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Addio a Barbara Ciotta, l’artista che dipingeva il viaggio dell’anima
Il mondo dell’arte, della scuola e quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla piangono la sua scomparsa. Se ne va una donna che aveva fatto della ricerca interiore il cuore della propria espressione artistica, trovando nella pittura un linguaggio autentico con cui raccontare emozioni, fragilità e rinascita.
«I miei quadri rappresentano un viaggio introspettivo nel mondo femminile, in generale, ma anche in me stessa».
Forse è questa frase, scritta da Barbara Ciotta nella sua biografia artistica, a raccontare meglio di ogni altra cosa il senso del suo percorso. La pittura per lei non era soltanto colore e forma, ma un modo per esplorare ciò che spesso rimane nascosto: emozioni, fragilità, ricordi, paure e quella parte più profonda dell’animo umano dove nasce la consapevolezza di sé.
Barbara Ciotta se ne è andata il 5 agosto 2026, lasciando un vuoto nel mondo della scuola, dell’arte e nelle persone che hanno condiviso con lei il suo cammino. Un cammino fatto di insegnamento, creatività e continua ricerca interiore.
Laureata in Scienze dell’Educazione, Barbara ha dedicato molti anni alla scuola primaria nella provincia di Milano, accompagnando generazioni di bambini nella loro crescita. Ma accanto alla professione di insegnante custodiva una grande passione: l’arte.
Una passione che nel tempo è diventata una scelta, un percorso personale iniziato con il desiderio di mettersi in gioco e cercare, attraverso la pittura, una nuova forma di espressione.
Il suo percorso artistico nasce alla scuola d’arte di Peschiera Borromeo, seguendo gli insegnamenti del maestro Fabio Cuman, artista poliedrico e creativo, e prosegue al GAFM di Milano con il maestro Enrico Giussani, figura che Barbara ricordava per la sua grande esperienza, sensibilità e capacità di comprendere gli allievi.
Le sue opere hanno sempre avuto una forte impronta personale. Al centro delle sue tele c’è spesso la figura femminile, non come semplice soggetto, ma come simbolo di un’indagine più profonda sull’identità, sulla memoria e sulle emozioni.
Il punto di partenza di questo viaggio è stato “Bosco Viola”, definito da Barbara stessa «l’Incipit, il viaggio».
Un bosco che non è soltanto un luogo fisico, ma uno spazio dell’anima. Un passaggio verso una dimensione interiore dove la luce nasce proprio dal confronto con le parti più difficili e nascoste di noi.
Molte delle sue tele hanno uno sfondo nero. Barbara spiegava così questa scelta: quel nero rappresentava la parte limbica, oscura e sofferta, ma anche accogliente e protettiva. Da quella profondità emergevano le sue donne, figure capaci di raccontare un mondo interiore fatto di domande, ricerca e trasformazione.
Era questa la forza della sua pittura: riuscire a dare forma a ciò che spesso non ha parole.
Barbara firmava le sue opere con un piccolo ma significativo segno distintivo: BaCio. Un acronimo che racchiudeva il suo nome, ma che sembrava anche contenere un gesto delicato, quasi un saluto lasciato a chi osservava le sue opere.
Oggi quelle tele rimangono come tracce del suo passaggio, finestre aperte sul suo universo creativo.
Il ricordo di Barbara Ciotta continuerà attraverso la sua arte, attraverso i suoi studenti, attraverso chi ha avuto modo di incontrarla e attraverso quelle figure femminili che ancora oggi emergono dal buio delle sue tele per cercare la luce.
Un viaggio che non si interrompe, perché le opere autentiche continuano a parlare anche quando l’artista non può più raccontarle.
I funerali avranno luogo in Peschiera Borromeo Venerdì 7 agosto alle ore 10 nella chiesa Parrocchiale della Sacra Famiglia, ove la cara salma giungerà dalla Domus Funeraria San Donato Milanese, dopo la funzione religiosa il feretro verrà trasferito al Tempio crematorio di Lambrate per la cremazione.
Siamo orgogliosi di aver ospitato le sue opere nelSalotto Letterario, la rubrica del nostro magazine dedicata alla cultura, all’arte e alle storie di chi, attraverso la propria creatività, riesce a raccontare qualcosa di profondo e autentico.
Il suo incontro con i nostri lettori era stato un momento prezioso: attraverso le immagini dei suoi dipinti e le sue parole avevamo potuto entrare nel suo universo fatto di colori, emozioni e ricerca interiore.
In questo giorno triste, vogliamo ricordarla proprio attraverso la sua arte. Invitiamo tutti a rileggere il suo racconto e a riguardare i suoi dipinti, lasciandosi accompagnare ancora una volta dalle figure che Barbara ha fatto emergere dal buio delle sue tele, alla ricerca di quella luce che ha sempre cercato di raccontare.
Il suo viaggio continua attraverso le sue opere.
Il Salotto Letterario di Barbara Ciotta:
https://www.recsando.it/il-salotto-letterario-di-barbara-ciotta/
Cosa sapere ancora ...

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