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Referendum Riforma Giustizia, il Sud Est Milano si divide: i piccoli comuni scelgono il Sì, le città fanno vincere il No

Il Sud Est Milano esce dal voto referendario con un’immagine chiara ma tutt’altro che semplice: un territorio spaccato a metà, dovea fare la differenza non è tanto il numero dei comuni quanto il peso demografico di chi li abita.
A una prima lettura, infatti, sembrerebbe prevalere il “Sì”. Sono ben dieci i comuni in cui il consenso si orienta in quella direzione: da Carpiano a Colturano, passando per Dresano, Mediglia, Pantigliate e Paullo, fino ad arrivare a San Colombano al Lambro, che registra anche la percentuale più alta a favore.
Una diffusione capillare, che racconta unorientamento abbastanza omogeneo nei centri più piccoli, dove il tessuto sociale resta più compatto e meno influenzato dalle dinamiche metropolitane.
Eppure,il risultato finale ribalta questa prima impressione.
A livello complessivo, infatti,è il “No” a prevalere, anche se di misura: circa il 50,8% contro il 49,2% del “Sì”.Uno scarto ridotto, ma sufficiente a segnare l’esito dell’intera area.
La chiave di lettura sta tutta nei numeri assoluti. I comuni più popolosi —San Donato Milanese, San Giuliano Milanese e Peschiera Borromeo — votano compatti per il “No” e, soprattutto, portano in dote migliaia di voti ciascuno.Da soli, riescono a spostare l’ago della bilancia.
È qui che il dato si fa politico.
Il Sud Est Milano non è un territorio uniforme. Da una parte ci sono i centri più piccoli, dove il “Sì” si afferma con margini contenuti ma diffusi; dall’altra le città più strutturate, con una maggiore integrazione nel sistema economico milanese, che invece scelgono in modo più netto il “No”.
Una frattura che non è solo geografica, ma sociale ed economica.
Nei comuni più grandi pesa probabilmente un elettorato più legato al lavoro stabile, ai servizi, alla dimensione urbana e metropolitana. Nei centri minori emerge invece una sensibilità diversa, più legata al territorio e meno allineata alle dinamiche della città capoluogo.
Il risultato è un equilibrio quasi perfetto, che racconta molto più di una semplice vittoria.
Perché, se è vero che il “No” vince, è altrettanto evidente che il consenso nel Sud Est Milano è diviso in modo quasi speculare. Due visioni diverse che convivono nello stesso territorio e che, ancora una volta, dimostrano come quest’area non possa essere letta come un blocco unico.
Più che un verdetto netto, quello uscito dalle urne è un segnale:il Sud Est Milano è un territorio plurale, dove a decidere non è solo cosa si vota, ma soprattutto chi vota e dove.
Fabrizio Cremonesi
Flavio Mantovani

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