consumo di suolo, insieme a politiche di rigenerazione urbana.
Rigenerazione, ricordiamolo, significa il non consumo di ulteriore suolo, ma il riciclo di quello già consumato. Abbiamo una legge nazionale contro il consumo di suolo in attesa di discussione ed approvazione e linee guida comunitarie in tal senso con l’obiettivo di portare il consumo netto a zero entro il 2050.
Per i suddetti motivi noi del comitato “Salviamo il Pratone” ci stiamo attivando a tutti i livelli, non ultimo quello legale formale, al fine di trovare delle possibili soluzioni in merito.

A Lei come Sindaco, il nostro primo cittadino il cui compito è di fare il bene della città come “primus inter pares”, chiediamo di evitare questo scempio.
Siamo consapevoli delle difficoltà legali e burocratiche di una iniziativa simile, ma Le chiediamo ciò nonostante di fare marcia indietro, allearsi ai suoi cittadini ed insieme cercare soluzioni. Bisogna far presente al costruttore che il consumo di altro suolo va contro l’interesse della città e che la città stessa, con in testa l’amministrazione che Lei rappresenta, chiede un dietro front, disponibile a cercare soluzioni condivise, in modo da mitigare le perdite economiche e la rinuncia ai diritti acquisiti.
Siamo disponibili ad un confronto e diamo fin da ora il nostro incondizionato supporto a qualsiasi iniziativa che Lei e la sua amministrazione decidesse di intraprendere in tale direzione.
Ricordiamo di seguito alcuni documenti e situazioni che potrebbero rappresentare il punto di partenza per una iniziativa di “de cementificazione” della nostra città.

•    Le linee guida della Commissione Europea sulle migliori pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo [SWD (2012) 101]. Il documento si rivolge agli Stati membri, agli enti locali, agli operatori del settore e in generale ai cittadini e ha come fine quello di fornire informazioni sul livello di impermeabilizzazione del suolo nell’Unione Europea, sulle cause e gli impatti, nonché sugli esempi di buone pratiche per contrastarlo. Nella comunicazione della Commissione Europea “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” [COM(2011) 571] uno specifico capitolo viene dedicato a terra (Land) e suoli (Soils). Per queste risorse, considerate a un tempo strategiche e vitali, viene fissato un obiettivo molto ambizioso e insieme di vasta portata, per quanto comporta a livello urbanistico e territoriale: entro il 2020 le politiche comunitarie dovranno tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull’uso del territorio, a scala europea e globale, e il trend del consumo di suolo dovrà essere sulla strada per raggiungere l’obiettivo del consumo netto di suolo zero nel 2050.
•    il Disegno di Legge in discussione al Senato per fermare il consumo di suolo.
•    la legge regionale n. 31 del 28 novembre 2014 che introduce nel governo del territorio nuove disposizioni mirate a limitare il consumo di suolo e a favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate. Sul presupposto che il suolo è risorsa non rinnovabile.

Va da sé che conoscere l’Agenda 2030, scrivere articoli sul giornalino cittadino che si è a favore dell’economia sostenibile, partecipare alle manifestazioni organizzate dai giovani aderenti a “Fridays for future” sono tutti presupposti per essere un’ Amministrazione che vuole contribuire al cambio di rotta verso cui la nostra società sta andando da anni.

Documento sottoscritto da:
Comitato Salviamo il Pratone, N>O>I Network Organizzazione Innovazione, GreenSando, WWF Sud Milano, Legambiente, Italia Nostra, Osservatorio Permanente Contro il Consumo di Suolo, RecSando, Bicipolitana Network, Vivai ProNatura, Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili


 

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