Home»Blog»Peschiera Borromeo»Galleria Borromea accoglie la Generazione Z a braccia aperte
Galleria Borromea accoglie la Generazione Z a braccia aperte
Galleria Borromea di Peschiera Borromeo ha lanciato una nuova iniziativa rivolta ai giovani: “Causa Affetto” che darà ascolto alle loro voci.
I ragazzi potranno porre domande, raccontare le loro storie, toccare le tematiche più delicate come l’amore, la sessualità, le relazioni dando vita a un vodcaststrutturato in otto puntate e condotto da Giulia Boverio.
L’iniziativa, promossa daCushman & Wakefielde ideata daOrange Media Group, coinvolge in tutta Italia quindici centri commerciali.
I centri commerciali italiani non sono più soltanto luoghi di acquisto. Sono diventati piazze. E come tutte le piazze, ospitano incontri, amicizie, primi appuntamenti, litigi, riconciliazioni, addii. Soprattutto fra i più giovani: la Generazione Z li frequenta più volte al mese nel 58% dei casi, e per quasi un ragazzo su due la food court è una “destinazione in sé”, un punto di ritrovo prima ancora che un luogo di consumo (fonte: indagine BVA Doxa, 2023).
La Galleria Borromea di Peschiera Borromeo, nell’hinterland sud-est di Milano, è uno dei luoghi di riferimento per migliaia di famiglie e di giovani che lo attraversano ogni settimana.
“Causa Affetto” è un’iniziativa che porta nei mall un tema spesso confinato alle scuole, alle famiglie o ai social network: l’educazione sentimentale. La Galleria Borromea è fra i quindici centri italiani che hanno scelto di aderire.
Il nome del progetto è insieme un gioco linguistico e una tesi. Prendendo a prestito dalla logica il principio di causa-effetto, gli ideatori lo hanno trasformato in “causa-affetto”: se da ogni azione, anziché un effetto, scaturisse un atto d’affetto, l’educazione sentimentale non sarebbe forse più necessaria. È un’utopia consapevole, che però segna la rotta: indagare i tormenti relazionali della generazione più giovane per restituire risposte costruttive, senza paternalismi.
Ma come è strutturato “Causa Affetto”? L’iniziativa è divisa in due fasi.
Nella prima fase, in corso a maggio, la parola passa ai ragazzi. Una campagna di comunicazione affissa nelle gallerie della Galleria Borromea – declinata su locandine, totem digitali, tovagliette dei ristoranti, adesivi e flyer – invita il pubblico a lasciare le proprie domande, dubbi e riflessioni su amore, sessualità e relazioni. Lo si può fare attraverso un QR code che rimanda alla landing page causaaffetto.it, oppure compilando una cartolina presso i banchetti presidiati da hostess. La promessa è chiara: anonimato pieno e nessun filtro.
Nella seconda fase, prevista a partire dall’estate, le voci raccolte diventano materia prima per un vodcast in otto puntate (circa quaranta minuti l’una) che sarà pubblicato su Spotify e YouTube. Alla conduzione Giulia Boverio, attrice, conduttrice e autrice, già volto del programma La Mala educaXXXion, affiancata di volta in volta da ospiti diversi: psicologi, sessuologi, scrittori, attivisti, giornalisti, comici, sacerdoti, economisti, content creator. Una scelta plurale, pensata per esplorare l’amore da angolazioni differenti – giuridica, medica, religiosa, artistica, sociale – senza ridurlo a un tema da specialisti.
Gli otto temi
Le puntate affronteranno la prima volta, il consenso, il piacere e il rapporto con il proprio corpo, gli stereotipi di genere, la protezione (dalle malattie sessualmente trasmissibili al revenge porn, dal sexting al ghosting), il confine sottile fra amore e amicizia, la violenza di genere e, infine, le parole: quanto possono ferire, quanto possono guarire. Ogni episodio si chiude con uno spunto di riflessione lasciato dall’ospite – un libro, un film, un brano musicale.
Una conversazione che parte dal basso
Nelle dichiarazioni dei promotori una sottolineatura ricorre: “Causa Affetto” non vuole essere un’operazione calata dall’alto. La struttura del vodcast – che apre ogni puntata con un montaggio delle voci raccolte nei centri prima di passare al dialogo in studio – è pensata per ribaltare il rapporto fra adulti che parlano e giovani che ascoltano. Qui sono i giovani a porre le domande. Gli adulti, esperti compresi, si limitano a provare a rispondere.
In un’epoca in cui l’educazione sentimentale è spesso terreno di battaglie ideologiche, la scelta di portarla nei centri commerciali – luoghi neutri per definizione, frequentati indistintamente da chiunque – è già un messaggio. Forse il primo.
L’origine nel territorio
L’iniziativa ha respiro nazionale ma vocazione locale. Galleria Borromea personalizza i materiali con il proprio marchio, ospita le campagne di affissione. Le campagne digital su Meta, TikTok, Spotify e YouTube vengono geolocalizzate sul bacino di riferimento del centro, garantendo che la conversazione avviata in galleria prosegua online nel territorio milanese.
Oltre alla Galleria Borromea, “Causa Affetto” coinvolgerà altri quattordici centri commerciali in tutta Italia, distribuiti fra Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Campania e Sardegna.
Cosa sapere ancora ...

Gli articoli diRecSando /Bicipolitana Networksono in linea grazie alleConvenzionicon gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto#BikePoint La mappa interattiva dei #BikePoint presenti sul territorio, viene costantemente aggiornata [visita la#MapHub]Diventa #BikePoint,compila il modulo di adesione
SCONTI E VANTAGGI AI SOCI DI N>O>I / RECSANDO / BICIPOLITANA NETWORK–DIVENTA SOCIO



