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Gestione del Verde Pubblico

Gestione Verde Urbano - Sud Milano, comunicato stampa del WWF Martesana Sud Milano

Quante volte, durante le intense ondate di calore di questa lunga estate, abbiamo letto o ascoltato richiami all’importanza degli alberi in città e alla necessità di piantarne di nuovi per mitigare gli effetti più severi delle isole di calore urbane? Moltissime, certamente. Tuttavia, resta ancora troppo spesso trascurato un aspetto fondamentale: perché le nuove alberature sopravvivano e siano davvero in grado di offrire i benefici attesi, non è più possibile adottare modelli di gestione ormai superati, pensati per un contesto climatico profondamente diverso da quello attuale e da quello che, con ogni probabilità, ci attende nei prossimi anni.
È necessario prenderne atto con franchezza: ciò a cui stiamo assistendo è una sequenza ricorrente di fallimenti gestionali rispetto all’obiettivo, condiviso e urgente, di incrementare il patrimonio arboreo urbano. Ogni anno si assiste alla sostituzione di piante messe a dimora l’anno precedente e poi morte a causa di una programmazione insufficiente delle irrigazioni, indispensabili per garantirne la sopravvivenza nel corso delle “nuove” estati. In alcuni casi, gli alberi ormai secchi rimangono per anni lungo i viali, nei parchi pubblici o nei giardini condominiali: presenze inerti e dolorosamente visibili, che dovrebbero indurci a riflettere con maggiore serietà sui cambiamenti in atto e sulle conseguenze che essi avranno sulla vivibilità delle nostre città.
Al tempo stesso rimaniamo molto perplessi quando rileviamo grande solerzia nell’abbattere alberi cresciuti spontaneamente che sono decisamente più resistenti e che crescerebbero a costo zero.
Per queste ragioni chiediamo un impegno più convinto e responsabile da parte di tutti: innanzitutto delle Amministrazioni Pubbliche, ma anche dei soggetti privati. Servono maggiori risorse e una gestione più attenta, affinché le irrigazioni possano iniziare già nel mese di maggio, ove necessario, con frequenza, puntualità e continuità ben superiori a quelle finora garantite. Chiediamo inoltre una maggiore cura nelle attività di sfalcio e nell’utilizzo dei decespugliatori: il danneggiamento della corteccia, anche quando apparentemente lieve, riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza dei giovani alberi.
Le considerazioni qui espresse riguardano molti Comuni del Sud Milano , ma riteniamo che vi siano casi particolarmente emblematici di ciò che non dovrebbe accadere. Tra questi citiamo San Donato con, ad esempio, il filare di alberi morti in via Maritano vicino ai laboratori Eni, San Giuliano con gli alberi morti a Parco Nord e lungo la via Emilia, Peschiera Borromeo con il filare di alberi in via Bruno Buozzi (Idroscalo) e parte del bosco Nando Orfei in via Carducci ed il recente abbattimento dei tigli in Piazza delle Associazioni a Melegnano: alberi di 50-60 anni, in buone condizioni vegetative, sono stati rimossi e sostituiti con giovani esemplari che, come era prevedibile, stanno già manifestando una forte sofferenza a causa del caldo e che difficilmente, in tempi ragionevoli, potranno raggiungere dimensioni tali da offrire l’ombra e i benefici garantiti dagli alberi originari. Un esempio evidente di scarsa lungimiranza, che dovrebbe aprire una riflessione seria sulle politiche di gestione del verde urbano.

Comunicato Stampa:  WWF SUD MILANO MARTESANA

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