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Ancora un “animale” al centro delle ricerche per il cancro
Uno studio finanziato dal Consiglio europeo per l’innovazione cerca di realizzare un test che “fiuta” i primi segnali del tumore nelle urine.
Gli animali non sono soltanto amici dell’uomo e, fedeli, quando sono domestici come cani e gatti, ma possono essere determinanti nella salute dell’uomo. Dopo le recenti esperienze scientifiche che hanno confermato la capacità di un cane a individuare un individuo malato di tumore alla prostata annusando la sua urina, in un futuro non molto lontano qualsiasi laboratorio di analisi potrà stabilire se una persona è malata di tumore o è sana, esaminando una goccia di urina dell’individuo. Tutto ciò grazie a un pool di università coordinate da un’azienda italiana di deep-tech, D-Tails SB, che è riuscita a trasformare in un sistema biometrico la capacità sensoriale di C.Elegans, un minuscolo verme di un millimetro, in grado di riconoscere l’odore del cancro nelle urine.
E’ l’intuizione che lega biologia, chimica e intelligenza artificiale – spiega la dottoressa Viola Folli, ricercatrice e Chief Scientific Officer del gruppo scientifico D-Tails –. E’ il punto centrale del progetto Ulysses, che mette insieme le collaborazioni fra l’università di Copenaghen, l’university College di London e gli Istituti fisioterapici ospedalieri – Istituto nazionale dei tumori Regina Elena IRCCS di Roma, grazie a un finanziamento del programma Pathfinder 2025 del Consiglio Europeo per l’innovazione. L’elemento particolarmente innovativo è l’approccio alla base del progetto: Ulysses prende ispirazione della capacità del nematode C. Elegans (“un vermetto”) di riconoscere segnali associati alla presenza di un tumore e cerca di tradurre questo meccanismo in un biosensore biologico basato su lievito ingegnerizzato, integrato con algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è proprio quello di arrivare a un test semplice, non invasivo e potenzialmente a basso costo, in grado di contribuire alla valutazione precoce del rischio oncologico.
A conferma di questo percorso, D-Tails ha recentemente costituito un laboratorio congiunto con l’Istituto italiano di tecnologia, ITT, dedicato allo sviluppo di tecnologie diagnostiche per il cancro e le malattie neurovegetative. Caenorhabditis elegans è un verme nematode fasmidario, lungo circa 1 mm, che vive nel suolo, in regioni temperate.
di Edorado Stucchi
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