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Le ultime analisi:
distribuzione delle preferenze
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RecSando conclude con l’analisi della distribuzione delle preferenze la
raccolta dei dati sulle recenti elezioni amministrative.
La prima osservazione e’ che mediamente le preferenze risultano essere poco
piu’ del 50% dei voti dati alla lista; se ne deduce che molti elettori si
fermano alla scelta della lista senza scegliere il candidato.
Rimane che le singole liste si discostano molto dal valore medio.(vedi colonna 4).
Ci sono liste dove la preferenza e’ molto presente (W San Donato e PRI) e
dove e’ quasi assente (Liberali, Di Pietro, Lista Rossetto).
Per capire se le preferenze sono ampiamente distribuite nella lista, oppure
concentrate solo su pochi candidati, si sono considerate per ogni lista le
preferenze raccolte dai candidati, che hanno avuto piu’ preferenze (i primi
5, i primi 3 e il piu’ votato della lista). Le percentuali rispetto al totale delle preferenze della lista sono
riportati alle colonne 6, 8 e 10.
Vi sono liste dove la preferenza si concentra su pochi candidati. Nella Lista Di Pietro 3 candidati assorbono 85% delle preferenze espresse,
per la Lega Nord quasi il 50% delle preferenze si concentrano su d’un solo
candidato.
F.I. e’ la lista nettamente piu’ equilibrata in termini di distribuzione
delle preferenze: il piu’ votato raccoglie circa il 9 % delle preferenze e i
cinque piu’ votati il 34% ( rispetto a quest’ultimo indice solamente la
lista dei D.S. riesce a scendere al di sotto del 50%). Interessanti sono anche i dati relativi al numero di candidati che non hanno
ottenuto preferenze o non hanno superato le due preferenze (vedi colonne 13
e15), questo puo’ essere anche un indice del successo o meno nella composizione della rosa dei candidati.
Molto buoni sono gli indici di F.I., che non ha candidati senza preferenze
(nel caso di F.I. il candidato con meno preferenze ne ha totalizzate 10),
buona anche le liste di W San Donato, D.S. e Margherita.
Per la coalizione di centro sinistra pessima, dal punto di vista di candidati con zero preferenze, la lista Di Pietro dove il 70% dei candidati
manca di preferenze, altrettanto la Lega Nord per il centro destra, poco
brillante UDC e anche AN.
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